Gemelli sequizigoti: nati da stesso ovocita e due spermatozoi diversi

gemelli sequizigotiUno studio pubblicato a febbraio 2019 dimostra la  possibiità che un ovocita possa essere fecondato da due spermatozoi diversi per dare origine a gemelli, più precisamente a gemelli sequizigoti.

Nella quotidianità i gemelli possono esser omozigoti /identici  (in questo caso è una singola cellula uovo ad essere fecondata da un unico spermatozoo e la cellula fecondata si divide poi in due cellule distinte dando origine quindi a due bambini identici), oppure possono essere gemelli dizigoti/diversi, derivanti cioè da due ovociti distinti fecondati da uno spermatozoo ciascuno.

Quello che è stato descritto nell’autorevole rivista scientifica The New England Journal of Medicine ha dello straordinario, essendo un evento davvero molto raro.

La gravidanza multipla sesquizigotica è una via di mezzo eccezionale tra i gemelli monozigoti  e dizigoti.  Una volta analizzato il  liquido amniotico  prelevato da ciascuna sacca amniotica, si è visto che i gemelli erano  identici per la parte materna ma condividevano il 78% del loro genoma paterno, cosa che li rendeva geneticamente intermedi tra monozigoti e dizigoti: più precisamente sequizigoti.

Se i gemelli monozigoti sono  individui geneticamente identici (perchè derivano da un singolo spermatozoo  e ovocita), e i gemelli dizigoti condividono circa il 50% della loro  sequenza del DNA, così come i fratelli (cioè due singoli spermatozoi fecondano due ovociti distinti); i sequizigoti  sono  una terza forma  di gemelli, in cui gli individui condividono tra il 50% e il 100% della loro sequenza di DNA.

gemelli sequizigoti

Il caso in dettaglio

Durante le ecografie eseguite nel primo trimestre di una donna di 28 anni alla prima gravidanza, si era notato a 6 settimane una placenta monocoriale diamniotica: una placenta e due sacchi amniotici. Tutto faceva pensare a una gravidanza di gemelli monozigoti (identici). Alle successive ecografie pertanto si prevedevano o due maschi  o due femmine. A partire da 14 settimane di gravidanze, successive ecografie hanno invece mostrato discordanze nel sesso in gemelli strutturalmente normali: un feto sembrava essere essere maschio e l’altro  femmina.

Come era possibile?

Controllando tutte le ecografie fatte fino a quel momento è stata confermata la gravidanza monocoriale. Si è eseguita l’amniocentesi durante il secondo trimestre per indagare sul patrimonio genetico dei due gemelli. Ogni genitore ha fornito il consenso informato scritto per le analisi genomiche di ciascun gemello e per l’analisi del proprio genoma.

Dalle analisi è  stato confermato  un chimerismo in entrambi i gemelli,  la presenza cioè sia di  46, XX  che di  46, XY in ciascun gemello.

Nel gemello 1 è stato diagnosticato un chimerismo 46, XX / 46, XY nel rapporto  47:53 e di  90:10 nell’altro gemello.

Il test di zigosità non invasiva è stato eseguito mediante sequenziamento mirato di DNA fetale circolante nel plasma materno.

Tutti i  risultati ottenuti indicavano che i due gemelli non erano  monozigoti nè dizigoti, ma  una via di mezzo, definita sequizigoticità.

Ulteriori indagini genetiche hanno confermato che i due gemelli erano identici 100% per la parte materna e al 77,7% per la parte paterna.

In pratica  ogni gemello aveva tre distinti aplotipi derivanti dall’ovocita materno e da due spermatozoi distinti, uno che portava il cromosoma X e l’altro il cromosoma Y.

I genitori sono stati informati del rischio  di ambiguità genitale e disgenesia gonadica mista. La   gravidanza è proseguita senza problemi  fino a 33 settimane quando si è visto che il gemello 1, aveva un basso volume di liquido amniotico e mostrava una riduzione nei movimenti. È stato eseguito un taglio cesareo d’urgenza e alla nascita i gemelli avevano  normali punteggi di Apgar compresi tra 7 e 9. L’analisi istologica della placenta  ha confermato la placentazione monocorionica diamniotica.

L’esame postnatale e l’ecografia del tratto genitale hanno confermato il gemello 1 come fenotipicamente maschile e il gemello  2 come fenotipicamente femminile, senza evidenze di ambiguità sessuale.

Riferimento

M. T. Gabbett, J. Laporte, R. Sekar, A. Nandini, P. McGrath, Y. Sapkota, P.Jiang, Haiqiang Zhang, T. Burgess, G. W. Montgomery, R.Chiu, and N.M. Fisk, Molecular Support for Heterogonesis Resulting in Sesquizygotic Twinning, N Engl J Med 2019; 380:842-849 DOI: 10.1056/NEJMoa1701313

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Elena

Biologa ad indirizzo fisiopatologico, laureata con lode all’Università di Padova, nel 2007 dopo il primo “mi spiace non c’è più battito”, con mio marito diamo vita a Periodofertile.it, un punto di informazione e di incontro per donne e mamme.
Attualmente sto seguendo un Master di II livello presso l'Università di Padova in Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e Scienze della Riproduzione Umana.