9 Miti da sfatare su fertilità e infertilità

L’infertilità è l’incapacità di concepire entro i primi 12 mesi di tentati mirati, problema che affligge circa 1 coppia su 10.

C’è molta disinformazione sui reali motivi che affliggono la fertilità di coppia, ed in particolare molte dicerie e falsi miti che è meglio conoscere per evitare di cadere in facili errori quando si cerca una gravidanza

Nonostante il miglioramento delle tecniche mediche e l’aumento dei succesi della procreazione medicalmente assistita, l’infertilità rimane una condizione che può alterare il rapporto di coppia, portare a depressione e ansia.

Lo stress provoca infertilità?

No.

Capita spesso tra i tanti consigli che si ricevono quando si cerca un figlio di  sentire la frase ” rilassati, che non appena ti rilassi vedrai che la gravidanza arriverà”.

Questo mito che afferma che lo stress provoca infertilità pone ingiustamente la responsabilità per il fallimento o il successo sulle spalle della donna, una conclusione che non è supportata in alcun modo dalla scienza.

Anche se lo stress e l’infertilità possono essere in qualche modo collegati in quanto l’ansia e la preoccupazione aumentano se la gravidanza non arriva nei trempi previsti, lo stress non  causa infertilità o fallimento del trattamento di fecondazione assistita. Una meta-analisi di 14 studi con 3.583 donne sottoposte a trattamenti di fertilità ha rilevato che il disagio emotivo pre-trattamento non era in alcun modo associato con i risultati. La ricerca che vorrebbe dimostrare  un’associazione tra stress e infertilità di solito non tiene pienamente conto degli effetti indiretti dello stress, come l’uso di alcol, l’aumento del fumo, i rari rapporti sessuali  e l’interruzione del trattamento.

Le donne hanno maggiori probabilità di essere infertili o sterili rispetto agli uomini?

No.

Molte persone sono portate a pensare che l’infertilità debba essere correlata a ciò che accade nel corpo femminile. Si tratta di credenze  che si radicano nell’antichità, percezioni errate che sono durate per secoli.

Uomini e donne sono ugualmente responsabili di una diagnosi di infertilità.  Si ritiene in generale che circa un terzo dei casi di infertilità siano attribuibili agli uomini, un terzo alle donne e il resto è una combinazione di  fattori maschili e femminili (di coppia quindi) o attribuibili a problemi attualmente inspiegati. La maggior parte dei problemi di infertilità maschile è correlata al basso numero di spermatozoi, al loro insufficiente movimento e alla forma anormale degli spermatozoi. L’ovulazione irregolare, l’endometriosi, la sindrome dell’ovaio policistico e la diminuzione della riserva ovarica dovuta all’età contribuiscono invece ai problemi di fertilità femminile. L’infertilità combinata viene diagnosticata quando entrambi i partner contribuiscono in qualche modo al problema (ad esempio, se l’uomo ha un basso numero di spermatozoi e la donna ha un’ovulazione poco frequente).

I progressi medici e uno stile di vita sano  hanno esteso l’orologio biologico?

No.

In tutto il mondo sta aumentando l’età in cui le done danno alla luce il loro primo figlio.

Con l’aumento del’età della donna si assiste inesosarbilmente al progressivo declino della qualità  dei suoi ovociti, e non non c’è un alcun modo per estendere naturalmente l’orologio biologico. Nutrizione, esercizio fisico e vita sana permettono di vivere meglio ma non possono fermare questo inevitabile declino, che inizia all’età di 32 anni e diventa più rapido a 37 anni.

L’unico mezzo attualmentea disposizione ​​è quello di fermare temporaneamente l’orologio attraverso la crioconservazione degli ovociti, ma questo ha dei limiti e non è sempre una soluzione ideale. Spesso le donne congelano le uova a un’età in cui la qualità delle uova sta diminuendo rapidamente o ha già superato il picco.

La fecondazione in vitro funziona per la maggior parte dei pazienti?

No.

Durante una fecondazione in vitro, uno spermatozoo e una cellula uovo vengono fecondati all’esterno del corpo e l’embrione o gli embrioni risultanti vengono trasferiti nell’utero (si parla di transfer di embrioni) .   Uno studio che ha coinvolto  8.194 persone provenienti da otto paesi, ha rilevato che  quasi il 90% degli adulti intervistati conosceva la fecondazione in vitro (IVF), ma meno di un quarto di loro sapeva delle possibilità di successo di questa tecnologia di riproduzione assistita.

Secondo il CDC il  tasso di successo complessivo per avere un figlio con una FIVET negli Stati Uniti è tra il 25 e il 29 percento.  Il costo è rilevante ( si parla di migliaia e migliaia di euro) ed è un percorso  stressante, emotivamente faticoso e fisicamente invasivo, che può portare i pazienti a posticipare il trattamento o abbandonarlo del tutto. I tassi di successo della fecondazione in vitro sono inoltre legati all’età. Le donne sotto i 35 anni hanno le migliori probabilità portare a termine la gravidanza (43 per cento). Dopo i 37 anni, i tassi di successo scendono drasticamente. Le donne di età compresa tra 41 e 42 anni hanno una probabilità di successo solo del  10%, mentre le donne di età superiore ai 44 anni hanno solo il 2% di possibilità.

Una volta  smessa  la pillola si può rimanere incinte velocemente

La risposta è “dipende”.

Da cosa? Da quanto tempo hai assunto la pillola e se l’hai assunta sempre senza interruzioni.

C’è chi dopo averla smessa torna subito ad ovulare e quindi torna ad essere fertile dal primo mese.

Ci sono altre donne invece le cui ovaie rimangono in uno stato “dormiente” per settimane o mesi.

In questi casi se dopo tre mesi non compaiono le mestruazioni, è bene rivolgersi al proprio ginecologo per valutare alcuni rimedi farmacologici che potrebbero aiutare a “sbloccare” la situazione.

Miti e falsità sul rimanere incinta

Le coppie che vogliono un bambino dovrebbero attendere almeno un anno prima di chiedere un consulto medico

No.

Innanzitutto non appena decidete di avere un  bambino fate gli esami preconcezionali (che sono gratuiti) e una visita ginecologica di controllo.

Iniziate ad assumere l’acido folico utilissimo fin da prima della gravidanza.

Gli studi dimostrano che molte coppie riescono a raggiungere la  gravidanza in pochi mesi di tentativi.

In assenza di problemi di fertilità,  il 60 per cento delle coppie sarà in attesa di un bambino entro i primi 3 mesi di tentativi, il 75 per cento entro sei mesi.

Se le donne superano i 36 anni di età sarebbe raccomandato fare accertamenti subito dopo i 6 mesi di tentativi non andati a buon fine.

Senza aspettare mesi ulteriori che potrebbero tradursi in tempo perso inutilmente.

Il giorno più fertile è  solo quello dell’ovulazione?

No.

Se monitorate la temperatura basale non dovete attendere il rialzo termico per avere rapporti perché in quel momento probabilmente è già troppo tardi.  

I giorni più fertili in assoluto sono i due che precedono l’ovulazione, e il giorno dell’ovulazione. Nei pochi giorni che precedono l’ovulazione vi è la presenza di muco fertile e il follicolo non è ancora scoppiato. Con i rapporti in questi giorni gli spermatozoi fanno in tempo a raggiungere le tube e attendere il rilascio dell’ovocita che, appena rilasciato, ha più probabilità di essere fecondato ( gli spermatozoi possono sopravvivere fino a 3-5 giorni nel corpo della dona dopo un rapporto). Ricordiamo che una volta scoppiato il follicolo, la cellula uovo rimane fecondabile almassimo per 12-24 ore. 

Se gli spermatozoi arrivano troppo tardi l’ovulo inizia a degenerare e perde la capacità di essere fecondato.

Se usate i test ovulazione il momento più fertile è da poco prima del picco LH  fino al picco stesso.

Dal picco LH all’ovulazione passano solo circa 17 ore (mentre ne passano circa 34 da quando l’LH comincia ad aumentare).

Se un uomo ha già avuto un figlio in passato non ha problemi di fertilità

Falso.

Il fatto che un uomo sia diventato padre in passato non significa che non avrà problemi ad averne in futuro.

Con gli anni l’uomo potrebbe aver guadagnato peso (l’obesità è nemica della fertilità) o ad esempio aver sviluppato patologie tiroidee, entrambe situazioni che possono minare la fertilità maschile.

Molti casi di infertilità di coppia sono a carico dell’uomo che quindi non deve esimersi dal fare degli esami di controllo, uno tra tutti lo spermiogramma).

Le coppie dovrebbero avere rapporti tutti i giorni  per massimizzare la probabilità di concepimento

Falso

Mentre un uomo è potenzialmente sempre fertile, la donna ha una finestra di fertilità ridotta ad alcuni giorni, durante i quali le coppie non hanno bisogno di avere rapporti tutti i santi giorni.

Un giorno sì e uno no è più che sufficiente soprattutto per dare tempo allo sperma di rigenerarsi e non arrivare ai giorni migliori con  spermatozoi immaturi  con ridotta capacità fecondante.

Alcune  posizioni durante il rapporto sessuale possono aumentare la probabilità di gravidanza 

No.

Non c’è una posizione (scientificamente provata) che favorisca una gravidanza o un particolare sesso del bambino concepito.

Non serve nemmeno stare con le gambe in alto dopo il rapporto.

Fate tutto con naturalezza senza forzature che introducono ansia e stress nella ricerca della gravidanza rendendola ancora più difficile.

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