Nausea “fortissima” in gravidanza? Un nuovo studio spiega: la causa è nel DNA

Uno studio su Nature identifica il "gene della nausea" e apre la strada a nuove cure per l'iperemesi gravidica.

Molte donne che soffrono di forti nausee e vomito durante la gravidanza si sentono spesso dire (o tendono a pensare) che si tratta di disturbi “del tutto normali”, da sopportare con un po’ di pazienza. Quando la nausea è molto intensa, persistente e interferisce con la vita quotidiana, può invece essere il sintomo di una condizione patologica ben precisa, detta iperemesi gravidica, che se non riconosciuta e trattata può mettere a rischio la salute di mamma e bambino.

Un nuovo studio della University of Southern California, appena pubblicato sulla rivista Nature, il più grande mai condotto su questo tema, ha identificato ben 10 geni associati all’iperemesi gravidica: una scoperta fondamentale che, come vedremo in questo articolo, apre la porta nuovi trattamenti di cura e prevenzione.

Cos’è l’iperemesi gravidica

L’iperemesi gravidica non ha nulla a che vedere con la nausea gestibile e passeggera che la maggior parte delle future mamme sperimenta nel primo trimestre di gravidanza. Si tratta di una condizione patologica che colpisce il 2% delle donne e che può portare a una grave malnutrizione e disidratazione, al punto da rappresentare la prima causa di ricovero ospedaliero durante il primo trimestre.

Grazie alla nuova ricerca guidata dalla Keck School of Medicine della University of Southern California, oggi sappiamo che questa condizione ha una base genetica molto forte.

Il ruolo del “gene della nausea”

Lo studio porta al centro dell’attenzione un gene chiamato GDF15, che regola la produzione dell’ormone omonimo.

Durante la gravidanza, l’ormone GDF15 aumenta in modo significativo, suscitando una risposta più o meno intensa a seconda della sensibilità individuale:

  • le donne che hanno livelli naturalmente più alti di GDF15 prima del concepimento sembrano essere più “abituate” alla sua presenza e in gravidanza tendono a soffrire di una nausea più moderata;
  • le donne che invece, per una particolare variante genetica, sono state esposte a bassi livelli di questo ormone prima di rimanere incinte, reagiscono in modo più violento quando i livelli si alzano in gravidanza, soffrendo di nausee molto intense.

Non solo GDF15: altri 9 geni coinvolti

Analizzando il DNA di oltre 10.000 donne di diverse origini (europee, asiatiche, africane e latine), lo studio ha individuato un totale di 10 geni legati all’iperemesi, di cui 6 erano completamente sconosciuti fino ad oggi.

Questa scoperta offre indizi preziosi sui meccanismi della malattia:

  • è stato trovato un legame con il gene TCF7L2, uno dei principali responsabili del rischio di diabete di tipo 2 e gestazionale. Questo suggerisce che lo zucchero nel sangue e gli ormoni intestinali potrebbero giocare un ruolo chiave nella nausea gravidica;
  • alcuni geni sono legati al modo in cui il cervello gestisce la fame e la nausea; altri sono legati alla “plasticità cerebrale“, ovvero alla capacità del cervello di imparare. Questo potrebbe spiegare perché alcune donne sviluppano avversioni alimentari molto forti e durature dopo gli episodi di malessere;
  • alcune varianti genetiche sono state associate anche a una durata minore della gravidanza e al rischio di preeclampsia.

Nuovi strumenti di cura e prevenzione

Questa scoperta apre la porta a nuove cure per l’iperemesi gravidica. Per capirne l’importanza, basti pensare che i farmaci oggi disponibili funzionano solo per la metà delle pazienti che soffrono di questa condizione.

Un’altra vera svolta potrebbe essere la prevenzione. I ricercatori stanno avviando un test clinico con la metformina, un farmaco comune per il diabete che aumenta i livelli di GDF15. L’idea è quella di somministrarlo prima della gravidanza per “abituare” o desensibilizzare il corpo della donna all’ormone, prevenendo così il malessere prima ancora che inizi.

Il nostro sondaggio

In un sondaggio condotto dalla redazione di Periodo Fertile, il 41% delle donne ha dichiarato che il primo trimestre o la nausea sono stati il momento peggiore dell’intera gravidanza, superando persino il dolore del travaglio (33%) e del parto (8%). Questo dato che aiuta a capire quanto questo senso di malessere possa essere impattante e venga spesso trascurato nella narrazione della gravidanza.

Sapere che esiste una possibile causa genetica ovviamente non elimina la fatica di chi ne soffre, ma può aiutare a dare un nome e una spiegazione a un’esperienza spesso minimizzata. E soprattutto, se da un lato può rendere le donne più consapevoli, può dall’altro contribuire a costruire un approccio più attento ed efficace nella gestione della nausea in gravidanza.

Fonti

  • Fejzo M, Wang X, Tan Q, Zöllner J, Pujol-Gualdo N, Laisk T; Estonian Biobank Research Team; Finer S, van Heel DA; Health Research Team; Brumpton B, Bhatta L, Hveem K, Jasper EA, Velez Edwards DR, Hellwege JN, Edwards T, Jarvik GP, Luo Y, Khan A, MacGibbon K, Gao Y, Ge G, Averbukh I, Soon E, Angelo M, Magnus P, Johansson S, Njølstad PR, Kim A, Gazal S, Vaudel M, Shu CA, Mancuso N. Multi-ancestry genome-wide association study of severe pregnancy nausea and vomiting. Nat Genet. 2026 Apr;58(4):810-820. doi: 10.1038/s41588-026-02564-4. Epub 2026 Apr 14. PMID: 41981316.