PRP endometriale: cos’è e come può aumentare le probabilità di gravidanza

Scopriamo i benefici di una nuova tecnica rigenerativa per la PMA: il PRP (Plasma Ricco in Piastrine) applicato all'endometrio.

Negli ultimi dieci anni la medicina riproduttiva ha compiuto enormi progressi, offrendo nuove possibilità alle coppie che sognano una gravidanza ma non riescono a ottenerla.

Tra le tecniche più promettenti troviamo il PRP endometriale, una terapia rigenerativa che punta a migliorare l’endometrio (lo strato interno dell’utero), in modo da renderlo più favorevole all’impianto dell’embrione e aumentare così le probabilità di gravidanza.

Trattandosi di una procedura innovativa, proposta solo in alcune cliniche specializzate, è ancora poco conosciuta dai pazienti, che spesso ne sentono parlare per la prima volta in rete o nei Forum online. Vediamo quindi di cosa si tratta, come funziona e quando è indicato.

Cos’è il PRP

Il PRP (Platelet-Rich Plasma o Plasma Ricco di Piastrine) è un preparato autologo, ossia ottenuto dal paziente stesso che si sottoporrà al trattamento, che sfrutta le proprietà rigenerative delle piastrine contenute nel circolo sanguigno.

Per ottenerlo è sufficiente prelevare al paziente un campione di sangue, che viene centrifugato fino ad ottenere un concentrato di piastrine e fattori di crescita, ossia proteine in grado di:

  • promuovere la rigenerazione e la riparazione dei tessuti
  • stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni (angiogenesi)
  • ridurre l’infiammazione

Grazie alle sue caratteristiche, il PRP trova applicazione in diversi ambiti medici, tra cui anche la procreazione medicalmente assistita, dove viene utilizzato per migliorare la qualità e la ricettività dell’endometrio (lo strato interno dell’utero dove l’embrione si annida dopo la fecondazione): si parla in questi casi di PRP endometriale.

PRP endometriale: cos’è e come funziona

Applicato all’endometrio, il PRP può produrre importanti benefici ai fini della gravidanza, che è interessante vedere nel dettaglio.

Aumenta lo spessore dell’endometrio

Quando l’endometrio è troppo sottile (< 7mm), le probabilità d’impianto dell’embrione sono più basse. 

Studi clinici e metanalisi mostrano che il PRP è in grado di aumentare lo spessore endometriale, il che è correlato con una maggiore probabilità di impianto.

Aumenta la vascolarizzazione

Stimolando la formazione di nuovi vasi sanguigni, il PRP aumenta l’apporto di ossigeno e nutrienti all’endometrio, potenziando la sua capacità di supportare l’impianto dell’embrione.

Ha un’azione antinfiammatoria

Un endometrio infiammato ha difficoltà ad accogliere l’embrione.

Il PRP agisce riducendo l’infiammazione dei tessuti e rendendo l’ambiente meno “ostile” all’impianto.

Favorisce l’adesione dell’embrione

Gli studi dimostrano che il PRP può aumentare l’espressione di molecole che favoriscono l’adesione dell’embrione all’endometrio, migliorando le probabilità di impianto.

A chi è consigliato il trattamento con PRP endometriale

Il PRP endometriale trova indicazione soprattutto nei seguenti casi:

  • endometrio sottile o refrattario (insensibile alla stimolazione ormonale);
  • sindrome di Asherman (presenza di cicatrici nella cavità uterina);
  • endometrite cronica (infiammazione persistente dell’endometrio);
  • fallimenti di impianto ripetuti.

Come si svolge il trattamento: esempio pratico

Attualmente non esiste un protocollo universale, per cui le modalità di trattamento con il PRP endometriale potrebbero variare da centro a centro. Qui vi presentiamo una delle possibili opzioni.

1. Valutazione preliminare

Innanzitutto verrà effettuata una visita iniziale, per valutare la storia clinica completa della paziente, inclusa:

  • età
  • condizioni di salute
  • precedenti terapie
  • eventuali fallimenti PMA

Inoltre verranno effettuati alcuni esami, come:

  • ecografia transvaginale, possibilmente 2D/3D, per valutare l’ecostruttura ovarica e uterina, il flusso vascolare e lo spessore endometriale.
  • esami ormonali (FSH, LH, AMH, estradiolo) per valutare riserva ovarica

2. Preparazione del PRP

Per ottenere il plasma ricco in piastrine, si procede come segue.

  • Si preleva un campione di sangue della paziente
  • Il sangue prelevato viene centrifugato per separare il plasma dai globuli rossi e ottenere il PRP.
  • La centrifugazione determina la liberazione e l’attivazione dei fattori di crescita.

3. Applicazione del PRP

Avviene il giorno stesso del prelievo. Il PRP può essere applicato a livello dell’endometrio con diverse modalità, ma sempre in regime ambulatoriale e senza bisogno di anestesia. La scelta della procedura più adatta viene concordata caso per caso.

Infusione intrauterina

L’infusione intrauterina di plasma ricco in piastrine avviene attraverso un sottile catetere che viene introdotto all’interno della cavità uterina per via transvaginale (ossia in vagina).

L’applicazione può essere ripetuta più volte nella stessa seduta o a distanza di giorni, poco prima del transfer.

Infiltrazione subendometriale per via isteroscopica

L’infiltrazione subendometriale di PRP per via isteroscopica consiste nell’iniettare il plasma ricco di piastrine appena sotto lo strato endometriale, utilizzando un ago molto sottile.

L’ago viene fatto passare attraverso l’isteroscopio, uno strumento che – introdotto attraverso la vagina e la cervice – consente di visualizzare direttamente la cavità uterina e guidare la procedura in modo preciso e sicuro.

4. Follow-up

Dopo la terapia, l’endometrio viene monitorato attraverso ecografie periodiche, eseguite per via transvaginale.

Questi esami servono a valutare le modificazioni dell’endometrio in termini di:

  • spessore,
  • struttura (aspetto trilaminare),
  • vascolarizzazione.

Se queste condizioni sono considerate favorevoli, si programma il transfer embrionale.

In caso contrario, il ciclo di fecondazione in vitro può essere cancellato o si può decidere di ripetere la procedura, associando eventuali trattamenti aggiuntivi.

Il PRP endometriale aumenta il successo della PMA?

Gli studi mostrano che le pazienti trattate PRP endometriale presentano:

  • un aumento significativo dello spessore endometriale
  • un miglioramento della ricettività endometriale
  • una crescita del tasso di impianto

La procedura appare sicura: gli effetti collaterali sono pochi o assenti, anche se i dati a lungo termine sono ancora pochi.

D’altra parte, dalla letteratura scientifica emerge anche che, attualmente, non esiste un protocollo standard per l’applicazione del PRP e ciò rende difficile confrontare i risultati dei diversi studi.

Anche per questo, ad oggi non è possibile stabilire con certezza quali siano le pazienti che possono ottenere il massimo beneficio da questa terapia (ad es. in termini di età, caratteristiche dell’endometrio o numero di fallimenti precedenti).

In conclusione

Se sei una donna con problemi di fertilità e stai valutando di sottoporti a un trattamento con PRP endometriale, dovresti tenere presente che:

  • gli studi mostrano che può migliorare lo spessore e la qualità dell’endometrio, il tasso di impianto e il tasso di gravidanza;
  • i risultati possono variare da donna a donna e da centro a centro. In generale, comunque, meglio diffidare di chi ti garantisce il successo al 100%;
  • prima di sottoporti alla procedura, informati bene sull’efficacia e sui pro e contro della terapia nel tuo singolo caso;
  • ricorda che il costo del trattamento varia da centro a centro e generalmente non è coperto dal Sistema Sanitario Nazionale;

Fonti

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