Ecografia per datazione

L’ecografia per “datazione” è quell’esame ecografico non invasivo che permette di datare le settimane di vita del bambino che portate in grembo.

La datazione della gravidanza può essere fatta fino al massimo alla 13° settimana ma in genere si preferisce farla entro l’11° settimana. Farla troppo tardi esporrebbe a errori di valutazione in quando iniziano ad essere evidenti le differenze di crescita tra bambino e bambino.

Ecografia per datazione

Questa ecografia oltre che controllare la data del concepimento (e quindi la data del parto), valuta anche altri fattori come:

  • l’effettivo stato di gravidanza (prima dell’8° settimana) e il posizionamento del feto nell’utero.
  • se la gravidanza è singola o gemellare
  • la vitalità (controllando il battito cardiaco fetale)
  • la misura della plica nucale indicatore di anomalie cromosomiche (vedi translucenza nucale)

La data del concepimento si ottiene misurando alcuni parametri come la lunghezza cefalo-sacrale (testa-coccige). Valutando questa misura e comparandola con le tabelle esistenti di riferimento (in genere la macchina ecografica fa tutti i calcoli del caso) verifica che queste misure siano “compatibili” con la data dell’ultima mestruazione.

La prima ecografia è in genere transvaginale, si esegue cioè con una sonda cilindrica che viene inserita direttamente in vagina. Con questa ecografia si ottengono immagini più definite rispetto a quella addominale/tradizionale.

Le ecografie successive sono esterne con una sonda appoggiata sul pancione. Di particolare importanza è l’ecografia morfologica o strutturale fatta intorno alla 20ª settimana di gravidanza che permette un controllo completo dello sviluppo del feto.

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