Alimenti vietati in gravidanza, quali sono e perchè

Com’è noto alle mamme, il periodo di gravidanza si divide tra quelle che sono famose come le “voglie della donna gravida”, ovvero il desiderio di mangiare qualcosa, che sia anche un alimento che non si è mai assaggiato nella propria vita, e il divieto di mangiare alcune altre cose per evitare rischi per sé stesse ma soprattutto, per il bambino che si sviluppa e cresce in pancia.

Ci sono raccomandazioni generali, come evitare l’abuso di caffeina per il rischio di ipertensione e conseguente rischio di preeclampsia, evitare un abuso di sale per motivi simili, evitare gli eccessi di zuccheri e carboidrati per non aumentare eccessivamente di peso e rischiare il diabete gestazionale.

Poi ci sono patologie molto gravi che potrebbero verificarsi a seguito del consumo di alcuni alimenti o categorie di alimenti o attraverso metodi di cottura insufficienti o inadeguati o ancora per errata conservazione degli alimenti. Queste patologie sono gravi perché possono avere serie ripercussioni sul bambino.

Sindrome feto acolica

La sindrome feto alcolica o, meglio, lo spettro dei disordini feto alcolici, è un gruppo di patologie, principalmente di tipo neurologico, ma non solo, che vengono spesso diagnosticate in quelle persone i cui genitori (mamma in periodo di gravidanza e allattamento, ma entrambi i genitori nel periodo preconcezionale) facevano uso di alcol.

Attenzione, così come ben specificato anche dal Ministero della Salute (ma anche da numerosissimi studi scientifici), “qualsiasi quantità di alcol ingerito dalla madre giunge direttamente al feto, il rischio di danneggiarlo è in ogni caso possibile”, pertanto non esiste una quantità “sicura” che si può bere in gravidanza (no, nemmeno “il bicchierino occasionale che tanto male non fa” è concesso). L’unica quantità sicura è ZERO.

Toxoplasmosi

Il Toxoplasma gondii è un parassita, appartenente al regno dei protisti (quindi non è né un virus né un batterio) che, a livello alimentare, può essere presente nelle carni crude e sui vegetali. Molto spesso l’infezione è asintomatica, anche nelle donne in gravidanza, motivo per cui le donne negative al toxo test devono ripeterlo periodicamente durante la gravidanza. Un’eventuale infezione da toxoplasma in gravidanza espone il feto a rischio aborto o malformazioni.

Per prevenire la Toxoplamosi in gravidanza bisogna evitare di mangiare carne cruda, poco cotta, affumicata, in carpaccio; salumi crudi (salame, prosciutto crudo, bresaola, speck, ecc); lavare molto bene frutta e verdura cruda con abbondanti ed energici lavaggi sotto acqua corrente e un passaggi di circa 15 minuti in una soluzione di acqua e Amuchina o acqua e bicarbonato (con il bicarbonato si può essere più tranquille in caso di residui di bicarbonato sui vegetali perché non è tossico per l’uomo).

Listeriosi

La Listeria Monocytogenes è un batterio che si può trovare negli alimenti crudi, conservati male o conservati troppo a lungo. Le conseguenze sul bambino possono essere aborto, parto pretermine o infezione da listeria congenita. Quindi bisogna evitare di mangiare formaggi crudi, molli e con muffe (es. brie, gorgonzola, ecc), le insalate condite da banco, conserve, principalmente quelle fatte in casa, latte non pastorizzato.

Salmonellosi

La Salmonella è un genere di batteri che possono trovarsi negli alimenti crudi, poco cotti e conservati male. L’infezione è di tipo orofecale, perché vengono liberati attraverso le feci di individui infetti. I sintomi sono febbre alta e malesseri gastrointestinali e proprio questi sintomi, se l’infezione è contratta in gravidanza, può provocare scarso apporto di ossigeno alla placenta e problemi metabolici al feto. Nei casi più gravi può portare ad aborto o parto prematuro.

Sono da evitare uova crude, poco cotte, soprattutto non pastorizzate, salse preparate con uova crude e conservate a lungo o in maniera non adatta, carne cruda e derivati, latte crudo e derivati.

Contaminanti chimici

Oggi, purtroppo, siamo molto soggetti ad inquinamento chimico già nelle nostre case, attraverso i prodotti e gli oggetti che utilizziamo quotidianamente, ma spesso anche attraverso il cibo che mangiamo.

La maggior parte dei contaminanti chimici tende ad accumularsi nei tessuti grassi, per cui gli alimenti più a rischio sono latte e formaggi, soprattutto quelli meno trattati e stagionati e i pesci più grassi.

Negli ultimi anni, con aumento della rigidità delle normative sulla sicurezza alimentare a livello europeo ed una maggiore coscienza alimentare, fortunatamente la qualità del cibo che arriva sulle nostre tavole è notevolmente migliorato, ma è importante fare ancora attenzione soprattutto al pesce che consumiamo.

Ad esempio, pesce spada, palombo, tonno e salmone sono tra i pesci più grassi in commercio e sono anche di taglia grande, per cui in gravidanza è consigliabile ridurre il consumo di questo tipo di pesci, magari rendendolo più occasionale. E’ consigliabile, invece, mangiare pesci di taglia piccola e/o poco grassi, come le specie appartenenti al pesce azzurro.

Qualche anno fa Il Ce.I.R.S.A., Centro Interdipartimentale di Ricerca e documentazione sulla Sicurezza Alimentare di Torino, ha pubblicato un opuscolo sulla sicurezza alimentare in gravidanza, da cui è tratta la tabella seguente, un ottimo riassunto da tenere in considerazione per capire cosa si può mangiare in gravidanza.

alimenti vietati in gravidanza

Dott.ssa Giovanna Corona, Biologa Nutrizionista

www.romanutrizionista.it  

www.coronanutrizione.it

Bibliografia:

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_3_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=dossier&p=dadossier&id=31

Alimentazione sicura in gravidanza, CEIRSA, Torino

Tutto su alimentazione e gravidanza
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo!


Giovanna Corona

Dottore di ricerca in Patologia Generale e master in Prevenzione Sanitaria Ambientale. Titolare di SINAS – Studio Integrato di Nutrizione, Ambiente e Salute, dove svolge la sua attività integrando tra loro i tre mattoni della prevenzione: nutrizione, fattori ambientali e gli effetti sulla salute umana.