Il Parto in casa, come affrontarlo in sicurezza

Il parto in casa, che una volta era la regola, è stato rivalutato da molte donne che si sentono più a loro agio a casa che negli ambienti non sempre sereni di un ospedale. Quali sono i pro ed i contro? Come ci si deve organizzare?

Una donna che decide di pianificare un parto in casa deve essere messa a conoscenza dei potenziali rischi e dei benefici.

Secondo la Società italiana di Neonatologia (SIN) ma anche secondo L’ACOG e l’American Academy of Pediatrics

L’ospedale è il posto più sicuro dove partorire e partorire in casa espone mamma e neonato a rischi maggiori e imprevedibili

Anche se le società mediche ritengono gli ospedali e i centri nascita accreditati le strutture più sicure per il parto ma ogni donna ha il diritto di prendere una decisione informata in merito al proprio parto.

La scelta di partorire in casa invece che in ospedale spesso è dettata dalla paura di una eccessiva medicalizzazione, dal desiderio di partorire in un luogo confortevole e familiare circondata dalla propria famiglia dal desiderio di libertà e controllo nel processo di nascita.

Il motivo per cui le società mediche lo sconsigliano è che non si possono escludere a priori con certezza eventuali complicazioni che possono mettere a rischio la salute di mamma e bambino.

Queste complicazioni possono essere affrontate solo con strumenti o competenze che in casa non sono disponibili e per ottenerli diventa necessario un trasferimento in ambulanza che allunga i tempi di intervento.

Il parto è un evento naturale e come tale deve essere vissuto condividiamo le ragioni di chi vorrebbe partorire presso la propria casa, ma la situazione del nostro sistema sanitario ci obbliga a sconsigliare vivamente questa scelta. Tra le mura domestiche, infatti, non sono garantite le misure di sicurezza necessarie in caso di problemi che possono subentrare. Ad esempio non c’è una rete capillare di ambulanze e, quando questa è garantita, bisogna fare i conti con la vicinanza e raggiungibilità di Terapie Intensive Neonatali.”

Come affrontare un parto in casa in condizioni di sicurezza

Nel caso in cui la donna, messa conoscenza dei rischi e dei benefici del parto in casa decida di  optare per il parto a domicilio, la SIN fornisce le  indicazioni per affrontare la nascita nelle condizioni di maggiore sicurezza possibile:

1. La donna deve essere correttamente informata sui rischi del parto a domicilio e sulla organizzazione dello stesso nella città dove intende partorire

2. Deve esservi un presidio ospedaliero attrezzato facilmente raggiungibile

3. Deve essere garantito un trasporto rapido in ospedale per mamma e neonato ad opera di personale esperto ed addestrato nelle manovre di rianimazione

4. Occorre pre‐Allertare l’Ospedale con Terapia Intensiva Neonatale più vicino

5. La futura mamma deve rivolgersi a un’ostetrica con training appropriato nell’assistenza sia in ospedale sia a domicilio e che abbia documentata capacità nelle manovre rianimatorie neonatali

6. È necessario garantire al neonato ed alla mamma, nelle ore immediatamente dopo il parto, tutti i controlli necessari e di routine.

Controindicazioni principali al parto in casa 

Le principali sono:

  • Gravidanza gemellare
  • Precedente parto cesareo
  • presentazione non cefalica
  • Placenta previa
  • Presenza di patologia fetale nota
  • Presenza di patologie materne che richiedono  una sorveglianza intensiva al travaglio
  • Grande multiparità ( più di 5 parti pregressi)

Per tutte le controindicazioni vi rimandiamo alle linee guida del parto in casa della

Associazione Nazionale Culturale Ostetriche Parto a Domicilio e Casa Maternità

Parto in casa e assistenza della sanità pubblica

In Italia non esiste una regolamentazione nazionale in questo ambito. Alcune regioni hanno attivato percorsi per il parto a domicilio per le gravidanze fisiologiche che viene assistito nell’ambito del servizio pubblico o rimborsato.

Questa frammentazione del diritto all’assistenza gratuita e di qualità nel luogo di propria scelta per il parto è all’origine, di fatto, di una diseguaglianza territoriale nell’accesso alle cure.

Parto in casa e parto in ospedale: gli studi scientifici

Gli studi di qualità a disposizione sono limitati. Ad oggi, non sono stati condotti studi clinici randomizzati adeguati sul parto in casa pianificato.

Nei paesi sviluppati in cui la nascita a casa è abbastanza comune  i tentativi di condurre tali studi non hanno avuto successo, soprattutto perché le donne incinte sono riluttanti a partecipare a studi clinici. Di conseguenza, la maggior parte delle informazioni sulle nascite in casa pianificate provengono da studi osservazionali.

Gli studi osservazionali sul parto in casa pianificato spesso sono limitati da problemi metodologici, incluse piccole dimensioni del campione, mancanza di un gruppo di controllo appropriato, mancanza di dati affidabili, limitata capacità di distinguere accuratamente tra nascite domestiche pianificate e non pianificate, diversità nella certificazione del parto e l’incapacità di spiegare e attribuire con precisione gli esiti avversi associati ai trasferimenti antepartum o intrapartum.

Alcuni recenti studi osservazionali superano molti di questi limiti, descrivendo parti domestici pianificati all’interno di sistemi di assistenza sanitaria strettamente regolamentati e integrati, frequentati da ostetriche autorizzate altamente qualificate con accesso immediato all e tempestivo agli ospedali vicini. Tuttavia, questi dati potrebbero non essere generalizzabili  alla situazione nel singolo Paese.

Inoltre, nessuno studio ha dimensioni sufficienti per confrontare la mortalità materna tra il parto programmato di casa e quello ospedaliero e pochi, se considerati da soli, sono abbastanza grandi da confrontare i tassi di mortalità perinatale e neonatale. Nonostante queste limitazioni, se viste collettivamente, le recenti relazioni chiariscono una serie di questioni importanti riguardanti gli esiti materni e neonatali del parto in casa pianificato rispetto alle nascite ospedaliere programmate.

Recenti studi condotti negli Stati Uniti hanno evidenziato che rispetto ricoveri in ospedale pianificati, le nascite in casa programmate sono associate a un minor numero di interventi materni, tra cui induzione, analgesia locale e parto cesareo (Tabella 1).  Le nascite in casa  pianificate sono anche associate a un minor numero di lacerazioni vaginali, perineali e di terzo grado o di quarto grado e minore morbosità infettiva materna .

Nella Tabella 2 sottostante invece  vengono riportati i dati degli Stati Uniti riguardanti le gravidanze singole a termine. I dati dimostrano un rischio più elevato di punteggi di Apgar di 5 minuti inferiori a 7, inferiori a 4 e 0, un rischio più elevato di morte perinatale  e di convulsioni neonatali in caso di parto in casa pianificato, anche se i rischi assoluti rimangono bassi.

Abbreviation: CI, confidence interval. *Cheng YW, Snowden JM, King TL, Caughey AB. Selected perinatal outcomes associated with planned home births in the United States. Am J Obstet Gynecol 2013;209:325.e1–8. ‡Snowden JM, Tilden EL, Snyder J, Quigley B, Caughey AB, Cheng YW. Planned out-of-hospital birth and birth outcomes. N Engl J Med 2015;373:2642–53. †Grunebaum A, McCullough LB, Sapra KJ, Brent RL, Levene MI, Arabin B, et al. Apgar score of 0 at 5 minutes and neonatal seizures or serious neurologic dysfunction in relation to birth setting. Am J Obstet Gynecol 2013;209:323.e1–6. §Includes planned birth center and home births.

Bisogna però precisare che  gli  studi che supportano un non aumento di rischio di eventi avversi neonatali e materni in caso di parto in casa, sono stati condotti su donne con gravidanze a basso rischio e in Paesi in cui i parti in casa sono ben integrati nel sistema sanitario.

Per  approfondire



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