Primi sintomi di gravidanza: quali sono e quando compaiono?

Quali sono i primi veri sintomi di gravidanza e quando iniziano? Come distinguerli da quelli della sindrome premestruale?

I primi sintomi di gravidanza possono essere simili a quelli della sindrome premestruale e per questo difficili da riconoscere. Oltretutto, variano da donna a donna e da gravidanza a gravidanza.

Di conseguenza, alcune future mamme potrebbero iniziare a sospettare di essere in dolce attesa già nei primi giorni dopo il concepimento, mentre altre potrebbero non accorgersi di nulla fino alla mancata comparsa delle mestruazioni o perfino più avanti nel corso della gestazione.

Quando compaiono i primi sintomi di gravidanza?

Solitamente, i primi sintomi non compaiono nei primi giorni di gravidanza ma nelle settimane successive. All’inizio, infatti, tendono ad essere impercettibili, per poi cominciare a manifestarsi con l’aumentare dei livelli ormonali e, in particolare, delle beta-HCG, degli estrogeni e del progesterone.

Sintomi di gravidanza 5 giorni dopo il rapporto: sono possibili?

In realtà sarebbe più corretto parlare di sintomi dopo l’ovulazione o dopo il concepimento. Quest’ultimo, infatti, può avvenire fino a circa 5 giorni dopo il rapporto sessuale, dal momento che gli spermatozoi possono rimanere vitali da 3 a 5 giorni nel corpo femminile dopo l’eiaculazione.

Detto ciò, alcune donne possono iniziare ad avvertire i primi sintomi di gravidanza già una settimana dopo il concepimento (ossia ancora prima che si verifichi un ritardo del ciclo).

 

Elenco riassuntivo dei primi sintomi di gravidanza

Primi sintomi di gravidanza o sindrome premestruale? Controlla il tuo periodo fertile!

Perché sia in corso una gravidanza è necessario aver avuto almeno un rapporto non protetto nel periodo fertile. Prima ancora di verificare i sintomi, quindi, è possibile controllare con il nostro calcolatore se i rapporti sono avvenuti in prossimità dell’ovulazione.

Il conteggio dà solo una indicazione approssimativa e può essere utile se e solo se si ha un ciclo estremamente regolare o se si conosce la durata della propria fase luteale (ossia il periodo che intercorre tra l’ovulazione e l’inizio delle mestruazioni).

D’altra parte, anche avendo un ciclo regolare, è sempre possibile ovulare prima o dopo il periodo previsto e, per questo motivo, i calcolatori non devono mai essere usati per evitare una gravidanza.

Quali sono i primi sintomi di gravidanza?

Tra i sintomi di gravidanza più frequenti nelle prime settimane troviamo:

  1. Perdite da impianto
  2. Crampi addominali
  3. Modificazioni del seno e dei capezzoli
  4. Stanchezza e sonnolenza
  5. Frequente stimolo a urinare
  6. Aumento delle perdite vaginali
  7. Nausea e vomito
  8. Mal di testa
  9. Aumentata sensibilità agli odori
  10. Voglie o avversione verso alcuni cibi
  11. Sapore metallico in bocca
  12. Gonfiore addominale
  13. Sbalzi d’umore
  14. Assenza del ciclo mestruale
  15. Test di gravidanza positivo

Alcune future mamme potrebbero sperimentarli tutti, altre solo qualcuno, altre ancora addirittura nessuno. Come abbiamo già detto, infatti, la gravidanza è un’esperienza unica e quindi è sempre bene evitare di fare troppi confronti con le altre donne.

È importante sottolineare che il primo vero sintomo comune a tutte le mamme in attesa è in mancato arrivo delle mestruazioni dopo 16 giorni dall’ovulazione accertata e la presenza contemporanea di una temperatura basale alta che non accenna a diminuire.

Inoltre è opportuno ricordare che, mentre la mancanza del ciclo mestruale o un test di gravidanza positivo rappresentano dei dati oggettivi, gli altri sintomi che accompagnano le prime settimane di gravidanza sono spesso soggettivi e possono essere riconosciuti o meno a seconda della propria sensibilità personale.

Per questo motivo, per le donne più abituate ad ascoltare il proprio corpo sarà più semplice riconoscerli e interpretarli correttamente.

1. Perdite da impianto

Uno dei primi segnali di una gravidanza in corso può essere rappresentato da un leggero sanguinamento, che si manifesta sotto forma di perdite scure, marroncine o rosate prima del ciclo o in corrispondenza della data prevista per l’arrivo delle mestruazioni. Questo sintomo prende il nome di spotting o perdite da impianto e indica che l’embrione si sta annidando nella parete uterina per iniziare a svilupparsi.

Le perdite da impianto compaiono solitamente 1 o 2 settimane dopo il concepimento, ma non sono sempre visibili: secondo alcune stime, infatti, si verificano solo nel 30% delle donne in gravidanza. La loro presenza, inoltre, può spesso passare inosservata o essere confusa con lo spotting premestruale (ossia il leggero sanguinamento che talvolta precede l’arrivo delle mestruazioni).

D’altra parte, è importante ricordare che la comparsa di perdite di sangue può avere anche altre cause, come la rottura di qualche capillare, piccole abrasioni o infezioni.

Come regola generale, in presenza di sanguinamento continuo o abbondante al di fuori delle mestruazioni, è sempre bene consultare il ginecologo.

2. Crampi addominali

L’annidamento dell’embrione può essere accompagnato anche da leggeri dolori al basso ventre, che prendono il nome di “crampi da impianto”. Anche in questo caso, tuttavia, è difficile riuscire a distinguere questo sintomo dai normali crampi addominali che possono verificarsi nel periodo premestruale.

In caso di dolori forti, a maggior ragione se accompagnati da sanguinamento, è sempre bene contattare subito al medico, per escludere la presenza di complicazioni.

3. Modificazioni del seno e dei capezzoli

La tensione e il dolore al seno sono tra i sintomi più frequenti dei primi giorni di gravidanza e possono già comparire 1 o 2 settimane dopo il concepimento.

La causa è rappresentata dall’aumento degli estrogeni e del progesterone, che rendono il seno più pieno e i capezzoli più turgidi e sensibili. In aggiunta, con il procedere delle settimane, i capezzoli e le areole tenderanno ad assumere una colorazione più scura.

Naturalmente, la gravidanza non è l’unica responsabile di un seno più gonfio e sensibile. Gli stessi sintomi possono essere dovuti all’assunzione della pillola anticoncezionale, a qualche problema ormonale o semplicemente alle mestruazioni in arrivo.

4. Stanchezza e sonnolenza

L’estrema stanchezza è uno dei sintomi che compare con maggiore frequenza nei primi giorni di gravidanza: le future mamme, infatti, possono iniziare ad avvertirla già una settimana dopo il concepimento. La causa è l’aumento di progesterone, che può causare anche una maggiore sonnolenza e, per via dell’effetto sulla circolazione sanguigna, capogiri e svenimenti.

Inutile dire che sentirsi esauste e affaticate può essere anche un segno di altre condizioni, come infezioni, carenza di vitamine o stress eccessivo. Se l’estrema stanchezza persiste anche dopo l’eventuale arrivo delle mestruazioni, meglio indagare consultando il medico.

5. Frequente stimolo a urinare

La “minzione frequente” o “pollachiuria”, ossia la necessità di urinare spesso, è uno dei sintomi tipici delle prime settimane di gravidanza. Anche in questo caso, i responsabili sono gli ormoni, che aumentano il volume sanguigno e, di conseguenza, la quantità di liquidi che deve essere filtrata dai reni.

Se sono passate più di due settimane dall’ovulazione e notate che avete bisogno di fare pipì spesso, potrebbe essere un sintomo di gravidanza. Tuttavia, in caso di disturbi come difficoltà a urinare, bruciore o dolore durante la minzione, è importante contattare il medico, perché potrebbe trattarsi di un’infezione delle vie urinarie, come ad esempio una cistite.

6. Aumento delle perdite vaginali (perdite bianche)

La presenza di perdite bianche a inizio gravidanza è piuttosto comune e prende il nome di leucorrea. Questo aumento delle secrezioni vaginali è un evento abbastanza precoce, che avviene a causa dei cambiamenti ormonali che si verificano durante la gravidanza.

Nel corso dei nove mesi, queste perdite tenderanno ad aumentare, mantenendo però le stesse caratteristiche,

Di solito le perdite vaginali bianche o giallo chiaro non devono destare preoccupazione, ma se causano prurito o hanno  un odore sgradevole potrebbero essere il segno di una infezione.

7. Nausea e vomito

La nausea, talvolta accompagnata da vomito, è uno dei sintomi più tipici della dolce attesa, anche se non tutte le future mamme ne soffrono. Le cause non sono chiare, anche se sembrano avere origine ormonale.

In genere, la nausea inizia a manifestarsi tra la 4a e l’8a settimana di gravidanza. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, tende a scomparire alla fine del primo trimestre.

Talvolta, nausea e vomito possono essere molto intensi e interferire con la normale alimentazione: in questo caso si parla di iperemesi gravidica, una condizione che deve essere affrontata adeguatamente con l’aiuto del medico di fiducia.

8. Mal di testa

Il mal di testa è un sintomo di gravidanza piuttosto comune nelle prime settimane di gravidanza e sembra causato dall’aumento dei livelli ormonali e/o del volume sanguigno.

È sempre bene ricordare che alcuni medicinali utilizzati frequentemente per alleviare il mal di testa possono essere pericolosi per l’embrione in via di sviluppo. Per questa ragione, se si sospetta di essere incinta o si è in cerca di una gravidanza, è importante non assumere farmaci senza prima aver chiesto il consiglio del medico.

9. Aumentata sensibilità agli odori

Il senso dell’olfatto tende a diventare più sensibile in gravidanza, al punto da rendere insopportabili alcuni odori: caffè, vino e perfino il profumo del dentifricio possono diventare estremamente nauseanti per le future mamme.

Questo sintomo, definito “iperosmia gravidica” può manifestarsi fin dai primi giorni di gestazione e dipende dalle modificazioni ormonali.

10. Voglie o avversione verso alcuni cibi

Molto spesso, la gravidanza cambia anche i gusti e le preferenze alimentari delle donne in attesa. Alcuni cibi possono iniziare a provocare nausea o disgusto, mentre altri, talvolta nemmeno particolarmente graditi prima della gravidanza, possono diventare oggetto di un desiderio irrefrenabile.

Le cause delle voglie in gravidanza non sono ancora chiare. In parte, potrebbero essere legate ancora una volta ai cambiamenti ormonali, che oltre ad alterare il senso del gusto e dell’olfatto possono aumentare la richiesta di alcuni nutrienti, come ad esempio i carboidrati.

Attenzione tuttavia a non confondere le voglie con il tipico desiderio di zuccheri che spesso accompagna il periodo premestruale.

11. Sapore metallico in bocca

Molte donne affermano di avvertire uno strano gusto metallico nei primi giorni di gravidanza, che può alterare il sapore di cibi e bevande. I responsabili sono sempre gli ormoni, anche se lo stesso sintomo può essere causato anche da una banale influenza o da una cattiva igiene orale.

12. Gonfiore addominale

La sensazione di pancia gonfia è un disturbo abbastanza comune all’inizio della gravidanza. Questa condizione, tuttavia, è molto difficile da interpretare, essendo tipica anche del periodo premestruale.

13. Sbalzi d’umore

Nelle prime settimane, e più in generale nel primo trimestre di gravidanza, è molto frequente soffrire di sbalzi d’umore improvvisi.

La maggiore irritabilità, la sensazione di euforia e la facilità al pianto dipendono soprattutto dai cambiamenti ormonali e tendono a risolversi con l’inizio del secondo trimestre. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di una condizione che può manifestarsi anche prima dell’arrivo delle mestruazioni.

14. Assenza del ciclo mestruale

Il concepimento mette in moto dei meccanismi ormonali che fanno in modo che le mestruazioni non si presentino.

A differenza degli altri sintomi elencati, tuttavia, l’assenza del ciclo è un evento oggettivo impossibile da non rilevare e rappresenta quindi il primo segnale importante che potrebbe essersi instaurata una gravidanza.

Attenzione però: se il ciclo non arriva potrebbero esserci anche altri motivi.

Innanzitutto, occorre ricordare che le mestruazioni si presentano solitamente un paio di settimane dopo l’ovulazione (da 12 a 16 giorni dopo, in assenza di concepimento): di conseguenza, se per qualche ragione quest’ultima è avvenuta in ritardo, anche le mestruazioni saranno posticipate.

Inoltre, se una donna ha cicli irregolari, squilibri ormonali o soffre della sindrome dell’ovaio policistico, può andare incontro a diversi cicli non ovulatori.

Anche lo stress, un cambiamento delle proprie abitudini, un forte dimagrimento o un eccessivo aumento di pero possono alterare il ciclo mestruale. In aggiunta, se si è interrotta da poco la pillola anticoncezionale, l’organismo potrebbe impiegare un po’ di tempo per ritrovare i suoi ritmi naturali e i primi cicli potrebbero quindi essere molto irregolari.

È possibile avere le mestruazioni in gravidanza?

In alcuni casi può accadere di osservare un leggero sanguinamento o una pseudo-mestruazione anche in caso di gravidanza appena iniziata.

In genere si tratta di piccole perdite di sangue e non del solito flusso mestruale, che corrispondono alle cosiddette perdite da impianto. Pertanto, se le mestruazioni sembrano arrivare ma sono molto più scarse del solito, hanno una consistenza diversa e un colore marroncino o rosato, è possibile sospettare una gravidanza.

In questo caso, il consiglio è quello di eseguire un test e, se il risultato fosse negativo, di ripeterlo eventualmente a distanza di una settimana.

15. Test di gravidanza positivo

Il test di gravidanza permette di capire se i sintomi avvertiti sono effettivamente reali oppure “fantasintomi”.

Ma quando fare il test di gravidanza per non avere risultati errati? Oltre a seguire le indicazioni d’uso incluse nella confezione, sono importanti anche i tempi: effettuare il test il giorno dopo aver avuto un rapporto, ad esempio, non darà un esito affidabile.

Ricordiamo infatti che le beta-HCG iniziano a essere prodotte solo al momento dell’impianto dell’embrione e che servono alcuni giorni perché diventino rilevabili nelle urine. Un test di gravidanza con una buona sensibilità deve quindi essere eseguito non prima di 12-13 giorni dall’ovulazione accertata.

Per avere risultati più sicuri ed evitare delusioni, tuttavia, il consiglio è quello di attendere il primo giorno di assenza delle mestruazioni e, in caso di ciclo irregolare, ripetere il test a distanza di qualche giorno.

Fonti principali: