Ovulazione: i sintomi primari e secondari

Come riconoscere i sintomi dell'ovulazione verificando i segnali del nostro corpo: perdite, dolori, gonfiore e desiderio.

Come si riconoscono i sintomi dell’ovulazione che segnalano il nostro periodo fertile? In quei giorni il nostro corpo ha un picco ormonale con degli effetti molto evidenti: è sufficiente imparare ad ascoltarli.

In questo articolo vedremo innanzitutto i sintomi dell’ovulazione primari, i più importanti, e poi quelli secondari.

I primi sono i sintomi che ogni donna dovrebbe avere, anche se all’inizio potrebbe non essere facile riconoscerli in modo chiaro. Il segreto è osservarsi e ascoltarsi, fino a sviluppare la necessaria sensibilità e la giusta “tecnica”.

Prima di iniziare, un consiglio!

Se iniziate l’osservazione per la prima volta, il consiglio è quello di evitare i rapporti nel primo mese di monitoraggio. Questo vi aiuterà a comprendere meglio le variazioni del muco cervicale.

Cercate di non scoraggiarvi se alla prima ovulazione per cui cercate i sintomi, non riuscite a comprenderli! Con un po’ di pazienza e di esercizio tutte possono imparare a riconoscerli.

Per facilitare le cose, può essere molto utile informarsi sulle fasi del ciclo mestruale, in modo da avere più chiaro come, secondo la teoria, il nostro corpo si comporta ogni mese della nostra vita fertile.

Ovulazione: sintomi primari

I segnali detti primari sono i più sicuri e affidabili, tanto da essere alla base dei metodi per riconoscere il periodo fertile o dei metodi anticoncezionali naturali.

Questi sintomi sono tre:

Temperatura basale

Parliamo proprio della temperatura del corpo, come quando con il termometro misuriamo la febbre.

Mediamente, prima dell’ovulazione, la temperatura corporea al risveglio (basale) oscilla tra i 36 e i 36.5°C. Quindi, dopo l’ovulazione, sale a livelli superiori e rimane elevata fino alle mestruazioni successive, che arrivano circa 11-16 giorni dopo.

La temperatura sale entro un giorno dopo l’ovulazione, per effetto del progesterone rilasciato dal corpo luteo che si forma dopo lo scoppi del follicolo. Il rialzo termico che permane da tre giorni è sintomi di ovulazione avvenuta.

Attenzione: la temperatura basale non ci dice quando ovuleremo, ma ci dà la conferma che abbiamo ovulato.

Questo metodo è quindi importante per capire i ritmi del nostro corpo durante il ciclo mestruale. Il suo vantaggio è che basta prendere la temperatura basale ogni giorno e registrarla su un grafico.

Come tutti i metodi, anche questo ha dei limiti che possono falsare la misura come:

  • la febbre
  • l’aver bevuto alcolici la sera precedente
  • dormire meno di 3 ore consecutive prima della misurazione
  • misurare la temperatura in orari molto diversi
  • usare uno scaldaletto saltuariamente.

Un grafico della temperatura basale, inoltre, va sempre interpretato nella sua completezza, perché se l’andamento generale è chiaro è possibile evidenziare ed eliminare le misure anomale.

Per comprendere meglio il metodo della temperatura basale, potete andare a vedere una selezione di grafici di temperatura reali raccolti con lo strumento per il monitoraggio della temperatura basale e i sintomi del ciclo.

Muco cervicale

L’osservazione del muco cervicale (il muco all’interno della vagina) ci permette di capire i vari momenti del ciclo in funzione di come variano le sue caratteristiche (chiaro, denso, cremoso, ecc.).

Il muco cervicale è un indicatore molto affidabile, ma bisogna imparare a leggerlo.

Ad esempio, in prossimità dell’ovulazione, il muco assume delle particolari caratteristiche che permettono agli spermatozoi di sopravvivere e muoversi nel loro viaggio verso le tube.

Questo particolare tipo di muco, detto muco a chiara d’uovo, viene prodotto sotto l’effetto degli estrogeni e solo in prossimità dell’ovulazione. Il suo aspetto diventa sempre più acquoso man mano che l’ovulazione si avvicina e pertanto non è difficile da distinguere rispetto a da quello degli altri giorni del ciclo mestruale.

Questo cambiamento nelle perdite vaginali permette di capire che si sta per ovulare. È molto probabile che l’abbiate osservato molte volte, senza sapere il vero motivo di queste modificazioni.

Al pari dell’osservazione del muco, è altrettanto importante la sensazione di bagnato e scivoloso a livello vaginale, che si verifica in prossimità dell’ovulazione.

Questa sensazione non va però confusa con la lubrificazione da eccitazione: per questo sarebbe importante un mese di osservazione del muco cervicale astenendosi dai contatti genitali, per capire come evolve la situazione nei giorni fertili.

Quando osservate il muco cervicale e monitorate la sensazione vaginale, ricordatevi che è sempre più importante la qualità che la quantità di ciò che sentite e vedete.

Avvertenze

La sensazione di bagnato e muco simile alla chiara d’uovo si possono notare anche in prossimità delle mestruazioni ed è dovuta al calo di progesterone. In questo caso, fate anche riferimento alla durata del vostro ciclo (ossia il numero di giorni che separano una mestruazione dall’altra) per capire che non può essere segnale di ovulazione.

Se utilizzate la pillola anticoncezionale, è importante sapere che questo farmaco può temporaneamente compromettere la capacità delle cripte del collo dell’utero di produrre muco cervicale di qualità. Una volta sospesa la pillola, potrebbe volerci del tempo perché la produzione di muco riprenda normalmente.

Posizione della cervice

La cervice (o collo dell’utero) è la parte bassa dell’utero che si introflette in vagina.

In prossimità dell’ovulazione, la punta della cervice diventa soffice, bagnata e aperta, e si alza per effetto degli estrogeni che agiscono sui legamenti dell’utero.

Monitorare la posizione e la consistenza della cervice è quindi un altro metodo per riconoscere il proprio periodo fertile, anche se potrebbe apparire meno pratico dei precedenti. Inoltre, non tutte le donne si trovano a loro agio nell’eseguire questo controllo.

Uno schema che riassume i sintomi primari

Nel disegno sottostante potete vedere rappresentati tutti i sintomi dell’ovulazione e in generale il loro andamento lungo la durata del ciclo mestruale.

Schema che spiega i sintomi dell'ovulazione: muco cervicale, temperatura basale e posizione della cervice
Fonte: Wikipedia

Ovulazione: sintomi secondari

Alcune donne sono più facilitate di altre nell’individuare l’ovulazione perché riescono a osservare altri sintomi secondari, che indicano chiaramente che stanno per ovulare.

I sintomi secondari non si presentano necessariamente in tutte le donne o in ogni ciclo mestruale e sono molto più soggettivi di quelli primari. Tra questi troviamo:

Spotting intermestruale

Si tratta di piccole perdite ematiche ovulatorie (spotting), che sarebbero dovute al rapido aumento degli estrogeni che avviene poco prima dell’ovulazione. Queste perdite continuano finché non viene prodotto sufficientemente progesterone post ovulatorio.

Ovulazione dolorosa

L’ovulazione può essere accompagnata da un leggero dolore al basso ventre a livello delle ovaie, che può presentarsi solo su un lato o su entrambi. In questo casi di parla di ovulazione dolorosa o Mittelschmerz.

Il dolore può durare da pochi minuti a 1-2 giorni e può presentarsi sotto forma di crampi simili a quelli mestruali o come una fitta acuta e improvvisa.

Solitamente si tratta di un sintomo del tutto fisiologico e innocuo. Talvolta, però, può essere il segno di condizioni che possono compromettere la fertilità come:

  • endometriosi
  • presenza di tessuto cicatriziale (ad esempio dopo un cesareo)
  • infezioni sessualmente trasmesse

Aumento del desiderio

Molte donne avvertono un aumento della libido e delle fantasie sessuali nei giorni più fertili del ciclo. Generalmente accade un paio di giorni prima dell’ovulazione e porta naturalmente a incrementare la frequenza dei rapporti in quel determinato periodo.

Pancia gonfia e ritenzione idrica

La causa è l’aumento di estrogeni e ormone luteinizzante (LH), che inducono ritenzione idrica, gonfiore e maggiore produzione di gas a livello dello stomaco e dell’intestino.

Il gonfiore addominale si risolve in genere nell’arco di poche ore o pochi giorni. Se però persiste, meglio potrebbe essere la spia di altri problemi, come endometriosi, cisti ovariche o sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). In questo caso è opportuni rivolgersi al medico e a maggior ragione se si è alla ricerca di una gravidanza, in quanto queste condizioni possono avere conseguenze negative sulla fertilità.

Il segno del linfonodo

Il cosiddetto segno del linfonodo aiuta a capire anche da che parte state ovulando.

Posate una mano sull’inguine e cercate una piccola protuberanza sul lato destro o sinistro. Se trovate un linfonodo gonfio sulla destra in prossimità dell’ovulazione, l’ovocita verrà espulso dall’ovaio destro. Se invece lo sentite a sinistra, l’ovulazione avverrà dall’ovaio sinistro.

Ovviamente il linfonodo non deve essere gonfio per altri motivi indipendenti dall’ovulazione.

Per concludere

Le donne che osservandosi riescono a comprendere il ciclo mestruale e a riconoscere i propri giorni fertili in genere sono felicissime del traguardo raggiunto e questo le può aiutare in varie fasi della loro vita. Sperimentate quindi su voi stesse, imparando a conoscervi di più.

Fonti