Diabete gestazionale: devo fare la curva da carico? Cosa posso mangiare?

Il diabete gestazionale è definito come un’intolleranza al glucosio di entità variabile che compare durante la gravidanza e si risolve dopo il parto.

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E’ molto importante poterlo diagnosticare, ma ancora più importante prevenirlo, perché può portare problemi al feto, come alto o basso peso alla nascita, parto prematuro, ittero, problemi metabolici, preeclampsia, problemi cardiaci e predisposizione ad un parto cesareo.

Inoltre le donne con diabete gestazionale, risultano avere un rischio aumentato di sviluppo di diabete di tipo 2 successivamente alla gravidanza.

Lo screening per il diabete gestazionale: chi lo deve fare?

Nel 2010 l’International Association of Diabetes and Pregnancy Study Groups (IADPSG) ha raccomandato lo screening universale per il Diabete Mellito Gestazionale (GDM), specificando, attraverso delle linee guida, come effettuare lo screening

Tutte le donne in gravidanza, tra la 24sima e la 28sima settimana di gestazione devono effettuare una curva da carico con 75 g di glucosio (OGTT 75 g), con prelievo per rilevazione della glicemia a 60 e 120 minuti (oltre al prelievo iniziale precedente al carico di glucosio).

Lo screening universale ha, ovviamente, aumentato la prevalenza di diagnosi di diabete gestazionale e le prescrizioni di terapie con insulina.

Poiché questo comporta un notevole aumento dei costi sanitari, in Italia il Ministero della Salute ha optato per una modifica di queste linee guida, creandone di proprie, inserite nelle più ampie linee guida per la gravidanza fisiologica.

Nello specifico, in Italia, lo screening si effettua in due modalità, in base al livello di fattori di rischio presenti nella donna in gravidanza:

  • Donne con diabete gestazionale in una gravidanza precedente oppure con indice di massa corporea pregravidico >30 oppure con valori di glicemia basale compresi tra 100 e 125 mg/dl devono effettuare una OGTT 75 g tra le 16 – 18 settimane di gravidanza. In caso di valori normali, la OGTT 75 g dovrà essere ripetuta tra le 24 – 28 settimane.
  • Donne > 35 anni oppure con indice di massa corporea >25 oppure con macrosomia fetale in una gravidanza precedente (bambino nato > 4,5 kg) oppure con diabete gestazionale in una gravidanza precedente (anche con una prima OGTT normale a 16 – 18 settimane) oppure con anamnesi familiare di parenti prossimi con diabete tipo 2 oppure proveniente da famiglia originaria di zone ad alta prevalenza di diabete devono fare una OGTT 75 g tra le 24 – 28 settimane di gestazione.

Diversi studi hanno, però, dimostrato che lo screening per fattori di rischio non ha un’efficienza elevata, poiché c’è una percentuale di donne prive di fattori di rischio che, però, presentano comunque diabete gestazionale.

Questo significa che il risparmio sulla spesa sanitaria ottenuto non effettuando lo screening universale è fittizio, in quanto aumentano le spese sanitarie per le donne che hanno una diagnosi tardiva e i cui bambini necessitano di interventi e cure per un diabete gestazionale trascurato.

Cosa posso mangiare se ho il diabete gestazionale?

In generale, comunque, la maggior parte dei casi di diabete gestazionale sono tenuti sotto controllo attraverso l’alimentazione e l’attività fisica. Nel 10 – 20% dei casi questi accorgimenti non sono sufficienti e si interviene con una terapia farmacologica con metformina o a base di insulina.

L’alimentazione essenzialmente deve essere a basso carico glicemico, quindi con carboidrati prevalentemente di tipo integrale, con preferenza di cereali in chicchi rispetto alla pasta, pane con farine naturalmente integrali e non raffinate, porzioni non eccessive e presenza di verdure, ortaggi e alimenti proteici nei pasti principali.

Consigliata l’assunzione di legumi, in caso di disturbi gastrici (frequenti in gravidanza) sono da preferire le versioni decorticate e i passati.

Consumare frutti interi e non succhi/spremute/centrifugati/estratti perché hanno un apporto troppo scarso di fibre a favore di una eccessiva concentrazione di zuccheri. Naturalmente evitare i dolci o limitarli a qualche occasione “speciale”, sempre senza esagerare.

Come attività fisica non si chiede certo ad una donna incinta di fare gare e maratone, ma anche camminare per almeno 40 minuti al giorno può essere una buona attività, soprattutto per chi non ha molta familiarità con la palestra.

Questo tipo di alimentazione e di attività devono essere seguite fin dall’inizio della gravidanza, perché possono aiutare anche a prevenire il diabete gestazionale nei soggetti predisposti. Come è noto da decenni, prevenire è meglio che curare!

Dott.ssa Giovanna Corona, Biologa Nutrizionista

www.romanutrizionista.it  

www.coronanutrizione.it

Bibliografia:

Istituto Superiore di Sanità, Linee Guida per Gravidanza fisiologica 2011

Gruppo di studio interassociativo AMD  SID diabete e gravidanza, “Le Linee Guida Italiane per lo Screening e la Diagnosi di Diabete Gestazionale: criticità e proposte per il miglioramento” 2018

IADPSG, International Association of Diabetes and Pregnancy Study Groups Recommendations on the Diagnosis and Classification of Hyperglycemia in Pregnancy 2010

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Giovanna Corona

Dottore di ricerca in Patologia Generale e master in Prevenzione Sanitaria Ambientale. Titolare di SINAS – Studio Integrato di Nutrizione, Ambiente e Salute, dove svolge la sua attività integrando tra loro i tre mattoni della prevenzione: nutrizione, fattori ambientali e gli effetti sulla salute umana.