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Iperemesi gravidica: di cosa si tratta?

Gli episodi di nausea e vomito in gravidanza sono molto conosciuti dalle donne, in quanto molto frequenti. Non si conosce ancora la causa certa di questi fenomeni, ma molto probabilmente dipende dall’aumento improvviso e rapido degli estrogeni e delle Beta – HCG nelle prime settimane di gravidanza.

iperemesi gravidica

Questi disturbi generalmente, compaiono intorno alla 5° settimana di gestazione e scompaiono tra la 16° e la 18°.

Sono tipiche di alcuni momenti della giornata, come la mattina (e quindi si parla di malattia mattutina), ma ci sono donne che ne soffrono in altri momenti. Normalmente le donne acquistano comunque peso o riescono tranquillamente a mantenere il peso di partenza nel primo trimestre.

Che cos’è l’iperemesi gravidica?

In caso di iperemesi gravidica  i vomiti sono presenti in maniera continua durante tutta la giornata e questo può portare problemi.

La gestante rischia malnutrizione, ipotiroidismo transitorio, disidratazione, eccessiva perdita di peso e questo, oltre che danneggiare la salute della mamma, mette a rischio anche lo sviluppo del bambino. Questo fenomeno è noto come iperemesi gravidica.

Il vomito continuo può causare un deficit energetico nell’organismo, che quindi, inizia a degradare grassi con produzione di chetoni, che possono essere rilevati da un esame urine. Un’altra complicanza è il possibile squilibrio elettrolitico, molto rischioso anche per persone non in gravidanza.

Inoltre, se l’iperemesi gravidica si protrae oltre la 18° settimana, la donna può andare incontro a insufficienza epatica e stato confusionale.

Quando il medico sospetta di trovarsi davanti ad un caso di iperemesi gravidica, prescrive una serie di esami da effettuare, tra cui:

  • Valutazione clinica osservazionale, con rilevamento del peso corporeo
  • Monitoraggio dei corpi chetonici tramite esame urine
  • Valutazione degli elettroliti sierici e dei parametri di funzionalità renale
  • Esclusione di altre patologie

Generalmente, avendo la gestante difficoltà a mangiare, viene effettuata una nutrizione parenterale, attraverso delle iniezioni endovena, per favorire la reidratazione e il recupero del peso.

Una volta rientrati i parametri, se gli episodi di vomito iniziano a diradarsi, si inizia a dare alla gestante degli alimenti liquidi per bocca per poi passare, gradualmente, agli alimenti solidi.

Dott.ssa Giovanna Corona, Biologa nutrizionista

www.romanutrizionista.it  

www.coronanutrizione.it

Bibliografia:

Istituto Superiore di Sanità, Linee Guida per Gravidanza fisiologica 2011

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Giovanna Corona

Dottore di ricerca in Patologia Generale e master in Prevenzione Sanitaria Ambientale. Titolare di SINAS – Studio Integrato di Nutrizione, Ambiente e Salute, dove svolge la sua attività integrando tra loro i tre mattoni della prevenzione: nutrizione, fattori ambientali e gli effetti sulla salute umana.