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Perché assumere vitamina D in gravidanza e allattamento?

La gravidanza è una condizione che espone a carenza di vitamina D e, secondo la FIMP (Federazione italiana Medici e Pediatri) , tutte le donne incinte dovrebbero assumere un supplemento  pari a 600 UI/die. Nelle donne con fattori di rischio per deficit di vitamina D i dosaggi dovrebbero essere superiori, pari a 1.000-2.000 UI/die.
Vitamina D gravidanza

La fonte principale di vitamina D (80-90%) è l’esposizione alla radiazione solare UVB. La dieta fornisce circa il 10-20% del fabbisogno.

Qual è il ruolo della vitamina D?

La funzione principale della vitamina è quella di favorire il  riassorbimento di calcio a livello renale, l’assorbimento intestinale di fosforo e calcio ed i processi di mineralizzazione dell’osso.
La vitamina D svolge anche numerose funzioni non correlate alla struttura ossea, influenzando così vari processi fisiologici.

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Qual è il fabbisogno giornaliero di Vitamina D?

Il fabbisogno giornaliero di questa vitamina  varia in funzione del sesso e dell’età ed è maggiore nei bambini nel primo anno di vita, nelle donne in gravidanza, durante l’allattamento e negli anziani.

Nel nostro lavoro abbiamo modo  di leggere  le analisi del sangue di diverse donne in età fertile e uno dei valori spesso carenti o molto carente, è quello relativo alla Vitamina D.

Lo stato della vitamina D si valuta misurando i livelli del metabolita epatico 25-(OH)-D nel sangue ed esprimendo la sua concentrazione in nanogrammi per millilitro (ng/ ml).

Dal dosaggio di questo metabolita si possono avere queste condizioni:

  • Carenza: Valori inferiori a 20 ng/ml
  • Insufficienza: Valori compresi tra 20 e 30 ng/ml
  • Normalità: Valori compresi tra 30 e 100 ng/ml
  • Tossicità : Valori superiori a 100 ng/ml

Quali sono le condizioni che aumentano la domanda di Vitamina D?

  • Vivere in luoghi dove è carente la luce del sole.
  • Gravidanza e allattamento.
  • Obesità
  • Età avanzata.
  • Avere la pelle scura.
  • Passare molto tempo al chiuso o utilizzare un abbigliamento molto coprente.

Quanta vitamina D dovrei assumere in gravidanza?

La gravidanza è una condizione che espone a carenza di vitamina D e, secondo la FIMP (Federazione italiana Medici e Pediatri) , tutte le donne incinte dovrebbero assumere un supplemento  pari a 600 UI/die. Nelle donne con fattori di rischio per deficit di vitamina D i dosaggi dovrebbero essere superiori, pari a 1.000-2.000 UI/die.

Per quanto tempo ? Fin dall’inizio della gravidanza, per tutta la durata della gravidanza e dell’allattamento.
Senza questo supplemento, c’è il rischio che il bambino abbia ossa fragili che possono portare al rachitismo (malattia che colpisce lo sviluppo osseo nei bambini).

Alcune donne hanno maggiori probabilità di aver bisogno di vitamina D rispetto ad altre. Il rischio di essere carenti di Vitamina D aumenta se:

  • Elevata pigmentazione cutanea
  • Ridotta esposizione alla luce solare
  • Obesità
  • Malassorbimento
  • Adolescenza
  • Precedente figlio affetto da rachitismo
  • Assunzione di farmaci che interferiscono con il metabolismo della vitamina D
  • Aumentato rischio di preclampsia

Quanto tempo al sole?

La quantità di tempo che bisogna  trascorrere al sole per produrre abbastanza vitamina D è diversa per tutti e dipende dal tipo di pelle, dall’ora del giorno e dal periodo dell’anno.

Non è necessario prendere il sole in senso letterale e cioè prendere l’abbronzatura.

Dovrebbero essere sufficienti  15 minuti al giorno di  sole, due o tre volte a settimana, esponendo solo le braccia e il viso.

Quali alimenti contengono vitamina D?

Gli alimenti ricchi di vitamina D includono uova, pesce azzurro (come salmone e sardine). Anche alcuni cereali per la colazione  e yogurt sono arricchiti con vitamina D.

Come sempre, tieni presente che alcuni alimenti dovrebbero essere evitati in gravidanza. Ad esempio, il fegato è ricco di vitamina D, ma non dovresti mangiarlo durante la gravidanza.

È difficile ottenere abbastanza vitamina D dal solo cibo, quindi la cosa migliore da fare è provare a seguire una dieta sana ed equilibrata nel miglior modo possibile durante la gravidanza e durante l’allattamento. Puoi anche provare a fare esercizio all’aperto al sole, quando possibile e in sicurezza.

Il mio bambino ha bisogno di vitamina D?

Ai bambini allattati al seno (il latte materno contiene quantità di vitamina D insufficienti per la prevenzione del deficit di vitamina D)  dalla nascita fino a 1 anno di età in assenza di fattori di rischio si raccomanda di somministrare 400 UI/die di vitamina D. In presenza di fattori di rischio di deficit di vitamina D possono essere somministrate fino a 1.000 UI/die di vitamina D.

La FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) raccomanda la profilassi con vitamina D nel primo anno di vita anche ai bambini allattati artificialmente.    Il  contenuto di vitamina D del latte in formula è di circa circa 400 UI/l,  ma un lattante è in grado di assumere un litro di latte formulato al giorno  solo quando raggiunge un peso di circa 5-6 Kg, quindi alcuni mesi dopo la nascita. Al raggiungimento di tale peso, spesso i neonati allattati artificialmente iniziano il divezzamento con la concomitante riduzione della quota di latte formulato assunto.

In ogni caso il pediatra è il riferimento primario per chiedere informazioni riguardo al supplemento di vitamina D.

Quali effetti sul neonato?

Una revisione sistematica di diversi studi recenti pubblicata sull’autorevole rivista scientifica Fertility and Sterility ha messo in luce che supplementi di vitamina D  durante la gravidanza potrebbero aumentare il peso dei neonati alla nascita e la loro lunghezza.

Un equipe di scienziati ha analizzato  i dati su 2299 neonati che hanno partecipato a 13 studi. La meta-analisi ha evidenziato che l’integrazione di vitamina D da parte della madre durante la gravidanza è associata con lievi ma significativi aumenti in peso alla nascita e la lunghezza:  108 grammi in più di peso e 0,3 cm di lunghezza in più.

Le donne che assumevano vitamina D avevano un aumento significativo nel sangue di 25(OH)D.

La vitamina D esiste in due precursori:

  • D3:  colecalciferolo,  si sintetizza a livello cutaneo grazie all’esposizione solare a partire dal dal 7-deidrocolesterolo, la vitamina D3 viene anche introdotta con l’alimentazione attraverso i grassi animali
  • D2: ergocalciferolo : deriva dall’ergosterolo (sempre per effetto dell’irradiazione solare)  che arriva da via alimentare .

Sia D3 e D2 vengono trasformate nel fegato e nei reni in 25 idrossivitamina D (25) D (OH) che è la forma inattiva, e calcitriolo D (1,25 (OH) 2D)che è la forma biologicamente attiva.

Una  carenza di vitamina D negli adulti è legata a osteopenia, osteoporosi, debolezza muscolare, ossea, predisposizione a tumori, malattie autoimmuni, malattie infettive e malattie cardiovascolari.

La vitamina D agisce favorendo l’assorbimento intestinale di calcio.

I ricercatori non hanno trovato alcun legame tra vitamina D e  incidenza di preeclampsia,diabete gestazionale, e parto pretermine. L’unico legame valutando le gravidanze e i neonati,  è stato riscontrato con l’aumento di peso e lunghezza del neonato come vedete dalla tabella sottostante pubblicata nello studio:

vitamna d e neonati grandezza

Credit: Fertility and Sterility doi: 10.1016/j.fertnstert.2015.02.019. Elsevier

La crescita fetale è un processo complesso che dipende da molti fattori, tra cui il background genetico, lo sviluppo della placenta, la nutrizione e l’attività fisica, Pertanto la vitamina D può avere ruolo minore nella crescita fetale, rispetto ad altri fattori.

Secondo i ricercatori sarebbe raccomandabile che la donna in  gravidanza assumesse la dose giornaliera di vitamina D di 600 UI, dato che al giorno d’oggi moltissime donne in tutto il mondo non riceverebbero la dose minima raccomandata di vitamina D.

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Fonti

Faustino R. Pérez-López, Vinay Pasupuleti, Edward Mezones-Holguin,Vicente A. Benites-Zapata, Priyaleela Thota, Abhishek Deshpande, Adrian V. Hernandez, “Effect of vitamin D supplementation during pregnancy on maternal and neonatal outcomes: a systematic review and meta­analysis of randomized controlled trials” http://dx.doi.org/10.1016/j.fertnstert.2015.02.019

https://www.epicentro.iss.it/ben/2018/giugno/2

https://www.fimp.pro/images/CONS_vitamina.pdf

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Redazione

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