Negli ultimi anni, il concetto di Cycle Syncing (sincronizzazione del ciclo) ha scalato le classifiche dei trend social, promettendo di rivoluzionare il fitness femminile. Ma allenarsi seguendo le fasi ormonali migliora davvero i risultati o è solo un mito?
Indice
Cos’è il Cycle Syncing
Il Cycle Syncing consiste nell’adattare la routine di allenamento, la dieta e lo stile di vita alle fluttuazioni ormonali che avvengono nelle diverse fasi del ciclo mestruale.
L’idea di base è quella di non pretendere dal corpo la stessa energia ogni giorno del mese, ma imparare a riconoscere i propri ritmi biologici e modulare l’allenamento di conseguenza.
Come sincronizzare le sessioni di allenamento al ciclo mestruale
In media, ogni 28-29 giorni (ma la durata del ciclo può variare molto da donna a donna), il corpo attraversa quattro fasi che possono influenzare il modo in cui il corpo risponde a una stessa sessione di allenamento.
Fase mestruale (giorni 1-5/7 circa)
Sono i giorni del flusso: in questa fase gli estrogeni sono al minimo e l’energia percepita è solitamente più bassa. Possono essere presenti disturbi come gonfiore, crampi addominali, mal di testa o mal di schiena.
Come allenarsi
In questa fase può essere utile puntare sul recupero attivo e scegliere attività rigeneranti e a basso impatto come yoga, pilates, stretching, camminata o pedalata leggera. Se senti il bisogno di riposare, ascolta il tuo corpo e sospendi momentaneamente gli allenamenti.
Fase follicolare (giorni 8-13 circa)
È la fase che va dalle mestruazioni all’ovulazione. In questo periodo gli estrogeni iniziano a salire e molte donne possono sentirsi più energiche, motivate e disponibili all’allenamento.
Alcune ricerche indicano che allenarsi con carichi maggiori durante la fase follicolare potrebbe favorire maggiormente lo sviluppo di forza e massa muscolare rispetto alla fase luteale, ma le prove non sono definitive e la risposta resta molto individuale.
Come allenarsi
Generalmente è il momento ideale per intensificare il workout, perché il corpo tende a recuperare più velocemente. Ottimi gli allenamenti dinamici come camminata veloce, nordic walking, mountain climber, G.A.G. o total body, o sessioni cardio come corsa e nuoto.
Fase ovulatoria (giorni 14-17 circa)
È spesso la fase di maggiore energia, con estrogeni e testosterone al massimo livello.
Come allenarsi
Se ti senti bene e sei già abituata a quel tipo di allenamento, può essere un buon momento per sessioni più intense, come HIIT, spinning, kickboxing o allenamenti di forza con carichi più alti. Attenzione però alla tecnica, perché secondo alcuni studi gli ormoni potrebbero aumentare temporaneamente la lassità dei legamenti.
Fase luteale (giorni 18-28 circa)
Dopo l’ovulazione il progesterone sale e la temperatura corporea aumenta: questo può contribuire a rendere più faticosi gli allenamenti prolungati.
Come allenarsi
In questa fase potrebbe essere utile ridurre gradualmente l’intensità e scegliere allenamenti di forza moderata (ottimi gli esercizi per le gambe) o cardio leggero. Con l’avvicinarsi delle mestruazioni, potresti sentirti più stanca, gonfia o irritabile: prediligi movimenti dolci e non forzare se hai bisogno di riposo.
In generale, un’attività fisica regolare può aiutare a sostenere energia e umore. Per alleviare la sensazione di gonfiore, possono essere utili inoltre brevi camminate e alcune posizioni di yoga che favoriscono il rilassamento addominale e la mobilità intestinale.
Quali sono i benefici attesi…
Secondo i suoi sostenitori, adattare l’allenamento in base alle diverse fasi ormonali del ciclo permetterebbe di:
- diventare più consapevoli dei ritmi del proprio corpo;
- ridurre lo stress, evitando sforzi eccessivi quando si ha più bisogno di recupero;
- migliorare la performance, spingendo al massimo solo quando si ha il “carburante” ormonale giusto;
- stabilizzare l’umore, gestendo meglio i cali di energia.
… e quelli reali!
Nonostante il fascino del Cycle Syncing, la ricerca scientifica invita alla cautela. Secondo una revisione critica citata da ELAV, attualmente non esistono prove solide che una programmazione basata sul ciclo migliori la performance atletica più di un allenamento tradizionale ben strutturato.
Ecco i limiti principali emersi dagli studi:
- molte donne hanno un ciclo irregolare o diverso dal classico ciclo di 28-29 giorni, che rende difficile seguire una tabella rigida;
- le differenze di energia tra le diverse fasi possono essere minime e variano da donna a donna;
- fattori come stress, sonno e alimentazione contano spesso molto più del giorno del ciclo;
- se si utilizza la pillola o altri contraccettivi ormonali che sopprimono l’ovulazione, gli ormoni naturali sono sostituiti da quelli sintetici e il cycle syncing è meno applicabile.
La chiave è l’ascolto
In sostanza, il cycle syncing non dovrebbe essere vissuto come un dogma, ma come uno strumento di empowerment: imparare ad ascoltare le variazioni di energia del proprio corpo permette di autoregolare il carico e può aiutare a ridurre il rischio di burnout o infortuni.
Se ti senti carica e motivata anche durante i giorni del flusso, non c’è alcun motivo per rinunciare a una sessione di esercizi più intensi, così come non è un errore saltare un giorno di palestra perché il tuo corpo ti chiede di riposare.
Il cycle syncing può quindi essere utile se diventa uno strumento per sintonizzarti su te stessa. Diventa meno utile, invece, quando viene trasformato in uno schema rigido che impone quali esercizi fare o non fare in ogni fase del mese.
La vera sincronizzazione non avviene seguendo una tabella di allenamenti, ma attraverso un ascolto più consapevole del tuo corpo.
Fonti
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