Come gestire le paure in gravidanza

La gravidanza viene anche definita “dolce attesa” o “stato interessante”, perché dovrebbe essere un periodo in cui la donna è particolarmente serena e un periodo i cui le persone che la circondano si interessano maggiormente al suo stato.

Dovrebbero essere i nove mesi più sereni della vita di una donna ma in realtà a volte diventano mesi di angoscia, di paure, di ansie e dubbi che rovinano la magia della gravidanza.

Lo star bene fisicamente e psicologicamente, soprattutto in gravidanza, dove la donna è legata al proprio figlio dal cordone ombelicale è fondamentale per creare fin da subito una buona relazione con il feto e successivamente con il bambino.

Sicuramente l’andamento positivo di una gravidanza sia a livello fisico che psicologico, con un  buon rapporto di coppia, incide in maniera positivo sul neonato che, come confermano diversi studi, dorme di più, si approccia al cibo con minori difficoltà, è più tranquillo, ha minori problemi intestinali e soffre meno di coliche gassose.

Ciò non vuol dire che una gravidanza capitata o mal accettata porti ad avere poi un pessimo rapporto con il neonato. Ma se ci sente confuse, non adeguate o in crisi con il proprio partner è giusto affrontare l’argomento rivolgendosi ad esperti come psicologi o consultori familiari per rendere il resto della gravidanza piacevole e meno stressante.

Quali sono  e come tenere a bada le paure in gravidanza?

Le paure e le ansie che si affrontano in gravidanza sono molteplici le più diffuse sono:

  • paura del parto: paura del dolore, di un qualcosa che non si conosce, paura di soffrire, di non farcela, di non essere in grado di superare quel momento, questi stati d’animo passano per la testa di un po’ tutte le donne, soprattutto poco prima di partorire. Si parla invece di tocofobia primaria quando ad esempio donne con precedenti parti traumatici, aborti plurimi, parti con manovre invasive e dolorose non vorrebbero rivivere il parto in quella maniera. In questi casi i corsi preparto possono aiutare molto a tranquillizzare le future mamme, imparando anche tecniche di rilassamento e concentrarsi su pensieri positivi. I professionisti che tengono il corso preparto e il gruppo di future mamme, ognuna con le proprie ansie e paure, possono aiutare a far si che le donne possano sfogarsi e trovare persone che sono li per confortarle, ascoltarle e suggerire consigli per vivere più serenamente le paure. Ci sono però anche donne che soffrono di tocofobia secondaria, e sono quelle donne che avrebbero bisogno di un supporto psicologico per superare le paure perché da sole e con l’aiuto di un gruppo preparto non riescono a risolvere il problema. Parlare con un professionista, magari coinvolgendo anche il partner, non può che migliorare la situazione.
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  • Paura per la salute e il benessere del bambino: paura per l’ignoto che accade dentro al corpo della donna, di ciò che potrà avere il bambino se malformazioni, patologie di qualsiasi tipo ecc., ma bisogna ricordare che preoccuparsi non aiuterà comunque a risolvere eventuali problemi. Informarsi su internet, dove in questo caso purtroppo si trova di tutto non è decisamente consigliato anzi sarebbe opportuno leggere romanzi rilassanti, divertenti e anche libri per bambini. Il timore delle malformazioni è aumentato anche perché l’età media del primo parto si è alzata e questo comporta ovviamente anche un aumento del rischio di malattie genetiche. Per cercare di superare queste paure è opportuno parlarne con il partner, al corso preparto, con altre future mamme perché condividendo i timori e le paure aiuta ad affrontare la situazione.
  • Paura di perdere il bambino: è una paura lecita soprattutto nel primo trimestre e con l’aumentare dell’età della donna aumenta anche il rischio di aborto spontaneo e la paura si intensifica, a maggior ragione, quando si è già verificato un aborto in precedenti gravidanze. È necessario sottolineare che un aborto rappresenta un lutto vero e proprio e quindi in quanto tale necessita di tempo e conforto per essere elaborato. Può aiutare parlarne con il partner e con il gruppo del corso preparto, perché un lutto di cui non si parla è un lutto che difficilmente verrà superato. Nel caso di più aborti avvenuti in passato solitamente si consiglia un sostegno specifico per il supporto della coppia.
  • Paura di non essere una madre adeguata: è normale avere qualche dubbio sulla propria capacità nell’esercizio di un ruolo completamente nuovo e aggiungere un nuovo ruolo alla propria figura richiede tempo e un confronto psicologico con le figure che sono state per la futura madre di riferimento. La consapevolezza che il rapporto madre-figlio si costruisce con il tempo, con la conoscenza e la quotidianità dovrebbe tranquillizzare le future mamme che si chiedono come si impara questo ruolo. Il confronto con altre future mamme o mamme è lecito ma non è il caso di affidarsi troppo a chi ha la soluzione in tasca, perché è un rapporto molto soggettivo che si crea piano piano e molto spontaneamente. Piano piano si impara a tenere in braccio il bambini, a cambiare il pannolino e a gestire il pianto. Ogni volta che si impara una cosa nuova ce n’è un’altra da imparare ma con un po’ di positività e un sorriso ripensando ai momenti di pochi giorni prima che sembravano insormontabili e le paure passano in fretta.
  • Paura di non riuscire più a fare carriera: i figli come la famiglia in generale dovrebbe sempre stare al primo posto, ma è anche vero che molte donne si sono impegnate e hanno fatto carriera e hanno il timore che il loro lavoro possa risentirne. Sicuramente un figlio incide sul lavoro di una donna ma se c’è una buona organizzazione del bambino si può riuscire ad essere una buona mamma in carriera. Ovviamente sono più facilitate quelle mamme che godono del sostegno dei nonni, che scelgono l’asilo nido o comunque un supporto quotidiano per la gestione del bambino che però possono permettersi di ritagliarsi tempo per il bambino come tutte le mamme che lavorano.

La dolce attesa porta comunque con sé i mille dubbi sulle future capacità genitoriali e sulla responsabilità di mettere al mondo una nuova vita in un mondo molto incerto, ma certamente ogni futura mamma e ogni futuro papà troverà il modo più adeguato per crescere il proprio figlio.

Dott.ssa Erika Silighini

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Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.