Diabete gestazionale e dieta mediterranea

Il diabete gestazionale, o diabete mellito gestazionale (GDM) è una delle complicazioni più comuni che può generarsi durante la seconda parte della gravidanza. Si stima che in Europa la prevalenza vari dal 2% all’11%, con una maggiore diffusione nei paesi mediterranei.

Sintomi

Se una donna sviluppa il GDM, i suoi livelli di glucosio nel sangue superano i limiti normali; in risposta il pancreas aumenta la secrezione di insulina ma i cambiamenti ormonali possono rendere le cellule resistenti alla sua azione. Dunque, la glicemia permane alta e si innesca una condizione di insulino- resistenza.

diabete gestazionale

Conseguenze

Il GDM rappresenta un pericolo non solo per la madre ma anche per il bambino: infatti l’alta concentrazione di glucosio nel sangue materno passa attraverso la placenta e giunge al feto, promuovendo un’eccessiva crescita del bambino, definita “macrosomia”. Inoltre per il bambino aumenta il rischio di essere sovrappeso/obeso in maturità e di sviluppare il diabete 2 una volta adulto.

Un ulteriore rischio per la madre è rappresentato dalla “preclampsia”, data da un aumento della pressione arteriosa e dall’alterazione della funzionalità renale. Inoltre le donne con GDM hanno una probabilità del 50% di sviluppare il diabete 2 nei successivi 5-10 anni dal parto.

Fattori di rischio e fattori protettivi

Uno studio americano (Dietary Patterns during Pregnancy Are Associated with Risk of Gestational Diabetes Mellitus) ha confrontato tre gruppi di donne in gravidanza con tre differenti pattern alimentari, identificando quali sono i fattori che possono favorire o meno la condizione di GDM.

Tra i fattori di rischio ci sono un indice di massa corporea della donna superiore a 30 kg/m² (condizione di obesità) e diete ad alto contenuto di cereali raffinati, zuccheri, grassi saturi e succhi di frutta. Inoltre fattori ereditari possono aumentare la probabilità di GDM.

Tra quelli invece protettivi ci sono un indice di massa corporea della donna intorno ai 22,5 kg/m² (condizione di normopeso), uno stile di vita attivo e un’alimentazione sana: una dieta ricca di cereali integrali, noci, frutta e verdura e povera di grassi di origine animale.

La dieta mediterranea e l’olio extravergine di oliva

dieta mediterranea

Tra quest’ultimi, la dieta mediterranea rappresenta un vero pattern virtuoso, capace di prevenire e ridurre di rischio di GDM: gli alimenti ricchi di fibra e a basso indice glicemico migliorano la risposta post-prandiale all’insulina, mentre l’elevato contenuto di grassi mono-insaturi, derivanti dall’olio extra-vergine di oliva, migliora i livelli di infiammazione e la risposta immunitaria della madre, modera le infezioni al tratto urinario e limita il trauma perineale. Secondo uno studio italiano dell’Università di Torino (Olive oil: maternal and pediatric Health), i benèfici effetti del consumo di olio extra vergine di oliva si ottengono con un’assunzione minima giornaliera pari a 20 ml, che corrispondono all’incirca a un cucchiaio e mezzo da tavola.

Pertanto, uno stile alimentare corretto già nei primi mesi della gravidanza è fondamentale per assicurare sia alla madre sia al bambino le condizioni di crescita e sviluppo ottimale.

Francesca Giopp per Madegus

Fonti: EUFIC, SINU, American Journal of Clinical Nutrition

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