Parto cesareo: quando è previsto?

Il parto cesareo viene scelto quando il parto naturale non è possibile. Può essere un parto cesareo pianificato, quando si stabilisce a priori la data sia d’urgenza quando si deve intervenire a causa di complicazioni per salvare la mamma ed il bambino.

Il taglio cesareo di solito si effettua con il metodo di Stark modificato per evitare eccessivi inestetismi. Al giorno d’oggi infatti consiste in un taglio di 7-8 cm appena sotto la peluria pubica che non dovrebbe lasciare evidenti tracce con il passare del tempo. Viene anche definito cesareo “dolce”.

Parto cesareo programmato

Il parto cesareo viene programmato quando:

  • il bambino si presenta in posizione podalica
  • quando c’è una certa sproporzione tra la grandezza del feto e il canale del parto della mamma
  • in caso di precedente taglio cesareo anche se non è sempre necessario
  • il cordone ombelicale è attorcigliato attorno al collo e non permetterebbe al bambino di incanalarsi senza rischi
  • in alcuni casi di gravidanza gemellare
  • in caso di placenta previa

Vedi anche : il piano del parto cesareo gentile

Parto cesareo d’urgenza

Tutti i tagli cesarei che non vengono programmati in anticipo ma che invece sono decisi al momento vengono detti cesarei d’urgenza.

Può capitare infatti che nonostante  la gravidanza si sia svolta  nel migliore dei modi, la futura mamma debba affrontare un taglio cesareo non programmato. La sentenza “facciamo il cesareo” può essere vissuta con sentimenti contrastanti dalla mamma. Chi infatti spera di vivere il parto naturale, la scelta obbligata del cesareo potrebbe risultare dolorosa, per alcune un affronto. Io sarò sincera. Ho avuto due parti naturali, ma durante la seconda gravidanza avevo letteralmente supplicato il mio ginecologo di programmarmi l’intervento.

Il primo parto naturale mi aveva traumatizzato a causa di una grave emorragia post parto non diagnosticata in tempo nonostante ci fossero state evidenti lacerazioni. Alla fine mi sono fidata del mio medico e ho affrontato il secondo parto naturale superando, in parte, le vecchie paure ma non nascondo che, se tornassi indietro, chiederei nuovamente al mio ginecologo il TC.

Ci sono situazioni in cui il taglio cesareo d’urgenza non può essere evitato per salvaguardare la salute della mamma e del nascituro.

La causa più frequente di ricorso al TC d’urgenza è l’alterazione del battito cardiaco fetale.In caso di  sofferenza fetale il bimbo viene fatto nascere in pochi minuti e alla mamma viene praticata un’anestesia spinale. Non si fa l’epidurale in questo caso perchè l’analgesia spinale ha un’azione più rapida e quindi più adatta ai casi di emergenza. L’anestesia spinale inoltre può essere praticata  da tutti gli anestesisti e non solo da quelli “dedicati” come accade per l’epidurale.

Raramente si ricorre all’anestesia generale.

Altra situazione che richiede il taglio cesareo d’urgenza è quando il travaglio non procede.

Emergenza c’è anche quando avviene il prolasso del funicolo (o cordone) ombelicale.In questi casi  si pratica per evitare lo schiacciamento del cordone e quindi l’interruzione dell’ossigenazione al bambino.

Altre situazioni di emergenza si verificano con il distacco della placenta o in caso  di preeclampsia. Il distacco di placenta può avvenire per un improvviso rialzo della pressione sanguigna, per una patologia immunitaria o senza motivi prevedibili: si prova un forte dolore, l’utero si contrae  e iniziano le perdite di sangue. E’ necessario l’immediato intervento, le cui conseguenze dipendono dall’età gestazionale. Più avanti è la gravidanza meno rischi ci sono per il bambino.

Utilizzo non necessario del parto cesareo

Il parto cesareo viene spesso usato in circostanze non necessarie e infatti l’Italia è uno dei paesi europei in cui la percentuale di interventi risulta altissima arrivando al 35% (2012 – Istituto Superiore di Sanità) delle nascite. Un numero fuori da ogni logica visto che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un paese come il nostro dovrebbe ricorrervi al massimo nel 15% dei casi.

Conclusione

Sicuramente è preferibile un parto “normale”, senza grossi intoppi che si dirige tra una contrazione e l’altra verso il lieto evento. Il cesareo d’urgenza è un imprevisto che però ci permette, fortunatamente, di raggiungere lo stesso obiettivo. I tempi di recupero sono abbastanza veloci, non tanto diversi da quelli di un parto normale con episitomia, e in genere dopo 4 giorni si va  a casa.

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