Il preservativo femminile: esiste ma costa ancora troppo. La Campagna Paper Dolls

Si parla spesso di preservativo femminile come di un oggetto futuristico senza sapere che  è presente sul mercato da almeno 20 anni e che continua a subire innovazioni per megli adattarsi alle esigenze di chi lo usa. Ne esistono anche di diversi tipi  anche perchè la domanda è in continua crescita.

I vantaggi sono tanti: protezione da gravidanze indesiderate, da infezioni trasmissibili sessualmente come l’HIV, senza privare i due partner del piacere sessuale. Può essere inserito in vagina prima del rapporto sessuale e quindi senza interrompere il momento di intimità.

Altro vantaggio è  che la donna in questo modo diventa autonoma  da ogni negoziazione sull’uso della contraccezione  e quindi meno vulnerabile.

E’ statto sperimentato con impressioni positive da entrambi i partner ma attualmente  non è disponibile su scala internazionale ed è ancora molto costoso.

Per questo motivo  alcune organizzazioni non governative hanno dato vita  al Programma di accesso universale al condom femminile (UAFC: Universal Access to Female Condom) che ha avviato due progetti pilota in Nigeria e in Camerun.

Il programma è iniziato nel 2008 come risposta alla necessità di attuare una pianificazione famigliare e una prevenzione dall’HIV. Spesso queste necessità sono di estrema importanza nei paesi africani.Ecco il perchè dei progetti pilota nei due stati sopra citati.

Allo stato attuale delle cose il preservativo femminile, nonostante  gli studi abbiano confermato alti livelli di accettabilità, rimane inaccessibile sia per gli alti costi (30 volte il prezzo del preservativo maschile!!!) che per l’offerta limitatissima e irregolare.

Scopo del progetto è anche quello di diminuire le gravidanze indesiderate e di conseguenza i casi di mortalità materna, diminuire il numero di malattia a trasmissione sessuale, e promuovere la parità di genere e uqindi dare più forza alle donne.

In Nigeria e Camerun si sono già ottenuti buoni risultati . Il preservativo è stato accettato come  strumento che permette di esercitare i propri diritti sessuali e riproduttivi.

Sono stati resi disponibili a un pirezzo accettabile e la loro domanda è aumentata.

Visto il successo di questo primo progetto e in occasione della Giornata mondiale della popolazione svoltasi l’11 luglio AIDOS, Associazione italiana donne per lo sviluppo, lancia la campagna “Paper Dolls” per far conoscere un metodo efficace di family planning: il preservativo femminileSi tratta di una campagna che riguarda i paesi meno avanzati ma che può essere utile anche nel nostro.

Protagoniste della campagna sono 4 bambole, le Paper Dolls: Zawadi (che in Swahili significa dono) e i suoi tre amici: Juan, Aurora e Sookjay che viaggiano per tutto il mondo spiegando l’importanza del preservativo femminile.

Per informazioni :aidos.it

Foto: http://www.aidos.it/

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