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Il mio bambino è podalico. Che cos’è la versione cefalica esterna (ECV)?

La versione cefalica esterna (ECV) è una procedura medica da eseguire in ospedale, per cercare di far girare il feto nel pancione. Una ECV può essere eseguita da 36 settimane fino al travaglio precoce, purché le acque non si siano ancora rotte. Viene generalmente proposta alle 37 settimane di gestazione se è la prima gravidanza oppure intorno alle 36 settimane se ha già partorito.
versione cefalica esterna

Esistono alcune tecniche per far girare il feto nel pancione quando si presenta in posizione podalica (con il culetto o i piedini verso il basso dell’utero), una di queste è la versione cefalica esterna (ECV)

La maggior parte dei bambini podalici si  girerà naturalmente intorno alle  36 a 37 settimane di gravidanza in modo che la testa sia rivolta verso il basso in preparazione alla nascita.  Circa tre o quattro bambini su 100 invece, rimangono podalici. Ci sono maggiori rischi di complicazioni durante il parto per i bambini che si trovano in posizione podalica, per questo, quando il feto si trova in questa posizione a termine di gravidanza, si propone il  taglio cesareo elettivo. 

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Per capire se un bambino si trova in posizione podalica sarebbe opportuno  secondo Tommy’s, proporre una ecografia di screening a  a tutte le donne a 36 settimane di  gravidanza. In Italia stiamo  andando controcorrente visto che nei nuovi LEA non si prevede una ecografia gratuita nel terzo trimestre in assenza di problematiche  anche se, fortunatamente,  i ginecologi continuano a raccomandarla, data la sua importanza.

Perchè è in posizione podalica?

Non sempre vi è un  motivo specifico per il cui il feto si presenta podalico, ma ci sono alcuni fattori  che lo rendono più probabile, come ad esempio:

Cosa succede se il feto si presenza in posizione podalica?

La posizione podalica è comune nelle prime fasi della gravidanza. Quando invece la posizione viene mantenuta anche nelle ultime fasi, e accertata ecograficamente, si propone il  taglio cesareo,  più sicuro  in questa situazione.  Tuttavia il taglio cesareo elettivo comporta rischi specifici per mamma e bambino, oltre ad influire negativamente sulla sua futura vita riproduttiva.

Per questo motivo, leggiamo nelle informative ospedaliere,  molte Società Scientifiche Internazionali raccomandano di offrire la versione cefalica esterna (ECV) a tutte le donne con una gravidanza singola non complicata, con feto in presentazione podalica dalle 36 settimane e quando non controindicato, in modo da poter affrontare il travaglio di parto con il feto in presentazione cefalica (cioè a testa in giù).

Che cos’è la versione cefalica esterna?

Si tratta di una procedura da eseguire in ospedale, per cercare di far girare il feto nel pancione.
Un ECV può essere eseguito da 36 settimane fino al travaglio precoce, purché le acque non si siano ancora rotte. Viene generalmente proposta alle 37 settimane di gestazione se è la prima gravidanza oppure intorno alle 36 settimane se ha già partorito.

Prima della manovra alla donna viene eseguito in prelievo sanguigno,  viene fatta un’ecografia per valutare il liquido amniotico e la posizione della placenta, e viene allestita la sala operatoria in via precauzionale nel  caso  si dovesse rendere necessario un taglio cesareo d’urgenza.

Viene somministrato quindi un farmaco tocolitico (un rilassante muscolare in modo che l’utero non si contragga). Durante la manovra infine il benessere fetale e l’assenza di contrazioni  vengono monitorati tramite tracciato cardiotocografico.

La procedura dura pochi minuti, in posizione semi-sdrataia e sotto controllo ecografico.

Il ginecologo preme  in modo specifico sull’addome materno in modo da fa compiere  una capriola al feto.

Probabilmente la pressione provoca  fastidio, ma non dovrebbe far male. Se provoca dolore, bisogna informare  il medico.

La manovra  successo in  circa il 50% delle donne. In caso di successo, sarà meno probabile che ci sia bisogno di  ricorrere a un taglio cesareo,  evitandone quindi i rischi.

La dimissione è in giornata dopo aver ricontrollato tutti i parametri di benessere fetale.

In caso di fallimento della manovra ECV  verrà programmato il taglio cesareo elettivo intorno alla 39esima settimana di gestazione.

E’ necessario chiamare  l’ospedale se si presenta  sanguinamento, dolore addominale, contrazioni o movimenti ridotti dopo un ECV.

Quando è controindicata l’ECV?

La manovra è controindicata in caso di :

  • placenta bassa o anomalie nell’inserzione placentare
  • anomalie fetali
  • presenza di  sanguinamento vaginale negli ultimi 7 giorni
  • preoccupazione per il benessere del bambino
  • anomalie dell’utero
  • liquido amniotico ridotto
  • rottura acque
  • travaglio già iniziato
  • gravidanza gemellare

Quali sono i rischi di una ECV?

L’ ECV non ha sempre successo e potrebbe essere proposto un secondo tentativo, a seconda delle circostanze.

Molto raramente, la procedura potrebbe funzionare  in un primo tempo ma il bambino ritornare in posizione podalica.

La sicurezza della versione cefalica per manovre esterne è documentata da 2 revisioni sistematiche.

Nella prima revisione (44 studi pubblicati fra il 1990 e il 2002, n=7.377)  sono state rilevate le seguenti complicazioni

  • alterazioni transitorie del battito cardiaco del feto (5.7%).
  • tracciati cardiotocografici patologici persistenti (0.37%)
  • sanguinamento vaginale (0.47%)
  • distacco di placenta (0.12%).
  • Sono stati effettuati tagli cesarei di emergenza in 0.43% di tutte le versioni cefaliche ed è stata registrata una mortalità perinatale di 0.16%

L’ ACOG riporta anche le seguenti complicazioni:   rottura delle membrane prima del parto e  parto pretermine.

La seconda revisione sistematica (11 studi, n=2.503) non ha rilevato esiti avversi (natimortalità, rottura uterina, distacco di placenta, rottura delle membrane o prolasso di funicolo, inizio del travaglio entro 24 ore).

Qual è il tasso di successo?

Varia nelle diverse casistiche da 30% a 80%. Influiscono  sugli esiti: etnia, parità, tono uterino, volume di liquido amniotico, impegno del podice, uso di tocolisi.

Il successo atteso è del 40% delle donne nullipare e nel 60% delle donne multipare.

Cosa succede se il bambino non si gira?

Dopo un ECV (o se scegli di non averlo), se il tuo bambino non si gira a testa in giù, ti potrebbe essere offerto un altro ECV.

Ci sono altre due opzioni per dare alla luce il tuo bambino podalico di cui il tuo medico e l’ostetrica ti parleranno:

  • un taglio cesareo programmato
  • un parto podalico vaginale pianificato.

In entrambi i casi, i rischi e i benefici di ciascuno dovrebbero essere ben spiegati dal team medico che segue la donna. .

Esistono altri modi per far girare un bambino podalico?

Esistono dei suggerimenti e tecniche più o meno documentati. Le principali alternative  sono le seguenti. ‘

Alcuni suggeriscono di mettersi nella posizione della foto seguente,  ogni giorno, per 15-20 minuti, L’obiettivo è far uscire il bambino dal bacino per dargli più spazio per girarsi. Non ci sono ricerche a supporto di  questo metodo, ma alcune mamme hanno riportato esperienze positive.

Se si avvertono dolore o capogiri, bisogna interrompere immediatamente questo esercizio.

Altro metodo riguarda  la moxibustione, tecnica insolita che deriva dalla medicina tradizionale cinese. Un piccolo numero di studi clinici ha dimostrato che ha funzionato nel 50-80% dei casi. Si tratta di bruciare delicatamente un “bastoncino di moxa” contenente un’erba cinese soffice e lanosa chiamata “artemisia”.

La moxibustione dovrebbe essere eseguita solo sotto la direzione di un professionista sanitario qualificato.

In ogni caso sarà il vostro medico a illustrarvi  i pro e contro di ciascuna tecnica  e  fornivi le valutazioni de rischi e benefici.

Riferimenti:

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Redazione

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