Sesso in gravidanza: la parola agli ormoni

Accade spesso che appena la coppia scopre di aspettare un bimbo si trasformi il legame che c’è fra di loro, modificando i ruoli da marito e moglie a quelli solo di mamma e papà. Uno dei motivi di tale cambiamento è che, ancora oggi, ci sono molti pregiudizi e paure infondate su come si può vivere la sessualità in gravidanza che portano inevitabilmente ad un approccio negativo nei confronti della stessa.

La gravidanza è un periodo molto complesso nella vita di una donna che, da una parte, si trova affrontare le molteplici modificazioni psicofisiche che la nascita di un bimbo comporta e dall’altra si prepara ad acquisire il nuovo ruolo genitoriale.

Tali cambiamenti sono molto soggettivi e possono essere influenzati non solo dall’ambiente circostante ma anche dagli effetti che gli ormoni hanno sul nostro corpo.

Gli ormoni in gravidanza infatti mettono in atto tutta una serie di processi, chiamati “fenomeni neurovegetativi” che, oltre a predisporre il corpo della donna al parto, modificano anche il nostro comportamento.

Non c’è da allarmarsi se durante la gravidanza e nel puerperio siamo soggette a nausea, salivazione abbondante o dolori addominali in quanto tali fenomeni spesso riflettono le paure e le insicurezze che la donna prova durante la gestazione. Le emozioni e le incertezze tipiche delle future mamme innescano proprio la produzione di questi ormoni andando conseguentemente ad esprimersi a livello fisico. L’importante è affrontare queste modificazioni con tranquillità, comunicando al vostro partner e alla vostra famiglia quali possono essere le vostre paure o i vostri timori in modo da condividere la vostra esperienza all’interno di un clima sereno e unito.

Sessualità in gravidanza per trimestre

È importante sottolineare come un altro aspetto che a volte si trascura durante la gravidanza sia proprio il rapporto con il proprio partner e, di conseguenza, la sfera intima/sessuale. Spesso infatti accade che appena la coppia scopre di aspettare un bimbo si trasformi il legame che c’è fra di loro, modificando i ruoli da marito e moglie a quelli solo di mamma e papà. Uno dei motivi di tale cambiamento è che, ancora oggi, ci sono molti pregiudizi e paure infondate su come si può vivere la sessualità in gravidanza che portano inevitabilmente ad un approccio negativo nei confronti della stessa.

Gli studi attualmente disponibili indicano in modo chiaro che l’attività sessuale in gravidanza, se non esistono problematiche particolari, può essere considerata sicura e non reca alcun danno al feto.

Al contrario una vita sessuale soddisfacente determina la produzione di particolari ormoni che recano notevole beneficio alla donna e di conseguenza al piccolo. È importante tenere presente che, come abbiamo detto precedentemente, la fluttuazione ormonale può determinare una serie di cambiamenti psicofisici che talvolta possono rappresentare un ostacolo ai rapporti intimi.

L’aumento dei livelli di estrogeni e progesterone infatti determinano da una parte, la comparsa di piccoli disturbi quali nausea e spossatezza, dall’altra provocano un notevole calo della libido con conseguenza riluttanza della donna a lasciarsi andare. Inoltre, da un punto di vista prettamente psicologico, l’inizio della gravidanza è considerato essere quello più delicato e rischioso, e la futura mamma eviterà qualsiasi attività possa recare danni al feto ed al suo sviluppo.

Tuttavia è bene sapere che, soprattutto nel primo trimestre, l’elevata concentrazione di progesterone rende la zona genitale più lubrificata e, quindi, più sensibile. In particolare, aumentando l’irrorazione sanguigna in tutti i tessuti questo ormone determina un aumento di ricettività alle stimolazioni del “punto G” rendendo più piacevole il rapporto sessuale.

Superato il primo trimestre gli sbalzi ormonali sono meno marcati e il desiderio sessuale aumenta. Nel secondo trimestre di gravidanza le resistenze ad avere rapporti sono di natura principalmente psicologica. Una delle paure più diffuse infatti è che l’attività sessuale possa far male al bambino o che addirittura possa turbarlo. Tuttavia come ben sappiamo il piccolo è ben protetto e avvolto all’interno del sacco amniotico e, al contrario di quanto si possa pensare, diversi studi hanno dimostrato che gradisca molto la sensazione di benessere che prova la mamma, dovuta al rilascio di endorfine, durante il rapporto sessuale.

Nell’ultimo trimestre di gravidanza l’ingombro del pancione, il senso di affaticamento e tutta una serie di sintomi fisici possono frenare il desiderio sessuale. In questo contesto la donna si avvicinerà al partner per richiedere maggiori attenzioni e certezze. È importante quindi che quest’ultimo continui a manifestare il proprio desiderio, dimostrando di trovare la propria compagna desiderabile e attraente. Questo scambio rinsalderà la coppia, infondendo un senso di sicurezza e tranquillità, soprattutto in vista della nascita del piccolo, quando i momenti di intimità saranno più rari e difficili.  È bene tenere a mente che se nonostante le rassicurazioni del ginecologo la donna non si sente a proprio agio ad avere rapporti completi, non bisogna sentirsi obbligati; l’importante è mantenere con il proprio compagno altre forme di contatto per ricordarsi che si è sempre una coppia pur con un nuovo arrivato in vista!