Ritrovare l’intimità dopo un aborto

Quando è possibile tornare ad avere rapporti dopo un aborto spontaneo?

intimità dopo un aborto

Si tratta di una domanda molto comune che capita quasi quotidianamente di leggere nel nostro forum. Gli aborti spontanei purtroppo sono eventi abbastanza frequenti, coinvolgono una su 20 gravidanze (mentre la morte perinatale circa 1 su 100 gravidanze).

A questo interrogativo non è possibile rispondere in modo univoco, con una risposta  che va bene per tutti,   non è possibile semplificare.

Di solito i medici consigliano alle coppie che hanno subito la perdita di aspettare  fino a quanto non si sentono pronte. Ma l’essere pronti,  per una donna e il suo partner,  può dipendere da una serie di fattori, sia  fisici che emotivi.

Il controllo medico dopo l’aborto

E’ molto  importante che la donna si sottoponga a un controllo dopo la perdita, che può essere programmato dopo la prima mestruazione successiva all’aborto.

Il ginecologo verificherà che non ci sono più  segni di gravidanza,  che la cervice è chiusa, e che non vi sia un aumentato rischio di infezioni.

I tempi del recupero post aborto dipendono dalle settimane in cui la gravidanza si è interrotta,  e  da quanto velocemente si riprende il corpo della donna.

Ritrovare l’intimità dopo un aborto

Dopo un aborto non è possibile pensare che tutto ritorni esattamente come prima. Quella  perdita rappresenta un lutto che lascia un segno più o meno profondo nel cuore.

In alcune donne si possono verificare dei blocchi emotivi: le donne possono non sentirsi pronte per fare l’amore perché soffrono ancora della perdita subita.

L’aborto spontaneo può anche cambiare il rapporto che una  donna ha con il proprio corpo  e potrebbe anche cambiare ciò che il sesso rappresenta per una coppia.

Ovviamente ogni coppia è diversa,  e solo chi ha sperimentato sulla propria pelle un aborto spontaneo comprende ciò di cui stiamo parlando. Visto da fuori sembra impossibile che una perdita di questo tipo possa causare cambiamenti importanti nella percezione di sé  e nell’intimità, invece a seconda di come viene vissuto il lutto, le conseguenza possono essere le più diverse.

Non esiste una risposta valida per tutti

Non esistono linee guida, non esistono schemi preconfezionati. Non è possibile prevedere quando una  coppia si sentirà pronta per avere un rapporto sessuale dopo un aborto, e non esistono sufficienti dati per conoscere a priori  come vivrà  la coppia il ritorno all’intimità.

Esistono studi per capire quando è preferibile cercare la gravidanza dopo un aborto , esistono ricerche che hanno determinato le tempistiche più “sicure”, ma non esistono approfondimenti sulla funzione o sulla soddisfazione sessuale dopo un aborto. Come non esistono ricerche su come questi due fattori possano cambiare,  e su come cambino.

Ci sono donne che si sentono subito pronte, forse spinte anche dal desiderio di riprovare subito, per rimpiazzare la perdita subita con una nuova gravidanza. Altre invece che tornano al sesso per “guarire”, per riappropriarsi di un corpo che le ha deluse.

Altre attendono  il consiglio del medico.  La posizione ufficiale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è di attendere sei mesi prima di tentare un’altra gravidanza. Ricerche recenti, tuttavia, suggeriscono che avere rapporti prima non ha un effetto negativo sulle future gravidanze e potrebbe effettivamente aiutare i tassi di successo. Per questo motivo  alcuni medici consigliano  di riprovare subito ( se l’aborto è stato precocissimo e si è risolto spontaneamente) o di attendere  solo tre cicli mestruali.

In altri casi il consiglio è “aspettare fino a quando ci si sente pronti e a proprio agio“.

Per le donne che hanno subito  più aborti, il ritorno al sesso può spaventare: si teme  rimanere di nuovo incinte e di vivere una ennesima interruzione, o si ha paura di non riuscire più ad avere un bambino.

Paura, e sensi di colpa

È più che normale  avere paura quando si cerca una gravidanza dopo un aborto,  ma le probabilità che la nuova gravidanza vada bene sono buone: circa  l’85% delle donne che hanno subito una perdita in gravidanza, e circa  75% delle donne che hanno subito più  aborti, riescono poi a portare a termina una  gravidanza .

Un sondaggio  del 2015 ha messo in luce  che  il 47 percento delle donne che hanno avuto un aborto si sentono in colpa per quello che è successo  e la maggior parte  pensa  che l’aborto sia stato causato da qualcosa che hanno fatto.

In realtà le anomalie cromosomiche causano circa il 60 percento degli aborti e in questi casi non c’è alcun modo per prevenire la perdita.

Solo per concepire

Il sesso successivo a una perdita può diventare meccanico, un modo per raggiungere la gravidanza e basta. Fare sesso solo per concepire, rende l’atto un semplice compito che va a stroncare in toto il desiderio sessuale.

Ritrovare la giusta intimità non è semplice, delle volte serve l’aiuto di uno psicoterapeuta. Altre volte il tempo guarisce le ferita. Sicuramente il dialogo deve essere sempre presente nella coppia per affrontare assieme le difficoltà.

L’aborto però tende ad isolare la donna, perché spesso non si sente capita nel dolore che sta provando.  La comprensione può non essere immediata, ma può derivare dal dialogo.  Le coppie hanno bisogno di condividere anche le  emozioni negative, hanno bisogno di ricollegarsi per affrontare assieme e con fiducia i passi successivi.

Nessuno che ci è passato vi verrà a dire che sarà semplice, nessuno  che ci è passato vi verrà a dire che non ci  saranno momenti molto difficili. Superare assieme le difficoltà però può rendere la coppia ancora più unita. E insieme  anche i momenti più buoi lasciano intravedere una piccola luce.

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