Lotus Birth: la Società Italiana di Neonatologia lo sconsiglia

Sempre più mamme richiedono il Lotus Birth al parto tanto che alcuni ospedali hanno iniziato a consentire questa pratica e altri stanno valutando se considerarla tra le varie possibilità.

Che cos’è il Lotus Birth?

Il Lotus Birth, deriva dal nome dell’infermiera americana che nel 1974 richiese che non venisse tagliato il cordone perchè avrebbe aspettato che si staccasse da solo dall’ombelico di suo figlio, cosa che avviene tra i 3 e  i 10 giorni dopo il parto.

Durante questo periodo la placenta viene trasportata in un sacchetto o in una bacinella; per favorirne l’essiccamento si usa del sale grosso e per coprirne il cattivo odore si usano degli oli profumati.

Chi sostiene il Lotus Birth ritiene che questa pratica permetta un naturale e dolce distacco e sia un modo più rispettoso per entrare nella vita.

Perché la Società Italiana di Neonatologia (SIN) è contraria?

Secondo la SIN non ci sono prove scientifiche che dimostrino vantaggi per madre e bambino. Anzi tagliare il cordone tardi potrebbe mettere il bambino a rischio di infezioni.

Chi richiede il Lotus Borth lo fa credendo che questo possa permettere un maggiore passaggio di sangue dalla placenta al neonato. Ma questo passaggio termina entro pochi minuti dalla nascita, quando cioè il cordone smette di pulsare.

Il Lotus Birth inoltre non è contemplato nelle Line Guida Ministeriali sul parto. Pertanto in caso di eventi avversi  per la mamma o il bambino durante questa pratica, ci sarebbero problemi di natura giuridica.

Per tale motivo molti ospedali non  sostengono le richieste delle mamme, sia perchè non garantisce il rispetto delle norme igienico-sanitarie, sia per un reale rischio di infezioni.

Inoltre secondo le normative la placenta non può essere portata fuori dall’ospedale  in quanto rientra tra i rifiuti speciali che vanno smaltiti (Decreto Legge 152/2006; GSA igiene urbana N.3/2012; DPR 254, luglio 2003).

Anche il consenso informato del genitore potrebbe non essere idoneo ad annullare la responsabilità del medico curante e della struttura per un ipotetico giudizio che potrebbe insorgere in seguito a danni al neonato.

Ovviamente non ci sono norme che vietino il Lotus Birth dopo un parto in casa anche se la SIN sconsiglia vivamente di praticarlo e raccomanda una stretta osservazione del neonato per scongiurare una possibile infezione.

 

Fonte testo: comunicato Stampa SIN

Fonte immagine:http://www.independent.co.uk/news/world/australasia/facebook-photo-of-baby-with-his-placenta-still-attached-prompts-discussion-about-maori-post-birth-a6802426.html 

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