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Covid-19, separare le madre infette dai neonati: rischi e benefici.

Attualmente le linee guida per stabilire se le madri infette con COVID-19 debbano essere separate dai loro neonati sono in contrasto tra loro.

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Nel mondo alcuni ospedali hanno deciso di separare le madri positive dai loro neonati. La separazione però complica l’avviamento dell’allattamento al seno che  è consentito e incoraggiato.

Sono stati analizzati campioni di latte materno di madri positive e non sono state trovate  tracce di virus al suo interno, (1) come nel caso  del virus correlato che causa la SARS, (1,2) ma non è noto con assoluta certezza che il virus non venga trasmesso attraverso il latte materno.

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Quali sono le linee guida?

OMS : L’ Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che le madri positive possono condividere la stanza con il loro bambino e  che l’allattamento deve essere incoraggiato ma è raccomandato adottare le norme di prevenzione del contagio, chiamate misure di igiene  respiratoria: le mamme devono lavarsi le mani o igienizzarle e indossare una mascherina durante il pelle a pelle e  durante l’allattamento.

CDC e ACOG : i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) avvisano che le strutture dovrebbero “considerare temporaneamente la separazione delle madri dai loro neonati dopo  aver discusso i rischi e i benefici con la madre e il team sanitario“. Le madri possono allattare al seno adottando le norme igieniche raccomandate dall’OMS. Il CDC prevede disposizioni per il rooming in  se “è conforme ai desideri della madre” o se è inevitabile a causa delle limitazioni della struttura. In caso di condivisione della stanza, il bambino deve essere tenuto a più di 2 metri di distanza dalla madre e devono essere applicate le misure di igiene respiratoria.

L’American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) fa riferimento alle linee guida del CDC.(3) ACOG inoltre non raccomanda i test COVID-19 di routine per le donne in gravidanza.

ABM : L’ Accademia di medicina dell’allattamento al seno enfatizza la scelta delle madri e osserva che l’allattamento al seno e il ricovero sono scelte “ragionevoli”, e si riferisce anche alle linee guida CDC e OMS. (1) Consiglia di indossare una mascherina, di lavarsi le mani, igienizzare o disinfettare con cura tutte le parti del tiralatte.

Cina : Gli esperti cinesi sulla gestione perinatale e neonatale  non consigliano l’allattamento al seno e raccomandano la separazione e l’isolamento del bambino dalla madre perché, come hanno affermato gli autori nell’articolo pubblicato  l’8  febbraio 2020 , “il virus può essere presente nel latte“(4)

AGOI e SIGO: La Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia e l’Aassociazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani, ha pubblicato la seguente guida, in cui si legge che “L’allattamento al seno è possibile e va sostenuto. Tutto il personale sanitario coinvolto, neonatologi, ostetriche, infermiere, ginecologi, valuteranno la tua specifica situazione e ti aiuteranno a mettere in atto le misure adeguate per la prevenzione ed il controllo dell’infezione durante l’allattamento“.

Come comportarsi allora con tutte queste informazioni contrastanti?

È importante esaminare le informazioni primarie necessarie per prendere una decisione informata. Dal momento che il virus non è stato trovato nel latte materno, dobbiamo esaminare il rischio di trasmissione al bambino e bilanciarlo con i rischi di separazione.

Rischi derivanti dalla separazione madri-neonati

Inizierò con i rischi della separazione, poiché questo aspetto viene raramente discusso.

L’allattamento al seno è il metodo più sicuro e affidabile per l’alimentazione infantile in caso di emergenza.

Vi sono state notizie diffuse di carenza di forniture al dettaglio di latte artificiale a causa di eccessivi accaparramenti. (6)

Dato il rischio che le infezioni da coronavirus possano diffondersi anche nelle fabbriche che producono latte in formula  e nei magazzini di consegna, (7) causandone quindi  la conseguente chiusura, esiste il rischio di interruzione della catena di produzione e distribuzione. Pertanto, esiste il rischio di non trovare più latte artificiale. (8)

Inoltre, l’allattamento al seno riduce il rischio di infezioni alle orecchie e diarrea, riducendo così la possibilità che un bambino e sua madre debbano lasciare la propria casa per cercare assistenza medica ed esporsi al virus.

Infine, le madri trasmettono regolarmente attraverso il latte  gli anticorpi contro gli agenti patogeni a cui sono esposte.

Tuttavia, le prime ore e i primi  giorni dopo la nascita sono fondamentali per stabilire l’allattamento al seno e parte di questo processo prevede che la madre e il bambino siano costantemente vicini fisicamente, specialmente attraverso il  contatto pelle a pelle. (10)

Rischio di passaggio di COVID-19 ai neonati

Ora, dobbiamo bilanciare l’instaurazione dell’allattamento al seno con i rischi che il bambino possa essere infettato da COVID-19 e ammalarsi gravemente. Anche i dati su questo argomento sono in conflitto.

Uno studio che ha esaminato tutti i casi confermati di laboratorio in Cina dall’8 dicembre 2019 al 6 febbraio 2020 suggerisce che COVID-19 tra i bambini piccoli ospedalizzati è raro. (11) C’erano solo 9 neonati ospedalizzati su 31. 211 casi confermati tra tutte le età e il più piccolo  di questi bambini aveva 1 mese.

Un’analisi più ampia di 2.143 casi pediatrici di COVID-19 confermati o sospetti in Cina dal 16 gennaio all’8 febbraio 2020 includeva solo 731 casi confermati in laboratorio e aveva un numero molto maggiore di neonati (379, ovvero il 17,7% di tutti i casi pediatrici ). Tuttavia, gli autori riconoscono che la maggior parte dei casi gravi non è stata confermata come COVID-19, quindi sospettano che molti potrebbero essere stati causati da altri agenti patogeni. (12)

Due autori esterni che hanno commentato questa analisi hanno notato che studi precedenti avevano scoperto che i bambini nei quali si trova il coronavirus nel tratto respiratorio hanno una co.infezione virale fino a due terzi dei casi. (13) In questo campione, l’83% dei bambini aveva una malattia grave o critica. Di tutti i bambini, il 90% aveva una malattia da lieve a moderata ed era stato registrato il decesso in un ragazzo di 14 anni.

Entrambi questi studi apparentemente hanno usato lo stesso database nazionale cinese e si sono conclusi allo stesso tempo, ma hanno risultati molto diversi.

Mentre i dati del secondo studio sui neonati sono allarmanti, sono anche molto meno affidabili a causa della mancanza di una chiara diagnosi. Sappiamo da questo database che nessun neonato o bambino di età inferiore a 1 mese è stato ricoverato in ospedale con COVID-19 confermato durante questo periodo.

Conclusione

Riassumendo, il CDC non raccomanda categoricamente di separare i neonati dalle madri infette, e attualmente non ci sono dati sufficienti per supportare la scelta di farlo regolarmente. Poiché in definitiva la decisione spetta alla madre e alla famiglia, dovrebbero essere istruiti attentamente sui rischi di separazione e sui suoi potenziali benefici.

Bisogna confrontare da un lato il rischio che il neonato si ammali di COVID-19 e dall’altro il rischio di compromettere l’allattamento al seno che sappiamo offrire al bambino importanti benefici per il suo benessere. Senza contare l’impatto economico in contesti a basso reddito.

Se invece una madre positiva al virus non sta pianificando di allattare, la separazione potrebbe avere più senso se risulta possibile (in base agli spazi che l’ospedale mette a disposizione)

Riferimenti:

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Ostetrica Sara Notarantonio

Mi sono laureata presso la facoltà di Ostetricia dell’ospedale dell’Aquila con la tesi “L’ecografia in gravidanza” con il voto di 110 e lode.
Mi occupo di gravidanza, nascita, puerperio, allattamento e puericultura promuovendo la consapevolezza, la scelta informata, Il Maternage, la tutela del benessere materno – infantile e il diritto alla nascita indisturbata.