Quando si parla di visite ed esami raccomandati in gravidanza, soprattutto nei forum e sui social, ci si accorge che è un tema molto sentito da mamme e future mamme, che non solo solleva moltissimi dubbi e domande, ma può perfino scatenare un forte dibattito tra chi vorrebbe più controlli ed ecografie, e chi invece preferirebbe una gravidanza meno “medicalizzata”.
Con questo articolo vogliamo quindi fare chiarezza sulle nuove Linee Guida sulla Gravidanza Fisiologica dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha pubblicato gli ultimi aggiornamenti a marzo del 2026, cambiando significativamente il modo in cui la gravidanza a basso rischio viene seguita in Italia.
L’obiettivo delle nuove raccomandazioni è duplice:
1. offrire un’assistenza più umana, personalizzata e attenta non solo al corpo della donna, ma anche alla sua salute mentale e al contesto sociale in cui vive;
2. evitare un eccesso di medicalizzazione, limitando alcuni esami ai casi di reale necessità clinica.
Vediamo allora quali sono le novità principali delle nuove Linee Guida dell’ISS che ogni futura mamma dovrebbe conoscere per vivere la gravidanza in modo più consapevole.
Controlli ed esami in gravidanza: cosa prevedono le nuove raccomandazioni dell’ISS?
1. Più ascolto con la “Continuità Assistenziale”
La prima grande novità delle nuove Linee Guida sulla Gravidanza Fisiologica riguarda l’organizzazione dei controlli. Viene infatti promosso con forza il modello della continuità assistenziale ostetrica, con almeno 8 bilanci di salute raccomandati (rispetto agli “almeno 4” riportati nelle Linee Guida precedenti).
Questi incontri periodici e personalizzati con il ginecologo o l’ostetrica hanno lo scopo di:
- tutelare il benessere fisico, emotivo e relazionale della donna (e della coppia) in ogni fase della gestazione
- favorire percorso più personalizzato e una relazione di fiducia con il professionista sanitario.
- assicurare alle donne il tempo necessario per porre domande e ricevere risposte chiare, basate sulle prove di efficacia.
Il testo dell’ISS specifica che i bilanci di salute devono svolgersi preferibilmente in presenza, ma possono essere integrati anche con consulti per via telematica.
2. Meno pressione sulla bilancia per le donne normopeso
Una delle novità che farà tirare un sospiro di sollievo a molte è l’approccio al peso corporeo. Le nuove linee guida stabiliscono che non è più necessario pesare la donna a ogni incontro se questa è normopeso all’inizio della gravidanza.
L’attenzione si sposta sulla qualità: i professionisti sono invitati a fornire informazioni sui benefici di una sana alimentazione e dell’attività fisica, ma con una raccomandazione fondamentale: mantenere un approccio rispettoso e senza giudizi, specialmente in presenza del partner o se la donna ha sofferto in passato di disturbi alimentari.
3. No all’ecografia di routine per tutte nel terzo trimestre
Un’altra grande novità, che ha suscitato molte discussioni nelle community di mamme, è l’eliminazione dell’ecografia del terzo trimestre (“ecografia di accrescimento”) tra gli esami di routine.
Secondo le nuove Linee Guida:
- l’ecografia del primo trimestre resta fondamentale per determinare con precisione l’epoca gestazionale, specialmente in caso di incertezza sulla data dell’ultima mestruazione, e per la diagnosi precoce di alcune malformazioni fetali;
- l‘ecografia del secondo trimestre (morfologica) eseguita a 18-20 settimane è considerata altrettanto fondamentale ed è la più efficace per una diagnosi completa delle anomalie strutturali;
- l’ecografia del terzo trimestre per valutare la crescita del bambino non è più considerata un esame di routine per tutte, ma va limitata solo ai casi in cui ci sia una specifica indicazione clinica.
Questo è il punto che ha suscitato più critiche nelle community di donne. È importante ricordare, tuttavia, che il SSN ha escluso già da tempo l’ecografia del terzo trimestre dalle prestazioni esenti in assenza di una specifica indicazione del medico.
4. Sì alla misurazione sinfisi-fondo per monitorare la crescita fetale
La misurazione della distanza sinfisi-fondo era già raccomandata nelle precedenti linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) del 2011 assume un ruolo ancora più rilevante.
Poiché le nuove linee guida limitano l’ecografia del terzo trimestre esclusivamente ai casi in cui vi sia una specifica indicazione clinica, la misurazione della distanza sinfisi-fondo diventa uno strumento di screening fondamentale per identificare gravidanze con sospette deviazioni dalla crescita normale (feti piccoli o grandi per l’epoca gestazionale), così da poter indirizzare la donna a un’indagine ecografica di approfondimento solo quando realmente necessario.
5. Introdotto il Test del DNA fetale per lo screening delle anomalie cromosomiche
Le nuove linee guida ribadiscono l’importanza dei test di screening del primo trimestre per valutare il rischio delle anomalie cromosomiche più comuni (Trisomia 21 o Sindrome di Down, Trisomia 18 o Sindrome di Edwards e Trisomia 13 o Sindrome di Patau).
A tutte le donne, indipendentemente dall’età, dovrebbero quindi essere offerte informazioni adeguate su:
Si raccomanda inoltre di informare le donne Rh(D) negative sulla possibilità di effettuare il NIPT per un’immunoprofilassi mirata.
Va purtroppo sottolineato che attualmente, tuttavia, il Test del DNA fetale è coperto dal SSN solo in alcune regione italiane.
6. Aggiornato anche lo screening delle infezioni
Le strategie di screening sono cambiate in base all’evoluzione epidemiologica in Italia.
- Citomegalovirus (CMV): nel 2011 lo screening non era raccomandato. Ora è fortemente raccomandato per tutte le donne sieronegative o con stato non noto, da ripetere ogni 4-6 settimane fino alla 24ª settimana.
- Epatite C (HCV): se prima era riservato solo alle donne a rischio, ora viene offerto a tutte le donne nel terzo trimestre.
- Malattia di Chagas: è una novità assoluta; lo screening è ora offerto alle donne a rischio (es. nate o vissute in Paesi endemici dell’America Latina).
- Rosolia: lo screening non è più raccomandato durante la gravidanza. La vaccinazione viene invece offerta nel post-partum alle donne suscettibili.
- Batteriuria asintomatica: lo screening universale (esame urine per batteri in assenza di sintomi) non è più raccomandato per tutte le donne, per evitare l’uso inappropriato di antibiotici.
7. Maggiore attenzione alla salute mentale in gravidanza
Per la prima volta, la salute emotiva riceve la stessa attenzione di quella fisica. I dati mostrano che il disagio psicologico è spesso un “rischio invisibile”. Per questo, a ogni bilancio di salute, verrà effettuato uno screening per ansia e depressione. L’obiettivo è individuare precocemente le fragilità e attivare subito, se necessario, una rete di supporto con psicologi e servizi territoriali per garantire che nessuna mamma si senta sola.
8. Una protezione contro la vulnerabilità sociale
Le nuove linee guida chiedono ai professionisti di guardare oltre l’aspetto clinico. Durante gli incontri, verrà valutata l’esposizione a situazioni di violenza domestica o difficoltà economiche e sociali. Inoltre, viene introdotto per la prima volta lo screening per le mutilazioni genitali femminili per le donne che provengono da Paesi dove questa pratica è diffusa, garantendo loro un’assistenza specifica e rispettosa.
Nota: Questo articolo si basa sugli aggiornamenti pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità tra il 2023 e il 2026. Per ogni dubbio specifico sul tuo percorso, consulta sempre il tuo medico di fiducia.
Domande e risposte
A quando risalgono le precedenti linee guida sulla gravidanza fisiologica pubblicate dall’ISS prima dell’ultimo aggiornamento?
Le ultime linee guida sulla gravidanza fisiologica pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) prima dell’aggiornamento del 2023-2026 risalgono alla versione originale del 2010, che è stata successivamente oggetto di un aggiornamento parziale avvenuto nel 2011. Il documento era identificato come la Linea Guida ISS-SNLG n. 20, intitolata proprio “Gravidanza fisiologica”.
Questa versione era stata prodotta seguendo un metodo di adozione e adattamento di una linea guida omologa del NICE (National Institute for Health and Care Excellence), pubblicata nel 2008 con il titolo “Antenatal care”. Fino alla pubblicazione della prima parte del nuovo aggiornamento a dicembre 2023, la versione del 2011 è rimasta il principale punto di riferimento nazionale per l’assistenza alla gravidanza fisiologica.
Cosa cambia davvero tra le linee guida del 2011 e quelle del 2023?
Il passaggio dalle linee guida del 2011 a quelle del 2023-2026 (completate con gli aggiornamenti di giugno 2025 e marzo 2026) segna un profondo cambiamento culturale nell’assistenza alla gravidanza in Italia. Si passa da un modello focalizzato prevalentemente sugli aspetti clinici a un approccio proattivo, integrato e centrato sulla persona, che tutela il benessere fisico, emotivo e sociale della donna.
Le nuove Linee Guida dicono che l’ecografia del 1° trimestre deve essere fatta il prima possibile?
No, le linee guida non dicono che l’ecografia del primo trimestre debba essere fatta “il prima possibile” in termini assoluti, ma indicano finestre temporali precise e raccomandano che il primo contatto con il professionista avvenga precocemente.
- La prima visita prenatale dovrebbe avvenire idealmente entro le 10 settimane di gestazione. Questo incontro precoce è fondamentale non tanto per l’ecografia in sé, quanto per fornire alla donna tutte le informazioni necessarie sugli screening disponibili, in modo che abbia il tempo di riflettere e compiere scelte informate.
- Screening delle anomalie cromosomiche: Se la donna sceglie di effettuare il test combinato (translucenza nucale associata a test biochimici) per lo screening delle trisomie 21, 18 e 13, l’ecografia deve essere eseguita in una finestra specifica, compresa tra 11+0 e 13+6 settimane di età gestazionale.
In sintesi, l’ecografia viene programmata in base alla necessità di datare correttamente la gravidanza o di eseguire test di screening entro i termini stabiliti, garantendo alla donna il tempo adeguato per decidere consapevolmente.
La misurazione sinfisi-fondo era già raccomandata?
Sì, la misurazione della distanza sinfisi-fondo era già raccomandata nelle linee guida dell’ISS del 2011. Nello specifico, le raccomandazioni precedenti stabilivano quanto segue.
- Tempistica: la distanza fondo uterino-sinfisi pubica doveva essere misurata e registrata a ogni visita prenatale a partire dalle 24+0 settimane di età gestazionale.
- Obiettivo: l’obiettivo principale di questa misurazione era quello di fungere da strumento di screening per identificare gravidanze con sospette deviazioni dalla crescita normale (feti piccoli o grandi per l’epoca gestazionale), così da poter indirizzare la donna a un’indagine ecografica di approfondimento solo quando realmente necessario.
Nelle integrazioni più recenti delle linee guida (completate tra il 2023 e il marzo 2026), la valutazione clinica dell’accrescimento fetale assume un ruolo ancora più rilevante.
I recenti aggiornamenti raccomandano infatti di limitare l’ecografia del terzo trimestre (quella dedicata alla valutazione della crescita) esclusivamente ai casi in cui vi sia una specifica indicazione clinica, rendendo di fatto la misurazione manuale e l’esame obiettivo del professionista durante i bilanci di salute i criteri fondamentali per monitorare il benessere del bambino a termine di gravidanza.
Cos’è lo screening per le mutilazioni genitali femminili
Lo screening per le mutilazioni genitali femminili (MGF) è una delle novità introdotte nell’aggiornamento delle linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità sulla gravidanza fisiologica.
Cos’è e in cosa consiste
Per la prima volta, le linee guida raccomandano esplicitamente di effettuare questo screening, che consiste nell’identificare le donne che hanno subito pratiche di mutilazione dei genitali. Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), le mutilazioni genitali femminili comprendono tutte le forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o altre lesioni agli organi genitali effettuate per ragioni culturali, religiose o altre finalità non terapeutiche.
A chi è rivolto
Lo screening non è universale, ma è rivolto alle donne a rischio, ovvero quelle provenienti da Paesi o comunità dove la pratica è diffusa. Sebbene sia un fenomeno tipico di circa 28 Paesi africani, interessa anche alcune zone del Medio Oriente (come Iran, Iraq, Yemen) e dell’Asia (Indonesia, Malesia, India). In Italia, stime passate indicavano che oltre 90.000 donne potessero essere interessate dal fenomeno.
Quando e perché si effettua
- Tempistica: l’identificazione delle donne con MGF deve avvenire appena accertato lo stato di gravidanza, idealmente durante la prima visita prenatale (entro le 12 settimane + 6 giorni).
- Obiettivo: lo scopo principale è quello di poter pianificare l’assistenza al momento del parto (assistenza intrapartum). Questo è fondamentale per gestire eventuali complicazioni ostetrico-ginecologiche e garantire alla donna un’assistenza rispettosa e tecnicamente adeguata durante il travaglio e la nascita.
Questa raccomandazione fa parte di un cambiamento culturale nell’assistenza alla gravidanza, volto a far emergere e gestire condizioni di rischio o fragilità sociale che spesso rimangono “invisibili” durante il percorso nascita.