Citomegalovirus e gravidanza: rischi, esami e prevenzione

Ci sono alcune patologie che se contratte in condizioni normali non portano conseguenze. Se però infezioni come la toxoplasmosi, la rosolia o il citomegalovirus (CMV), tanto per citarne alcune, vengono contratte  durante la gravidanza, in alcuni casi le conseguenze possono essere rilevanti e gravi.

Il Citomegalovirus ( CMV)  appartiene alla famiglia degli HerpesVirus. L’infezione è in genere asintomatica. Nelle persone immunodepresse però può causare alcune complicazioni a livello degli occhi, fegato,  sistema gastrointestinale e sistema nervoso.

Si contrae principalmente nell’infanzia o durante l’adolescenza ma anche in età a adulta. Da adulti i problemi possono sorgere se tale virus è contratto durante la gravidanza in quanto,  trasmessa al feto, può arrecare in alcuni casi, danni permanenti al bambino.

Infezioni da citolmegalovirus in gravidanza

Le  infezioni da citomegalovirus contratte in gravidanza sono classificate in due tipi: primaria e secondaria.

Primaria nel caso in cui  la futura mamma contrae per la prima volta l’infezione durante la gravidanza; secondaria quando l’infezione avviene per riattivazione del virus latente  o per nuova infezione da un nuovo ceppo in una donna che aveva già contratto l’infezione.

Non si conosce ancora bene quale sia il periodo gestazionale più a rischio anche se sembra che  le conseguenze possano essere più gravi se l’infezione viene contratta durante il primo trimestre [1].

Quali conseguenze?

Se il contagio avviene durante la gravidanza  in circa il 4% dei casi il neonato avrà segni della malattia al momento della nascita con conseguenze neuro-sensoriali negli anni seguenti, e in un ulteriore 4% dei casi circa il neonato presenterà problemi nei primi mesi di vita, soprattutto all’udito [2]. Sono numero molto bassi fortunatamente ma in questi pochi casi le conseguenze possono essere molto gravi.

I sintomi della malattia possono essere temporanei o permanenti: Sintomi temporanei sono relativi  a problemi epatici,  alla milza, ai polmoni, ittero, petecchie (chiazze rosse sulla pelle dovute a piccole emorragie cutanee), piccole dimensioni alla nascita e convulsioni.

I sintomi permanenti invece si traducono in sordità, cecità, ritardo mentale, dimensioni piccole della testa, deficit di coordinazione dei movimenti, convulsioni fino alla morte. In alcuni bambini i sintomi compaiono mesi o anni dopo la nascita, e in questi casi i più comuni sono la perdita dell’udito e della vista. La comparsa di disabilità permanenti è più probabile nei bambini che mostrano i sintomi già dalla nascita [1]

Valori IgG e IgM anti  Citomegalovirus

Tra gli esami preconcezionali sarebbe importante che venissero dosati gli anticorpi per il Citomegalovirus.  Se una donna è stata esposta a una recente infezione da CMV, sarebbe raccomandato attendere che i suoi livelli di anticorpi IgM  diminuiscano fino a un livello non rilevabile e che il suo indice di avidità IgG  raggiunga una percentuale favorevole prima di tentare di concepire.

Il tempo di attesa può essere dai sei ai dodici mesiPerchè aspettare così tanto? È importante attendere che l’infezione da CMV si sia risolta in modo da ridurre al minimo il rischio di trasmissione dalla donna incinta al bambino che porta in grembo.

Quando si vanno a fare le analisi per verificare i livelli di anticorpi per il Citomegalovirus si possono ottenere i seguenti risultati

Risultati 

Interpretazione

IgM  negativo

IgG   negativo

Nessuna   precedente infezione   da Citomegalovirus

A rischio di infezione primaria, è importante adottare precauzioni per evitare il contagio.

 

IgM  positivo

IgG   positivo

Infezione recente da Citomegalovirus
IgM  negativo

IgG   positivo

Infezione non recente da Citomegalovirus

I casi che necessitano di essere investigati attentamente sono quando le IgG  e le igM risultano positive.

Un test positivo per le IgG anti-Citomegalovirus indica che la  persona è stata infettata da CMV in un determinato momento della sua vita, ma non indica quando una persona è stata infettata. (Questo vale per le persone di età superiore ai 12 mesi quando gli anticorpi materni non sono più presenti nel circolo sanguigno del bambino).

La presenza di IgM anti Citomegalovirus non può essere utilizzata da sola per diagnosticare l’infezione primaria da CMV perché l’IgM può anche essere presente durante l’infezione secondaria da CMV.

Per risalire al periodo di infezione viene richiesto il test di avidità.

Test di avidità per il Citomegalovirus

I test di avidità servono per capire le tempistiche dell’ infezione da Citomegalovirus e vengono eseguiti  quando si ottengono valori di IgM e igG positivi.

L’infezione primaria è recente se si hanno risultati positivi dell’IgM in combinazione con  risultati di bassa avidità delle IgG (bassa avidità = bassa forza legante)

Da due a quattro mesi dopo l’infezione, gli anticorpi IgG maturano ad elevata avidità (elevata forza legante).

Pertanto:

  • la bassa avidità delle IgG indica un’infezione recente
  • l’avidità elevata delle IgG indica un’infezione pregressa

Ovviamente il test di avidità deve essere un test con una buona sensibilità. Non tutti i test sono uguali.

Segnali ecografici di infezione da Citomegalovirus

A una donna in gravidanza può esssere consigliato il controllo delle IgG e delle igG anti Citomegalovirus  quando un’ecografia rileva anomalie che potrebbero essere causate da CMV o da un’altra malattia infettiva.

Se durante una ecografia vengono evidenziati uno o più dei seguenti segnali,  deve essere eseguita un’amniocentesi per confermare un’infezione congenita da CMV:

  • Ispessimento placentare
  • Organomegalia: anormale allargamento degli organi
  • Epatomegalia: ingrossamento anormale del fegato
  • Splenomegalia – ingrossamento anormale della milza
  • Dilatazione della pelvi renale
  • Dilatazione dell’uretere
  • Ascite:  termine gastroenterologico per indicare un accumulo di liquido nella cavità peritoneale (è uno spazio potenziale tra il peritoneo parietale e il peritoneo viscerale, cioè le due membrane che separano gli organi nella cavità addominale dalla parete addominale)
  • Idrope fetale: accumulo di liquidi nei compartimenti fetali
  • Anormalità del liquido amniotico
  • Microcefalia – circonferenza della testa piccola, più di due deviazioni standard inferiori alla media
  • Ventricolomegalia cerebrale – dilatazione dei ventricoli laterali del cervello
  • Calcificazioni intracraniche – l’accumulo di sali di calcio nei tessuti molli del cervello
  • Immagine iperdensa nelle arterie talamiche
  • Ecodensità periventricolare
  • Ecodensità epatiche
  • Ecodensità intestinale
  • Strutture cistiche nella zona germinale

Se a una donna incinta viene diagnosticata una infezione da CMV durante la gravidanza, si procede con l’amniocentesi per determinare se l’infezione  è passato al nascituro. L’analisi del liquido amniotico andrà infatti a ricercare anche la presenza del CMV DNA.

 Come prevenire il contagio?

Il citomegalovirus chiaramente potrebbe spaventare leggendo le conseguenze di una infezione. L’importante è fare un semplice controllo del sangue prima di decidere di avere un bambino

Questo esame dovrebbeessere prescritto  prima di ogni gravidanza (http://www.pensiamociprima.net/) in modo da sapere se dobbiamo adottare alcune particolari  norme igieniche durante la gravidanza oppure se possiamo stare tranquille perchè l’infezione l’abbiamo già presa in passato.

Chi lavora a contatto con i bambini potrebbe essere a rischio di infezione, in quanto è un virus molto diffuso nell’infanzia e si trasmette attraverso la saliva, le lacrime, la pipì…e tutti quegli oggetti che sono venuti a contatto con questi liquidi organici. Sicuramente gli asili sono un bel bacino di infezione.

Se dall’esame preconcezionale  risulta che non abbiamo mai contratto il virus, queste sono le  norme da seguire [2]:

  • lavare molto bene le mani  con acqua e sapone soprattutto se si è a contatto con bambini piccoli (minori di 3-5 anni)
  • non condividere stoviglie, posate, spazzolini..ecc con i bambini piccoli
  • tenere puliti i giochi dei bambini

 Attualmente non sono raccomandate analisi del virus CMV durante la gravidanza. Questo soprattutto perchè non esistono trattamenti efficaci, non si possono conoscere a priori eventuali danni al feto e perchè la madre vivrebbe in uno stato eccessivamente ansioso  la gravidanza.

Fonti:

[1]: Istituto Superiore di Sanità: http://www.epicentro.iss.it/problemi/citomegalovirus/citomegalovirus.asp

[2]: Pensiamociprima.net: http://www.pensiamociprima.net/content/Scheda_07_CMV.pdf

National Center for Immunization and Respiratory DiseasesDivision of Viral Diseases

The National CMV Foundation

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