Ho l’endometriosi: posso rimanere incinta?

endometriosi infertilità

Una donna che soffre di endometriosi, ha già compiuto un passo importante, ha ricevuto una diagnosi che individua un problema, che è prima di tutto un problema di salute, ma che interessa anche la sua fertilità.

Può avere un bambino?  La risposta sì, ma potrebbe essere più difficile.

L’endometriosi è una delle malattie ginecologiche più comuni ed è una delle principali cause di infertilità.

Secondo i dati del Ministero della Salute in Italia il 10-15% delle donne in età fertile soffre di endometriosi. L’endometriosi inoltre è presente nel 30-50% delle donne infertili.

La diagnosi avviene maggiormente nella fascia di età tra i 25 e i 35 anni.

Infertilità per endometriosi

Una coppia si definisce infertile quando la gravidanza non arriva dopo un anno di rapporti mirati e regolari. Si stima (fonte ESHRE) che il 60-70% delle donne con endometriosi sia  fertile, può rimanere incinta spontaneamente e avere figli.

In caso di endometriosi i problemi di fertilità emergono quando il tessuto endometriale cresce al di fuori dell’endometrio  e interferisce con la funzionalità degli organi riproduttivi.

Quando il tessuto endometriale avvolge le ovaie, può bloccare il rilascio degli ovociti,
può impedire agli spermatozoi di risalire le tube di Falloppio,  può anche impedire a un ovocita fecondato di attraversare le tube e arrivare all’utero…

L’endometriosi può interferire anche con l’equilibrio ormonale  e alterare la recettività dell’endometrio.

Non ci sono prove  evidenti che  trattamenti ormonali o trattamenti alternativi  aumentino le possibilità di una gravidanza spontanea nelle donne con endometriosi.

Non esiste nemmeno  la migliore opzione per aiutare le donne infertili con endometriosi a rimanere incinta.

La decisione su quale strada percorrere, chirurgica,  fecondazione assistita  o entrambe…  dovrebbe essere prese in base alla gravità della malattia, in base al parere del medico e anche alle  preferenze della paziente.
Non ci sono infine  prove che le donne con endometriosi abbiano un rischio maggiore di complicanze in gravidanza (difetti alla nascita, aborti spontanei), ma in caso di gravidanza è sempre importante informare il ginecologo che si soffre di questa patologia.

Trattamento chirurgico in caso di endometriosi e fertilità

Gli studi hanno dimostrato che la rimozione  chirurgica delle lesioni endometriosiche  può migliorare la possibilità di gravidanza spontanea nelle donne con endometriosi peritoneale.

E  in caso di endometrioma ovarico?

La chirurgia è ancora una delle opzioni per aumentare le possibilità di gravidanza spontanea. In  questo caso  però l’intervento può provocare danni alle ovaie. Bisognerà valutare con il medico il rapporto rischio-beneficio.

Non ci sono invece prove  evidenti che la chirurgia migliori  i tassi di gravidanza spontanea nelle donne con endometriosi profonda.

La fecondazione assistita in caso di endometriosi

La fecondazione assistita è un’opzione  da prendere in considerazione per aumentare le possibilità di gravidanza?
Per le donne che soffrono di questa patologia e non riescono a rimanere incinte sì, la PMA è una possibilità da considerare. Può essere una “semplice ” IUI ( nei  casi di endometriosi lieve o moderata)  o un trattamento un po’ più invasivo  come la FIVET (nei casi di endometriosi più grave).

Nell’inseminazione intrauterina (IUI), l liquido seminale del partner  pre-trattato, viene trasferito nell’utero  attraverso un cateterino, nei pressi dell’ovulazione, ovulazione  che viene monitorata attraverso esami ormonali ed ecografie.

La IUI può anche essere effettuata durante un ciclo di stimolazione ovarica controllata, per indurre l’ovulazione nella donna.

Alcuni studi hanno dimostrato che eseguire l’inseminazione intrauterina con la stimolazione ovarica controllata entro 6 mesi dall’intervento chirurgico, potrebbe aumentare le possibilità di gravidanza.

L’inseminazione intrauterina non è un’opzione da considerare quando:

  • la donna ha una funzionalità tubarica compromessa (tube chiuse)
  • il partner della donna ha problemi di fertilità (ad esempio basso numero di spermatozoi)
  • ha già eseguito altre IUI non andate a buon fine

Molte donne con endometriosi moderata o grave devono invece ricorrere alla fecondazione in vitro per poter avere una gravidanza. Potrebbe trattarsi di una FIVET o di una ICSI.

Ci sono alcune evidenze che raccomandano  l’assunzione di un agonista del GnRH per un periodo da 3 a 6 mesi prima del trattamento con fecondazione in vitro, perché  migliora le possibilità di gravidanza.

Trattamenti alternativi

Il trattamento medico e chirurgico dell’endometriosi è stato ampiamente studiato e viene utilizzato nella pratica clinica.

Dato che questi trattamenti hanno dei limiti, alcune donne preferiscono esplorare altre strade,  fatte di terapie complementari e alternative. Esempi  di queste metodiche alternative sono l’agopuntura, la psicoterapia,  particolari regimi  nutrizionali,  riflessologia, omeopatia, medicina cinese,  fitoterapia, …

Alcune di queste strade possono essere utili  alla donne con endometriosi per ridurre il dolore pelvico, e migliorare la qualità della loro vita.

Non esistono attualmente studi  di qualità che dimostrino che una certa terapia alternativa  è efficace e non dannosa per il paziente.

Tuttavia, il gruppo di lavoro delle linee guida ESHRE riconosce che alcune donne che usano
trattamenti complementari e alternativi possono trarne beneficio, nel senso che hanno riscontrato  un miglioramento  della qualità di vita e affrontano meglio  i sintomi dell’endometriosi.
È importante pertanto informare sempre il medico se si sta utilizzando un trattamento complementare o alternativo, per avere ulteriori informazioni.

Fonti:

Ministro della salute

Guideline on the management of women with endometriosis

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Elena

Biologa ad indirizzo fisiopatologico, laureata con lode all’Università di Padova, nel 2007 dopo il primo “mi spiace non c’è più battito”, con mio marito diamo vita a Periodofertile.it, un punto di informazione e di incontro per donne e mamme.
Nel 2019 ho conseguito il Master di II livello presso l'Università di Padova in Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e Scienze della Riproduzione Umana.