Quando la data presunta del parto cade durante la stagione estiva, è normale preoccuparsi che le alte temperature possano rendere più faticosi gli ultimi mesi di gravidanza e il travaglio, o che le ferie del personale medico possa influire negativamente sull’assistenza in sala parto.
La realtà è che partorire in estate è meno “difficile” di quanto si possa pensare e che, nonostante alcuni svantaggi concreti legati al caldo e all’organizzazione, esistono anche diversi aspetti positivi che spesso le mamme scoprono solo dopo averlo vissuto, come vedremo insieme in questo articolo.
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Partorire in estate: l’ospedale è meno sicuro perché il personale va in ferie?
Iniziamo con una delle paure più frequenti delle future mamme che hanno la data presunta del parto nei mesi estivi e soprattutto in agosto. È importante sottolineare che le ferie estive non significano che il reparto maternità smetta di garantire un’adeguata assistenza al parto. È possibile, però, che non tutti i servizi o le prestazioni siano sempre disponibili nello stesso modo in tutti i periodi dell’anno.
Il consiglio, quindi, è di chiedere concretamente al punto nascita prescelto quali servizi saranno garantiti nel periodo in cui partorirai. Se ad esempio desideri affrontare il travaglio in acqua o richiedere una specifica modalità di partoanalgesia, è fondamentale informarti direttamente presso la struttura.
Le domande da fare al punto nascita
Se il parto è previsto durante i mesi estivi, puoi chiedere:
- la partoanalgesia è disponibile 24 ore su 24?
- è possibile utilizzare la vasca o fare il travaglio in acqua?
- quali sono le modalità di assistenza durante il travaglio?
- quali servizi sono disponibili dopo il parto?
- è previsto il supporto all’allattamento?
- quali sono le modalità di assistenza dopo la dimissione?
- chi contattare in caso di dubbi una volta tornata a casa?
Conoscere in anticipo le risposte può tranquillizzarti e aiutarti ad accogliere più serenamente il tuo bambino.
Partorire in estate: gli svantaggi da conoscere
1. Il caldo può rendere gli ultimi mesi più faticosi
Questo è probabilmente lo svantaggio più concreto. Durante la gravidanza è normale sentirsi più accaldate del solito e sudare di più, a causa dei cambiamenti ormonali e dell’aumento di volume sanguigno. Quando alle ultime settimane di gravidanza si aggiungono temperature elevate e umidità, aumenta il rischio di disidratazione e la sensazione di stanchezza può diventare ancora più intensa.
Cosa puoi fare?
Nelle giornate più calde è importante:
- trascorrere le ore centrali in ambienti freschi;
- bere regolarmente;
- evitare attività fisica intensa nelle ore più calde;
- scegliere abiti leggeri e traspiranti;
- programmare passeggiate e commissioni al mattino o alla sera;
- utilizzare ventilatore o aria condizionata per mantenere un ambiente confortevole.
2. Dormire con il pancione non è sempre facile, soprattutto in estate
Nell’ultimo trimestre, trovare una posizione comoda per dormire può essere complicato a causa dell’ingombro del pancione. Se alla gravidanza avanzata si aggiungono afa e sudorazione, le notti possono diventare ancora più difficili.
Mantenere la camera fresca, scegliere biancheria da letto leggera e indossare biancheria da notte traspirante può aiutare. Anche l’utilizzo di un ventilatore o del condizionatore può contribuire a rendere l’ambiente più confortevole.
3. Potresti dover rinunciare a qualche programma o viaggio
Se sei nelle ultime settimane di gravidanza, dovrai tenerne conto nell’organizzazione delle tue vacanze estive.
Non significa necessariamente che dovrai passar l’estate chiusa in casa: se la gravidanza procede normalmente e il professionista che ti segue non ti ha imposto particolari restrizioni, potrai continuare a vivere la tua vita normalmente, facendo però attenzione a non allontanarti troppo dal punto nascita quando la data del parto è vicina.
Se desideri viaggiare nelle ultime settimane, quindi, parlane con il ginecologo o l’ostetrica che seguono la gravidanza e valuta con loro la destinazione, la distanza e le tue condizioni specifiche. Nella scelta della meta, cerca di essere prudente: opta per una destinazione dalla quale sia relativamente semplice raggiungere una struttura sanitaria e informarti in anticipo sui servizi disponibili nella zona.
Il concetto chiave è semplice: più ci si avvicina al termine, più è utile avere un piano chiaro su dove andare se iniziano le contrazioni e come arrivarci.
4. Uscire con il neonato richiede qualche attenzione in più
Neonati e bambini piccoli sono tra le categorie più vulnerabili durante le ondate di calore: per questo si raccomanda di proteggerli dal caldo e dall’esposizione diretta al sole.
Nei primi mesi, quindi, è essenziale organizzare le passeggiate nelle ore più fresche, scegliendo luoghi ombreggiati e ventilati, e riparando il bambino dall’esposizione diretta ai raggi solari con vestiti e accessori adatti (come un cappellino o un ombrellino parasole).
Ma partorire in estate ha anche dei vantaggi?
Assolutamente sì, e alcuni sono estremamente pratici.
1. Corredino neonato più semplice (e spesso più economico)
Uno dei piccoli vantaggi del parto estivo è che il guardaroba del neonato può essere più essenziale: niente copertine, tutone pesanti e strati su strati per le prime uscite. Body leggeri, tutine estive e pochi capi in tessuto naturale e traspirante possono essere sufficienti, adattandoli naturalmente alla temperatura dell’ambiente.
Questo può significare anche spendere meno per il corredino, anche se ovviamente i costi variano molto in base a ciò che si decide di acquistare.
2. Più possibilità di stare all’aria aperta
Se le temperature lo consentono, l’estate permette di uscire più facilmente con un neonato rispetto ai mesi freddi. Una passeggiata all’ombra al mattino o alla sera può diventare un piccolo appuntamento quotidiano.
A beneficiarne non è soltanto il bambino: anche alla mamma fa bene passeggiare fuori casa, vedere altre persone e tornare gradualmente alla normalità.
3. Il partner potrebbe avere più tempo da dedicare alla famiglia
Se il parto coincide con il periodo delle ferie, il partner potrebbe avere più giornate libere da trascorrere con mamma e bambino.
Non è un vantaggio garantito (dipende dal lavoro e dall’organizzazione familiare), ma quando è possibile può significare più tempo insieme e una maggiore condivisione delle prime incombenze con il neonato.
Quindi partorire in estate è meglio… o peggio?
La realtà è che non esiste una stagione migliore in assoluto per partorire.
L’estate ha i suoi pro e i suoi contro. Il caldo può rendere più faticose gli ultimi mesi di gravidanza, il travaglio e le prime settimane con il neonato. Le ondate di calore, in particolare, richiedono grande attenzione, soprattutto per le donne in gravidanza e i bambini piccoli, perché considerati tra le categorie più vulnerabili agli effetti del caldo.
D’altra parte, avere un neonato nei mesi estivi significa poter contare, quando il clima lo consente, su giornate lunghe, abiti leggeri, possibilità di uscire all’aperto e maggiore flessibilità nella vita quotidiana.
E soprattutto, agosto non significa automaticamente ospedali deserti o assistenza ridotta. L’assistenza al parto deve essere garantita; ciò che può variare è la disponibilità di determinati servizi o modalità assistenziali, motivo per cui è utile informarsi direttamente presso il proprio punto nascita.
Fonti
- Ministero della Salute, Ondate di calore: chi rischia di più, 2026, Salute.gov.it
- Ministero della Salute, Travaglio-parto-nascita, 2024, Salute.gov.it
- Reddit, Com’è la tua estate se sei incinta e devi partorire a giugno/luglio/agosto?, 2023, Reddit.com
- Reddit, Partorire in estate – regole generali da sapere?, 2022, Reddit.com