Dopo il transfer di un embrione cosa fare o non fare?

Cosa si può fare e non fare dopo il transfer embrionario? Una domanda comune fra le donne che si sottopongono a un trattamento di fecondazione assistita.

“Il trasferimento dell’embrione – spiega Silvia Colamaria ginecologa responsabile del trattamento Pma presso il centro GeneraLife di Roma –  rappresenta la fase finale di un trattamento di fecondazione assistita ed è il momento che molto probabilmente genera più ansie nelle coppie, che spesso si domandano quello che possono e non possono fare subito dopo questo step molto importante. Immediatamente dopo il transfer, spesso quando sono ancora sul lettino della sala operatoria, le pazienti mi domandano se possano scendere normalmente, se debbano rimanere ferme a letto in clinica o in casa. Quello che è bene ricordare è che l’impianto dell’embrione è qualcosa che dipende molto poco dalla nostra volontà”.

Cosa non si può fare dopo un transfer di embrione?

“Nonostante questo, ciò che suggerisco dopo un transfer embrionario – prosegue la dottoressa Colamaria – è di evitare l’utilizzo del motorino, bicicletta per le sollecitazioni meccaniche che potrebbero far contrarre la pancia, evitare gli sport intensi, soprattutto quelli che prevedano saltelli, traumatismi meccanici, o anche di sollecitazione degli addominali (incluso yoga e pilates); evitare di sollevare pesi per la stessa ragione, anche i bagni caldi, o le terme, le saune è qualcosa che è sconsigliabile nei giorni successivi. Inoltre consiglio di evitare rapporti sessuali fino al momento dell’esame delle beta Hcg”.

Cosa si può fare dopo un transfer di embrione?

“A parte un paio di giorni successivi a riposo è assolutamente possibile riprendere a lavorare, fare passeggiate, effettuare dei trattamenti estetici inclusi massaggi alle gambe, è bene solo evitare la regione addominale. Quindi, in conclusione, è opportuno continuare a fare la propria vita normale e questo, secondo me, ci permette anche di distogliere un pò l’attenzione dall’esito e di vivere il tutto in maniera più serena possibile”.

 

Utili consigli nutrizionali

Infine, qualche consiglio nutrizionale: “L’alimentazione – spiega Gemma Fabozzi, embriologa e nutrizionista responsabile del centro B-Woman di Roma – deve essere volta allo stimolo e drenaggio del fegato, affaticato dopo l’assunzione dei farmaci, e al sostegno della crescita dell’endometrio, cruciale per l’impianto dell’embrione.

In quest’ottica sarà importante l’impiego di alimenti che aiutano il microambiente intestinale poiché numerosi studi hanno dimostrato la correlazione tra microbiota intestinale e uterino come ad esempio cibi fermentati fonti di probiotici (es. yogurt intero, kefir, tè kombucha) e prebiotici (derivati soprattutto dalle fibre vegetali come l’inulina, es. germe di grano, aglio, cipolla, porri, tarassaco).

Inoltre, è fondamentale l’impiego di alimenti anti-infiammatori ed antiossidanti come l’ananas (da consumare rigorosamente con la parte centrale ricca di bromelina), spezie come la curcuma e pesce azzurro. Evitare tutto ciò che può essere proinfiammatorio come gli zuccheri semplici, la carne rossa e in alcuni casi specifici anche latticini e glutine in modo da non perturbare l’ambiente uterino, e prediligere cibi che migliorano il microcircolo come i frutti rossi ricchi di flavonoidi (es. fragole, mirtilli e melagrana)”.

Gestire l’attesa

E dal punto di vista dell’atteggiamento mentale?

Ce ne parla Federica Faustini, psicologa e psicoterapeuta del centro B-Woman: “E’ scientificamente dimostrato che il periodo di attesa delle βhCG, rappresenti il momento più stressante dell’intero percorso di Pma – assicura – ecco allora alcuni piccoli suggerimenti per gestire al meglio ansia e stress:

  • non focalizzarsi sui sintomi fisici né tantomeno provare ad interpretarli;
  • decidere dove si vorrà essere il giorno in cui usciranno i risultati, con chi e da chi si vorrà ricevere la notizia;
  • decidere in che modo condividere la notizia con gli altri: sarebbe opportuno trovare un modo che minimizzi pressioni e attese, ad esempio mandando un semplice messaggio qualora l’esito dovesse essere negativo e non si voglia parlarne;
  • ove possibile liberare l’agenda da obblighi e costrizioni, facendo qualcosa di bello per se;
  • pensare al piano B: qualora dovesse verificarsi un insuccesso, è importante pianificare con il partner il prossimo step, che potrebbe essere prendersi un pò di tempo prima di ricominciare un nuovo ciclo programmando qualcosa di piacevole che sia totalmente esterno al controllo e alla pianificazione medica;
  • rivalutare la situazione in un’ottica più positiva: molti studi dimostrano che pensare più agli aspetti positivi di una situazione difficile e concentrarsi meno sui problemi o incertezze per il futuro, aiuti le persone a sentirsi meglio”.