Fecondazione assistita: da cosa dipendono i fallimenti?

Il problema delle statistiche di successo della PMA è davvero complesso perché le percentuali dipendono da molti fattori. Vediamo quali.

Con questo articolo vogliamo rispondere a tante lettrici che hanno intrapreso un percorso di fecondazione assistita senza successo e che ci scrivono chiedendoci il motivo per cui il trattamento non è andato a buon fine.

Il problema delle statistiche di successo della PMA è davvero complesso perché le percentuali di riuscita dei trattamenti dipendono da molti fattori. Per questa ragione, anche i migliori centri di fecondazione assistita non possono garantire alle coppie una gravidanza sicura al 100%. Vediamo perché.

Fattori che influenzano le probabilità di successo della PMA

Età della paziente

Come avviene per il concepimento naturale, anche le probabilità di successo della fecondazione assistita sono influenzate dall’età femminile e calano drasticamente dopo i 40 anni.

Malattie concomitanti

Problemi come anomalie dell’utero (anatomiche o funzionali), alterazioni della coagulazione, malattie autoimmuni, endometriosi e patologie sistemiche possono diminuire le percentuali di gravidanza.

Stato di fertilità

Il ricorso a dosaggi ormonali (FSH, E2, AMH) e all’ecografia dei follicoli antrali possono essere di aiuto per valutare la riserva ovarica residua e l’eventuale risposta al trattamento.

Protocollo di stimolazione

Più il protocollo è personalizzato e non “standard”, migliori sono le percentuali di successo.

Tempistiche del transfer

Il transfer dell’embrione può essere realizzato subito dopo la stimolazione o su ciclo fisiologico con congelamento embrionale. In genere, la seconda opzione dà maggiori percentuali di successo in quanto l’endometrio risulta essere maggiormente recettivo per l’impianto, pur non avendo subito una stimolazione.

Stadio embrionario

Il trasferimento allo stadio di blastocisti (5-6° giorno di sviluppo in vitro) offre qualche punto percentuale in più in termini di successo rispetto al transfer di embrione in terza giornata, perché consente di trasferire in utero ciò che anche normalmente dovrebbe stare in questa sede.

Diagnosi preimpianto

La diagnosi preimpianto per evidenziare la presenza di anomalie cromosomiche negli embrioni prima del transfer rappresenta una tecnica in grado di aumentare le percentuali di gravidanza, di ridurre significativamente gli aborti spontanei e, soprattutto, di migliorare il “time to pregnancy, ossia il tempo impiegato per arrivare a una gravidanza a termine.

Maschera di ricerca dei centri PMA

In conclusione

Per i motivi sovraesposti, le percentuali di successo della PMA non possono essere generalizzate ma, al contrario, devono essere personalizzate su ogni singolo caso. Sarà quindi compito del centro di fecondazione assistita (e del ginecologo curante) esporre questo tipo di statistiche alla coppia prima di iniziare il percorso di PMA e stabilire in base ad esse il piano di trattamento ottimale.

Fonti

  • Society for Assisted Reproductive Technology, Success rates (non datato). [Ultimo accesso: febbraio 2024]