Preeclampsia: riconoscerla in tempo per minimizzare i rischi per mamma e bimbo

La gravidanza è un periodo molto bello della vita di una donna ma non sempre le cose procedono senza problemi. Alcni di questi sono particolarmente importanti e possono mettere a rischio la salute della mamma e del bambino.

Uno dei problemi da non sottovalutare e che che interessa il 4-5% delle donne in dolce attesa è la Preeclampsia.

E’ una particolare  patologia che deve essere diagnosticata con tempestività.

La preeclampsia si sviluppa nella placenta già a partire dalle prime settimane di gravidanza ma si manifesta verso il terzo trimestre.

Quali sono i sintomi della preeclampsia?

La malattia si presenta principalmente con il rialzo della pressione sanguigna. Oltre a questo sintomo principale ne possono comparire altri a carico della circolazione sanguigna limitando l’afflusso di ossigeno e cibo al feto.

È importante la diagnosi precoce in quanto, se sottovalutata, può comportare gravi rischi sia per il feto che per la mamma. In genere grazie ai controlli prenatali effettuati regolarmente, la malattia viene diagnosticata in tempo evitando le complicazioni più gravi

Oltre alla pressione alta  potrebbe essere un segnale importante la presenza  significativa di proteine nelle urine. Una presenza moderata non sempre significa preeclampsia ma magari una infezione che va curata con antibiotici.

preeclampsia

I sintomi iniziali di preeclampsia che devono allarmare

Gonfiore improvviso di mani, polsi, viso e/o caviglie. Aumento di peso improvviso (causato dalla ritenzione di liquidi), minor impulso a urinare anche se si beve normalmente  e mal di testa frequenti e prolungati. Se si avverte anche solo uno di questi sintomi è necessario avvertire subito il proprio medico.

Se trascuri questi sintomi ne possono comparire altri più gravi che sono: forte dolore alle costole, giramenti di testa, disturbi alla vista, disorientamento., irritabilità, vomito.

Non esiste una cura se non quella del parto. Naturalmente, se la malattia viene individuata presto,  si cercherà di abbassare la pressione sanguigna e la mamma verrà monitorata costantemente. Atrimenti, se la malattia è in fase avanzata si procederà con un parto pre-termine per evitare gravi complicazioni (in genere si cerca di stabilizzare la situazione almeno fino alla 28°-30° settimana di gravidanza quando il bambino sarà più siluppato). In ogni caso la preeclampsia prima della 28° settimana è abbastanza rara.

In genere le mamme guariscono dopo il parto nel giro di qualche settimana e la pressione tornerà nella norma in genere dopo qualche mese.

Ci sono dei fattori che possono predisporre alla preeclampsia?

E’ una patologia che può colpire qualsiasi donna in dolce attesa però ci sono alcuni fattori che potrebbero aumentare il rischio e sono:

– età maggiore dei 35 anni (il rischio aumenta con l’età)

–  precedenti casi di preeclampsia in famiglia

– prima gravidanza

– gravidanza gemellare

– ipertensione

– problemi ai reni o emicrania o diabete

Foto: https://www.nih.gov/



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