Odori che danno fastidio in gravidanza: campanello d’allarme o meccanismo di protezione?

Perché in gravidanza può aumentare la sensibilità agli odori? Si chiama iperosmia gravidica e protegge la salute e feto e il legame mamma-bambino.

Ti è mai capitato, magari proprio nelle prime settimane di gravidanza, di essere infastidita da alcuni odori specifici (caffè, sigaretta, dentifricio…)? Se la risposta è sì, fai parte di quel due terzi di donne che sperimentano una maggiore sensibilità agli odori in dolce attesa.

Il fenomeno è noto ai medici come iperosmia gravidica e spesso è uno dei primissimi segnali che il corpo invia per annunciare l’inizio di una nuova vita, a volte persino prima del test positivo.

Ma perché accade? È solo suggestione o c’è una base biologica? Si tratta di un campanello di allarme o di un fenomeno naturale, magari perfino utile?

Cos’è l’iperosmia gravidica, il “super olfatto” delle donne in attesa

L’iperosmia gravidica è un’aumentata sensibilità agli odori che può manifestarsi già a partire dalla 6° settimana di gravidanza. Questo “super olfatto” non solo permette a molte future mamme di sentire odori che gli altri non avvertono affatto, ma può anche rendere improvvisamente fastidiosi o insopportabili alcuni aromi particolari.

È interessante notare che questa sensibilità non riguarda quasi mai profumi piacevoli: nella maggior parte dei casi, sono gli odori intensi e poco gradevoli a scatenare disgusto o nausea, come quello della carne, del pesce, delle uova o del fumo. Esistono però anche donne che provano fastidio verso profumi solitamente piacevoli, come quello del caffè o del dentifricio alla menta.

Quali sono gli odori più odiati dalle donne in gravidanza

In base alle fonti, gli odori che solitamente infastidiscono di più le future mamme appartengono alle seguenti tre categorie.

Cibi e aromi di cucina

Gli odori della carne, del pesce, delle uova (soprattutto mentre cuociono) e del caffè sono tra i più citati come inaccettabili.

Altri esempi specifici riportati includono il pollo fritto, il grasso di pollo, il tofu bollito, i broccoli bruciati, i wurstel e il minestrone.

Anche i chiodi di garofano sono stati valutati come significativamente meno piacevoli.

Fragranze e prodotti chimici

I profumi, le colonie, il fumo di sigaretta, il rum e l’aceto sono spesso fonti di grande fastidio.

Altre sostanze percepite negativamente includono il cuoio, il pino, la fuliggine e i mercaptani (composti che emanano un odore simile allo zolfo o alle uova marce).

Odori animali e corporei

Le donne in gravidanza riferiscono spesso avversione verso l’odore degli animali domestici e del loro cibo, e in alcuni casi, verso il profumo naturale del partner (pelle, respiro, odore residuo su indumenti e scarpe) o addirittura il proprio.

La scienza dietro il “super naso” delle future mamme: ormoni e neurogenesi

Sebbene non siano ancora perfettamente chiare le origini di questa accentuata sensibilità, i ricercatori hanno proposto diverse spiegazioni.

1. L’effetto degli ormoni

L’aumento dei livelli di Beta hCG (l’ormone della gravidanza), estrogeni e progesterone sembra modulare i recettori olfattivi, rendendo il cervello più sensibile verso gli stimoli chimici esterni.

2. La moltiplicazione delle cellule nervose

Un fenomeno straordinario che avviene in questo periodo è la cosiddetta neurogenesi olfattiva. Grazie all’aumento della prolattina, le cellule nervose della mucosa nasale si moltiplicano, aumentando fisicamente la capacità di captare segnali odorosi dall’ambiente.

3. Rimodellamento cerebrale

Il cervello materno sembrerebbe subire una vera e propria ristrutturazione (il cosiddetto cervello da gravidanza) per prepararsi all’accudimento, rendendo la mamma più reattiva a stimoli che potrebbero essere utili per la protezione del piccolo.

A cosa serve davvero l’iperosmia gravidica?

Gli esperti ritengono che l’iperosmia abbia un duplice scopo in gravidanza.

Da un lato riduce riduce i rischio che la futura mamma ingerisca sostanze potenzialmente nocive, come cibi avariati o tossine, proteggendo la salute del feto.

Dall’altro, prepara la madre a identificare il profumo unico del proprio bambino subito dopo la nascita. Il legame olfattivo è infatti uno dei primi canali attraverso cui mamma e figlio si conoscono e si riconoscono, ed è proprio attraverso questo riconoscimento che inizia a costruirsi quella relazione profonda di attaccamento e di accudimento che darà al piccolo la sicurezza emotiva necessaria per crescere.

Consigli pratici per sopravvivere ai cattivi odori in gravidanza

Se l’ipersensibilità agli odori ti sta rendendo la vita difficile, ecco alcuni piccoli consigli utili suggeriti dagli esperti.

  • Scegli cibi freddi: i piatti caldi sprigionano più aromi. Mangiare cibi a temperatura ambiente può aiutare a ridurre il fastidio.
  • Maschera gli odori sgradevoli: tieni a portata di mano profumi freschi come limone e zenzero, che hanno un effetto calmante e aiutano a mascherare quelli sgradevoli.
  • Fai dei lavaggi nasali: utilizzare soluzioni saline può aiutare a pulire la mucosa e attenuare la percezione degli stimoli.
  • Evita i trigger: se il dopobarba del partner o un particolare detersivo ti dà la nausea, non forzarti: chiedi collaborazione in casa per eliminare temporaneamente questi odori fastidiosi.

Quando finisce l’iperosmia?

La buona notizia è che, per la maggior parte delle donne, l’iperosmia tende a diminuire dopo il primo trimestre, parallelamente alla riduzione delle nausee mattutine. In genere il senso dell’olfatto torna alla completa normalità entro poche settimane dopo il parto, una volta che i livelli ormonali si sono stabilizzati.

Nel frattempo, ricorda a te stessa (e a chi ti sta vicino) che il fastidio che provi è reale e non è affatto un’esagerazione: Il tuo corpo sta mettendo in atto un meccanismo biologico straordinario, progettato per proteggere te e il tuo bambino e per creare il vostro primo, profumatissimo legame d’amore.

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