Alimentazione e PMA: come favorire l’attecchimento dell’embrione

Cosa mangiare prima e dopo il transfer per migliorare la qualità degli ovociti, favorire l'impianto dell'embrione e promuovere una gravidanza sana.

Per aumentare le probabilità di successo di un trattamento di procreazione medicalmente assistita (PMA), è importante che la coppia affronti tutto il percorso con un’adeguata “preparazione”, raggiungendo e mantenendo condizioni fisiche che possano favorire un buon risultato della procedura. 

Nello specifico, in un percorso di PMA, seguire una corretta alimentazione prima e dopo il transfer ha essenzialmente tre obiettivi: 

  • produrre ovociti e spermatozoi di buona qualità;
  • creare un ambiente ottimale per l’attecchimento dell’embrione e per lo sviluppo di una gravidanza sana;
  • ridurre gli effetti collaterali di una terapia ormonale ad alto dosaggio.

Poiché la piena maturazione degli ovociti avviene in circa 90 giorni e quella degli spermatozoi in circa 85, la preparazione dovrebbe iniziare almeno tre mesi prima del ciclo.

Ovviamente, quando si è in lista d’attesa per un trattamento di PMA, è difficile che si venga avvisati con tutto questo anticipo dell’inizio della procedura, ma nulla vieta di seguire un corretto stile di vita e una sana alimentazione anche per periodi più lunghi… non potrà che far bene!

Dieta e PMA: gli alimenti consigliati e quelli da evitare

I consigli per la donna

In generale, in vista di un trattamento di fecondazione assistita è opportuno astenersi dal consumo di alcolici, poiché non esiste una dose di alcol considerata sicura per il feto, e questo vale anche per tutta la gravidanza e l’allattamento.

È invece essenziale mantenere una buona idratazione, bevendo non meno di 2 litri di acqua al giorno

Inoltre è bene evitare l’eccesso di zuccheri (che non dovrebbero superare il 15% delle kcal totali giornaliere), smettere di fumare (stesso discorso già fatto per l’alcol) e moderare il consumo di nervini (tè, caffè, cola e tutti gli alimenti e le bevande che contengono caffeina, teina, teobromina e altre sostanze eccitanti).

Più in generale, è consigliabile mantenere un’alimentazione a basso indice e carico glicemico, in modo da evitare una sovrapproduzione di insulina che può inficiare la qualità degli ovuli. È opportuno, quindi, consumare cereali integrali, verdure, legumi (se danno problemi di gonfiore si possono utilizzare le versioni decorticate o passarli), frutta con la polpa e, laddove possibile, con la buccia ben lavata (meglio ancora se biologica…ma ben lavata comunque).

È poi importante consumare alimenti ricchi di antiossidanti come frutta e verdura, dando via libera ai colori: arancione, verde, rosso, viola. Ovviamente che siano colori naturali e non dovuti alla presenza di coloranti alimentari, come accade per alcune bibite o succhi di frutta.

In ultimo, ma non per importanza, è essenziale assumere i cosiddetti “grassi buoni”, che possiamo trovare in yogurt intero (ovviamente bianco, quelli alla frutta o comunque con un sapore diverso da quello naturale sono ricchi di zuccheri), frutta secca, semi e olio extravergine di oliva. Inoltre, anche le uova sono ottime fonti di grassi ai fini di una buona produzione di ovociti.

I consigli per l’uomo

Le stesse raccomandazioni alimentari valgono anche per l’uomo, allo scopo di favorire una buona produzione di spermatozoi

In particolare, è importante sottolineare che – secondo i dati ISTAT del 2020 – il consumo di alcol è maggiore negli uomini che nelle donne. Poiché nessuno studio, al momento, ha mai dimostrato quale sia la quantità minima di alcol priva di rischi per l’organismo, in una situazione delicata come una procedura di procreazione medicalmente assistita, il consiglio è quello di astenersi completamente dall’assunzione di alcol.

Maschera di ricerca dei centri PMA

Cosa mangiare prima e dopo il transfer?

Un ciclo di procreazione medicalmente assistita si compone, grossomodo, di tre fasi: 

  1. Stimolazione ovarica, ossia quella parte della procedura in cui le ovaie femminili vengono stimolate per produrre gli ovociti da fecondare.
  2. Pick up, che rappresenta la fase in cui gli ovociti vengono prelevati dalle ovaie.
  3. Transfer, che consiste nel trasferimento degli ovociti fecondati nell’utero femminile.

A queste prime tre possiamo aggiungere una quarta fase, quella di post transfer, dovendo occuparci anche della qualità dell’ambiente ospitante, in modo da favorire l’impianto dell’embrione e ottenere che la gravidanza prosegua nel migliore dei modi.

Vediamo quindi quali alimenti sono consigliati per ognuna di queste fasi e, in particolare, cosa mangiare dal momento della stimolazione ovarica fino a dopo il transfer, per favorire l’attecchimento dell’embrione.

1. Stimolazione ovarica (fase follicolare del ciclo)

È il periodo in cui l’ovocita giunge a maturazione. Se fino ad ora è stata consigliata un’alimentazione che potesse limitare al massimo situazioni infiammatorie, in questo periodo è preferibile consumare:

  • proteine magre, senza abusare di quelle animali;
  • alimenti contenenti antiossidanti, in particolar modo di colore arancione per la presenza di beta carotene;
  • alimenti ricchi di fosfolipidi, come tuorlo d’uovo, yogurt intero e arachidi;
  • frutta secca e semi oleosi;
  • pesce azzurro, a una cottura che non superi i 100-110°C per limitare il deterioramento degli omega 3 contenuti;
  • occasionalmente burro, ma che sia di buona qualità. 

2. Pick-up (prelievo degli ovociti) 

In questa fase è importante mantenere una buona regolarità intestinale, poiché la stipsi potrebbe rendere difficile il prelievo. 

Importanti sono, quindi, gli alimenti ricchi di magnesio, come:

  • legumi, preferendo le versioni decorticate per non rischiare di infiammare l’intestino;
  • frutta secca, soprattutto mandorle e noci;
  • cereali integrali, che con la loro discreta produzione di serotonina aiutano anche a mantenere il buon umore (visto che in queste situazioni l’ansia la fa da padrona!);
  • ortaggi a foglia verde, soprattutto rucola, lattuga, radicchio verde e spinaci

Da consumare anche alimenti contenenti vitamina C, per sostenere il sistema immunitario durante e dopo il prelievo, come agrumi, kiwi, carote e frutti di bosco

3. Transfer (trasferimento degli embrioni in utero) 

Nella fase del transfer, è importante che vi sia un buon afflusso di sangue all’utero, per supportare l’impianto dell’embrione e l’inizio della gravidanza.

Un ruolo importante è rivestito da:

  • zuppe e stufati
  • cibi fermentati (yogurt, kefir, skir, crauti)
  • frutti di bosco
  • agrumi
  • pesce azzurro

Importanti anche i cibi ricchi di ferro, come cavolini di Bruxelles, spinaci, mandorle e fichi secchi, associati ad una fonte di vitamina C.

Da evitare invece un eccesso di glutine e carne rossa. Inoltre, sarebbe bene limitare al massimo il consumo di zuccheri semplici e di cibi industriali, assumere non più di 2 caffè al giorno e astenersi da fumo e alcol

4. Post transfer (dal trasferimento al test di gravidanza)

Si tratta delle due settimane più lunghe nella vita di una coppia alla ricerca di un figlio: l’attesa prima di fare il test e di scoprire se la gravidanza si è avviata. 

Due sono i fattori importanti: 

  1. mantenere l’ambiente uterino il più ospitale possibile e sostenerne il rivestimento (endometrio), affinché si ispessisca adeguatamente;
  2. cercare di non lasciarsi travolgere dall’ansia e dallo stress, ma cercare di mantenere il buon umore.

Cosa mangiare quindi per favorire l’attecchimento dell’embrione?

Il consiglio è quello di continuare con cereali integrali, frutta e verdura di tutti i colori e alimenti ricchi di ferro, per promuovere il flusso sanguigno e l’impianto dell’embrione. Le alghe sono una buona fonte di vitamine del gruppo B. Inoltre è bene non farsi mai mancare la frutta secca

Al contrario, è opportuno evitare cibi spazzatura, carboidrati raffinati (se proprio non se ne può fare a meno, associarli a una bella porzione di verdura), grassi saturi, caffeina e stimolanti.

Esempi di dieta per PMA

In rete è facile trovare esempi di diete per chi si deve sottoporre a un ciclo di PMA. All’interno dei forum, inoltre, spesso le utenti si scambiano consigli alimentari e modelli di diete ricevuti presso il proprio centro di PMA.

Queste pratiche – così come le diete fai da te – sono assolutamente da evitare, perché un’errata alimentazione potrebbe inficiare l’intera procedura, portando malnutrizione o infiammazione sistemica.

L’alimentazione è come un vestito che deve essere cucito addosso e proprio per questo non esiste un modello di dieta che possa andar bene per tutti.

Nel caso della fecondazione assistita, più informazioni si hanno sulle coppie, o meglio, sulle singole persone che si rivolgono a questa procedura, più precisi e mirati saranno i consigli alimentari finalizzati al successo della fecondazione assistita.

Possono esserci infatti mille motivi per cui una coppia ha difficoltà a concepire e si rivolge quindi ad un centro di PMA.

Dieta chetogenica e dieta iperproteica

Molto spesso si sente parlare di diete chetogeniche in preparazione alle procedure di fecondazione assistita. Si tratta di un protocollo molto diffuso che ha discreti risultati, ma che è molto delicato e non adatto a tutti. Ancora di più, vale il discorso fatto in precedenza sul vestito da indossare: la dieta chetogenica deve essere elaborata, calcolata e misurata sulla singola persona.

Innanzitutto sfatiamo un mito: non si tratta di una dieta iperproteica. Sì, esistono delle diete chetogeniche iperproteiche, ma non sono salutari e ancor meno possono esserlo prima di un trattamento di PMA.

Una dieta chetogenica “fatta bene” è normoproteica e il quantitativo di proteine è calcolato sul singolo individuo. In assenza di controindicazioni, questo tipo di dieta può sicuramente essere utile prima di un ciclo di PMA, in caso di obesità o forte sovrappeso, così come in presenza di insulino-resistenza o dislipidemie. Si tratta di diverse situazioni che causano infiammazione e l’infiammazione è nemica della fertilità.

Dieta per PCOS (sindrome dell’ovaio policistico)

La sindrome dell’ovaio policistico è strettamente correlata all’insulino-resistenza. Gli elevati livelli di insulina del sangue sono tra le cause di una mancata ovulazione o di ovuli di bassa qualità.

In questo caso la dieta dovrà essere obbligatoriamente a basso carico glicemico, con alimenti integrali e ricca di verdura. La frutta deve essere consumata con attenzione, seguendo delle direttive per evitare che i suoi zuccheri alimentino i livelli di glicemia nel sangue. 

Dieta per endometriosi

La presenza di tessuto simil-endometriale in organi che non sono l’interno dell’utero porta l’organismo a uno stato di infiammazione sistemica.

In questo caso, l’alimentazione deve puntare ad attenuare questo stato infiammatorio, per cui è necessario ridurre al minimo o, in alcuni casi, eliminare completamente alimenti contenenti glutine, latticini, carni rosse e grasse, nonché prodotti trasformati e industriali.

Importante, invece, è il consumo di fibre, quindi sì alle verdure di ogni colore e anche alla frutta, preferibilmente biologica. Il consumo di legumi e cereali integrali è da valutare caso per caso.

Dieta per trombofilia

Molto diffuse sono le mutazioni a carico del gene MTHFR, che ostacolano la metilazione dell’acido folico.

In questo caso, ad esempio, un normale integratore di acido folico non viene metabolizzato correttamente, poiché è necessario assumere folati già metilati.

Oltre agli integratori di metiltetraidrofolato (forma attiva dell’acido folico) che verrà consigliato dal medico in caso di necessità, è importate consumare verdura a foglia verde, come spinaci, lattuga, brassicaceae, asparagi, ma anche cereali integrali e agrumi.

Fonti

  • Registro Nazionale Italiano della Procreazione Medicalmente Assistita, 2005 e 2021