Inquinamento: polveri sottili trovate nel lato fetale della placenta

Quando respiriamo aria inquinata le particelle sottili causate dell’inquinamento atmosferico, non arrivano solo ai polmoni. Uno studio recente ha evidenziato che, in una donna incinta,  arrivano addirittura  all’utero che dovrebbe proteggere  il bambino in crescita.

Durante lo studio , pubblicato su Nature Communications a settembre 2019,  i ricercatori hanno analizzato campioni di placenta di donne che hanno partorito in Belgio e hanno trovato particelle di carbone (in pratica fuliggine) incorporate nella placenta, nel lato rivolto verso il bambino

La quantità di queste polveri trovate nella placenta era direttamente correlata al grado di inquinamento del luogo di residenza delle donne analizzate.

La ricerca di Nature Communications è la prima prova diretta che le particelle inquinanti dell’aria  possono penetrare nella parte della placenta che nutre il feto in via di sviluppo.

Potrebbe essere il primo passo per spiegare perché l’elevato inquinamento è collegato ad un aumentato rischio di aborto spontaneo, parto prematuro e bassi pesi alla nascita.

I problemi di sviluppo nel bambino, conseguenti all’esposizione ad inquinanti ambientali sono stati messi in relazione a una risposta infiammatoria all’inquinamento atmosferico da parte del corpo della madre, inclusa l’infiammazione all’interno dell’utero. Ma il nuovo studio, aggrava ulteriormente il problema dimostrando che l’inquinamento dell’aria riesce ad arrivare a contatto diretto con il bambino all’interno dell’utero.

inquinamento placenta

Lo studio in dettaglio

Lo studio ha esaminato in particolare il carbone nero, un inquinante emesso dalla combustione di combustibili fossili come benzina, diesel e carbone. I ricercatori belgi dell’Università Hasselt di Diepenbeek e della Katholieke Universiteit Leuven hanno utilizzato l’illuminazione laser pulsata al femtosecondo per testare la presenza di fuliggine nei tessuti. La tecnica prevede l’uso di flash laser estremamente veloci, (ogni quadrilione di secondo), per eccitare gli elettroni all’interno del tessuto, che quindi emette luce. È noto che tessuti diversi generano determinati colori, come il rosso per il collagene e il verde per le cellule della placenta. Il carbonio nero si distingue per il rilascio di  luce bianca (indicate con le frecce bianche nella foto sotto) .

particelle carbone placenta
I ricercatori hanno anche verificato se la quantità di polveri rilevate in 20 campioni di placenta corrispondesse al grado di inquinamento della zona di residenza delle donne analizzate. Sono stati trovati, come era da aspettarselo,  più polveri di carbone nei campioni di 10 donne che vivevano in zone ad alto inquinamento, rispetto a quelle che vivevano in zone meno inquinate. Nelle donne esposte a minor inquinamento è stata trovata una media di 9.500 particelle per millimetro cubo di tessuto placentare mentre sono state  bel 20.900 particelle per millimetro cubo, quelle trovate in donne che vivevano in zone più esposte agli inquinanti.

Soluzioni?

Gli esperti suggeriscono alle donne in gravidanza di evitare strade trafficate. E per chi vive sempre in zone con alta concentrazione di polveri sottili? Evitare di aprire le finestre dal lato strada… Ma se si vive in una zona dove l’aria che si respira è sempre pessima che si fa? Si usa la maschera a gas?

Basta dare un’occhiata al sito Arpa della propria regione nella sezione dove monitorano le polveri sottili, i PM 10 e PM 2.5 per capire quello che respiriamo quotidianamente. Questa ad esempio è la situazione in Veneto monitorata settimana dopo settimana.

La lotta all’inquinamento ormai deve interessare tutti, ma finché non cambia qualcosa a livello politico, sarà difficile ottenere risultati straordinari.

Sicuramente è in pericolo la nostra salute e quella dei nostri figli, ancora prima che vengano al mondo, e non è più possibile rimandare gli interventi volti a migliorare l’aria che respiriamo giorno dopo giorno. Diamoci da fare, tutti.

Riferimenti

Hannelore Bové, Eva Bongaerts, Eli Slenders, Esmée M. Bijnens, Nelly D. Saenen, Wilfried Gyselaers, Peter Van Eyken, Michelle Plusquin, Maarten B. J. Roeffaers, Marcel Ameloot & Tim S. Nawrot
Ambient black carbon particles reach the fetal side of human placenta
Nature Communications volume 10, Article number: 3866 (2019)

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Elena

Biologa ad indirizzo fisiopatologico, laureata con lode all’Università di Padova, nel 2007 dopo il primo “mi spiace non c’è più battito”, con mio marito diamo vita a Periodofertile.it, un punto di informazione e di incontro per donne e mamme.
Nel 2019 ho conseguito il Master di II livello presso l'Università di Padova in Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e Scienze della Riproduzione Umana.