Parto cesareo programmato: le vostre esperienze

Il parto cesareo programmato raccontato dalle mamme che lo hanno realmente vissuto.

Il parto cesareo programmato è un intervento chirurgico che viene stabilito in anticipo quando il parto naturale non è consigliabile o presenta dei rischi eccessivi. A differenza del cesareo d’urgenza, la data del parto viene stabilita in anticipo, in genere intorno alla 38-39° settimana di gravidanza, e non è quindi legata all’inizio del travaglio.

L’intervento deve essere prenotato verso la 35° settimana ed è preceduto da un colloquio con il ginecologo e l’ostetrica dell’ospedale scelto per il parto, in cui si discuteranno vantaggi e rischi della procedura e la futura mamma riceverà tutte le informazioni necessarie. Solitamente, prima di un cesareo programmato vengono eseguiti anche alcuni esami preliminari e una visita anestesiologica.

Se vuoi conoscere l‘esperienza di altre mamme che hanno affrontato un parto cesareo programmato, di seguito trovi alcune testimonianze reali condivise in rete.

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Parto cesareo programmato: le esperienze delle mamme

L’importanza della presenza del partner

Elena, 36 anni, racconta di essere stata ricoverata la sera prima, perché l’intervento era programmato a inizio mattinata e la sua abitazione era distante dall’ospedale. Alle 19 era già in reparto, per il monitoraggio e le prime istruzioni. La mattina sveglia all’alba, doccia con il detergente fornito in ospedale, calze antitrombo e attesa.

“Il momento più emozionante è stato quando mio marito è arrivato in sala operatoria: alle 8.30 è nata la nostra bambina e già alle 8.45 ero fuori con lei sul petto”.


Il pre-ricovero mi ha fatto sentire seguita

Giulia, 34 anni, spiega che di essersi tranquilla perché ben informata sulla procedura e supportata dal personale sanitario.

“Quando è arrivato il giorno del parto, sapevo esattamente cosa aspettarmi. Ero a digiuno, ma ho potuto bere acqua fino a 2 ore dell’intervento. Una settimana prima avevo fatto gli esami del sangue, l’elettrocardiogramma e la visita con l’anestesista e con il ginecologo. Nel mio caso, potevo scegliere tra anestesia spinale e totale, e ho scelto la prima.

Il giorno del mio intervento erano in programma diversi cesarei: il reparto sembrava un po’ una ‘catena di montaggio’, ma le ostetriche sono state dolcissime. Ho aspettato il mio turno e poi sono entrata. La sera stessa ho potuto cenare, il giorno dopo ero in piedi e dopo due giorni ho potuto già farmi la doccia!


Un’esperienza “tosta”

Gina, 40 anni, confida sul Forum:

“La mia era podalica e ho dovuto fare cesareo programmato. Ero molto contenta perché anch’io sono sempre stata terrorizzata dal parto naturale non lo trovo bello.. anzi!!
Però avendo affrontato il post cesareo vi dico che è davvero tosta…
Ho fatto giorni a camminare piegata dal male è stata dura!! Infatti adesso che volendo potrei scegliere se fare naturale o meno ci sto riflettendo seriamente.”


Il secondo cesareo è stato più consapevole

Marta, 34 anni, aveva già avuto un primo cesareo per sproporzione feto-pelvica. Con la seconda gravidanza, i medici hanno deciso subito per un nuovo intervento programmato.

“Stavolta ero preparata: sapevo che mi avrebbero messo il catetere dopo l’anestesia, che il dolore iniziale si controlla bene con i farmaci, che ci si alza in piedi già il pomeriggio stesso. La differenza è stata emotiva: ho potuto affrontare tutto senza paura, pensando solo all’incontro con mio figlio”.


Secondo cesareo programmato: parto più difficile, ma ripresa meno dolorosa

Jane, dal Forum, racconta che la sua esperienza è stata diversa:

“Stamattina cesareo programmato, è stato parecchio doloroso rispetto al primo in cui non avevo sentito nulla. Avevo l’impressione di essere sotto alle macerie di un palazzo… ed è stato anche molto più lungo del primo, per via dei tessuti che avevano sviluppato aderenze ed erano difficili da scollare. Però è andato tutto bene ed è arrivato il mio piccolo!! 🥰 In compenso la ripresa mi sembra meno dolorosa…”


Tutto era programmato, ma la bimba ha deciso di anticipare

Francesca, 31 anni, aveva fissato il cesareo a 38+3 settimane. Aveva già organizzato la logistica familiare e persino un passaggio dal parrucchiere. Ma a 37+5 le si sono rotte le acque durante la notte.

“Alle 4 del mattino correvamo in ospedale… per fortuna la valigia era già pronta! La bimba è nata poche ore dopo, con un cesareo d’urgenza che in realtà era già previsto: la differenza è stata solo nei tempi”.


Cesareo programmato: un percorso diverso ma ugualmente speciale

Dalle testimonianze delle mamme, emerge che conoscere in anticipo la data del parto può dare sicurezza e permettere una migliore organizzazione, ma la natura rimane imprevedibile e a volte può anticipare i tempi.

Un elemento fondamentale è il supporto non solo del partner, ma anche del personale sanitario: dall’anestesista all’ostetrica, una presenza attenta e professionale rende l’esperienza più serena. Anche la rapidità del recupero sorprende molte mamme: in assenza di complicazioni, già poche ore dopo l’intervento è possibile alzarsi, fare un pasto leggero e soprattutto tenere tra le braccia il proprio bambino.

Contrariamente a quanto spesso si pensa, tuttavia, il cesareo programmato non è necessariamente un’esperienza “più facile” rispetto al parto naturale.

Resta comunque un fatto: la nascita di un bambino è un momento straordinario e unico, indipendentemente dal modo in cui avviene.


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