Il microbiota in gravidanza

Negli ultimi anni, gli studi scientifici hanno attribuito sempre più importanza al “microbiota”, definito come l’insieme dei microrganismi di differenti specie che abitano il nostro corpo, sia internamente che esternamente. Le specie che lo compongono variano da individuo a individuo: se infatti per il 99,9% gli esseri umani sono simili nel patrimonio genetico, per il microbiota solo per un 10%; l’ambiente, il sesso, l’età e la dieta sono le variabili più determinanti.

I microrganismi nel nostro corpo svolgono differenti funzioni: sulla pelle, per esempio, proteggono dalle infezioni; nel cavo orale difendono dall’insorgenza di gengiviti; nell’intestino, invece, fermentano la porzione di carboidrati non digeribile – la fibra – di cui è ricca frutta e verdura, e producono sostanze benefiche per il metabolismo.

Effetti del microbiota intestinale in gravidanza

Gli effetti positivi dei microrganismi sono essenziali nella gravidanza: questi sono in grado di ridurre i livelli di infiammazione nell’intestino, giocando un ruolo essenziale nello sviluppo del feto e nella prevenzione alla nascita prematura.

In che modo contribuisce la dieta?

Nella dieta materna l’elevato apporto di frutta, verdura e cereali integrali risulta decisivo, non solo per raggiungere un aumento di peso ideale al momento del parto, ma anche per favorire una sana popolazione microbica. Inoltre il consumo di alimenti probiotici, oltre a ridurre il rischio di aborto spontaneo e la comparsa di allergie nel bambino, rinforza la microflora intestinale.

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La gravidanza

La gravidanza rappresenta uno straordinario processo biologico che comporta una serie di modificazioni ormonali, metaboliche, del sistema immunitario e della composizione corporea. Questi fattori incidono anche sulla composizione del microbiota intestinale.

Durante i mesi di gestazione infatti, e specialmente nell’ultimo trimestre, nella donna si registra un aumento di peso, dovuto alla crescita dei tessuti e allo sviluppo del feto, oltre a una maggiore sensibilità ai sintomi della sindrome metabolica. Secondo la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU), l’incremento ponderale auspicabile in gravidanza è:

  • in una donna sottopeso pari a 12,5-18 kg;
  • in una donna normopeso 11,5-16 kg;
  • in una donna sovrappeso 7-11,5 kg;
  • in una donna obesa 5-9 kg.

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Come cambia il microbiota in gravidanza

Uno studio finlandese “Distinct composition of gut microbiota during pregnancy in overweight and normal-weight women” ha confrontato le popolazioni microbiche intestinali di due gruppi di donne in gestazione, un gruppo normopeso e uno sovrappeso: non solo è emersa una variazione nelle specie dovuta alla gravidanza, ma è stato possibile riconoscere nelle donne sovrappeso dei microrganismi negativi. Quest’ultimi risultavano responsabili di un aumento dei livelli di infiammazione, un aumento di peso e di sensibilità all’insulina. Dunque, esiste un’associazione positiva tra salute del microbiota e una buona maternità.

Altri studi hanno poi dimostrato che la flora microbica dell’intero organismo è coinvolta in una mutazione durante la gravidanza: oltre all’intestino, anche il cavo orale, la pelle e la vagina. Tuttavia queste alterazioni sono state considerate normale conseguenza della gestazione. Quello che è importante sottolineare è che dieta materna deve accompagnare i mesi che precedono il parto con un elevato consumo di frutta e verdura; solo in questo modo potrà prevenire l’eccessivo aumento di peso e beneficiare degli effetti positivi dei microrganismi intestinali.

Francesca Giopp per Madegus

Fonti: Pubmed

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