Clamidia: sintomi, trasmissione e conseguenze sulla fertilità

Cos'è la clamidia? Come si trasmette e quali sintomi può causare? Che legame c'è tra clamidia e infertilità? Ecco tutto quello che è importante sapere su questa malattia, comprese le cure e le raccomandazioni per prevenirla.

Quando si pensa all’infertilità, l’attenzione si concentra solitamente su problemi ovulatori o ormonali. Viene invece spesso sottovalutato l’aspetto delle infezioni batteriche, alcune delle quali possono danneggiare irreversibilmente il sistema riproduttivo femminile.

Una delle infezioni più subdole è la clamidia, causata da un batterio a trasmissione sessuale che prende il nome di Chlamydia Trachomatis. Questa patologia, infatti, può determinare problemi di fertilità a lungo termine se non viene curata tempestivamente.

Fortunatamente, in Italia la clamidia rappresenta solo il 7% delle malattie sessualmente trasmesse. La diagnosi è più frequente negli uomini eterosessuali (53,4%) rispetto alle donne (32,2%) e i soggetti più a rischio sono i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni di età.

In questo articolo, spiegheremo tutto ciò che è importante sapere su questa infezione: quali sono i sintomi, come si trasmette, che rapporto c’è tra clamidia e infertilità e, naturalmente, quali sono le cure raccomandate.

Infezione da clamidia: quali sono i sintomi?

Nel 70% delle donne e in almeno il 50% degli uomini, i sintomi della clamidia sono praticamente assenti: si parla quindi di “infezione silente” o “asintomatica”.

Quando presenti, invece, i sintomi compaiono da 1 a 3 settimane dopo il contagio.

Sintomi di clamidia nelle donne

Nelle donne, quando l’infezione interessa solo la cervice uterina e l’endometrio, la Clamidia può manifestarsi con bruciore durante l’emissione dell’urina o perdite vaginali diverse dal solito (solitamente di colore bianco-giallastro).

Se non curata, tuttavia, può raggiungere le tube di Falloppio (o salpingi) causando una infiammazione acuta (salpingite). In questo caso, alcune donne non avvertono sintomi, mentre altre manifestano invece:

  • dolore pelvico o addominale
  • dolore durante i rapporti sessuali
  • spotting intermestruale o dopo i rapporti
  • mestruazioni più abbondanti

L’infezione da clamidia può inoltre diffondersi al retto, con conseguente dolore e secrezioni, agli occhi (in caso di contatto con liquido seminale infetto), causando una congiuntivite, o alla gola, solitamente senza sintomi.

Sintomi di clamidia negli uomini

Per gli uomini, i sintomi possono essere:

  • bruciore durante l’emissione di urina
  • perdite biancastre
  • prurito o bruciore intorno alla punta del pene
  • dolore a livello dei testicoli

In assenza di cure, la clamidia può provocare anche gonfiore ai testicoli, con possibili problemi di fertilità anche nell’uomo.

Come nelle donne, inoltre, l’infezione può avvenire anche a livello di retto, occhi o gola.

Come si trasmette la clamidia?

L’infezione avviene generalmente tramite rapporti sessuali vaginali, anali o orali non protetti da preservativo, ma si può avere anche attraverso il semplice contatto tra i genitali dei partner o lo scambio di giocattoli sessuali (sex toys) non lavati prima di essere condivisi.

Inoltre, una madre infetta può contagiare il bambino durante il parto naturale, con il rischio che il neonato sviluppi una congiuntivite o una polmonite batterica.

La trasmissione per via sessuale è la via più diffusa di contagio e maggiore è il numero di partner maggiore è la probabilità di infezione. Il fatto che la clamidia sia spesso asintomatica contribuisce purtroppo a favorire il contagio.

Le adolescenti sono generalmente più a rischio, poiché nelle giovani donne i tessuti della cervice uterina non sono ancora completamente maturi e sono quindi più suscettibili all’infezione.

Clamidia e infertilità

Se non curata tempestivamente, la clamidia può causare gravi problemi di salute a breve o a lungo termine, che a loro volta possono compromettere la fertilità femminile e maschile.

Nel 10-15% delle donne contagiate, la clamidia arriva alle tube di Falloppio, dove può causare un’infiammazione in grado di danneggiare in modo permanente le tube stesse, oltre che l’utero e i tessuti circostanti. In questo caso si parla di malattia infiammatoria pelvica (PID).

Le conseguenze possono essere:

  • dolore pelvico cronico;
  • infertilità, per la chiusura delle tube che, anche se riaperte spesso sono troppo danneggiate dall’infezione;
  • gravidanza extrauterina o ectopica.

Nell’uomo invece le complicazioni sono più rare. Se l’infezione si espande all’epididimo (il tubicino in cui vengono immagazzinati gli spermatozoi prodotti dai testicoli) potrebbe in alcuni casi causare sterilità.

Immagine che spiega il rapporto tra clamidia e infertilità

E se si è in gravidanza e si è positive alla clamidia?

Alcuni studi hanno evidenziato che la clamidia può aumentare il rischio di parto prematuro.

Inoltre, i bambini nati da mamme infette possono contrarre la clamidia al momento del parto, con il rischio di polmonite infantile precoce e congiuntivite (occhio rosa) del neonato.

In questo caso, per risolvere l’infezione respiratoria sarà necessario somministrare al bambino una terapia antibiotica.

Per quanto riguarda invece la congiuntivite, è importante ricordare che alla nascita tutti i neonati ricevono una profilassi antibiotica sotto forma di collirio, efficace contro eventuali infezioni da clamidia e gonorrea (altra malattia a trasmissione sessuale in grado di causare congiuntivite nel neonato).

Come si diagnostica la clamidia?

Il batterio della Chlamydia può essere individuato con un apposito tampone all’interno della vagina, dell’uretra maschile, della gola o dell’ano, oppure attraverso un esame delle urine.

In caso di test positivo, anche il partner deve essere sottoposto ad analisi per verificare se ha contratto l’infezione e, in tal caso, essere a sua volta curato.

Per quanto riguarda le donne in gravidanza, in caso di fattori di rischio conosciuti il ginecologo prescriverà un esame del sangue specifico. Questa analisi rientra tra gli esami offerti gratuitamente alle donne in gravidanza nel primo trimestre (entro la 14a settimana).

Come si cura la clamidia?

La clamidia si cura con una terapia antibiotica specifica e prescritta del proprio medico, che di solito ha una durata di 10-14 giorni.

È importante astenersi dai rapporti almeno fino alla fine della cura, per prevenire la diffusione dell’infezione.

Tutti coloro che hanno avuto la clamidia, dovrebbero inoltre effettuare un controllo dopo qualche mese per verificare la completa guarigione.

È importante sottolineare che un’infezione curata non rende immuni da nuove infezioni di clamidia. Pertanto, se si hanno ancora rapporti con partner infetti, ci si espone di nuovo all’infezione da Clamidia.

Come si può prevenire la clamidia?

L’unico modo per non essere contagiati dalla clamidia è astenersi dal contatto sessuale o avere rapporti solo con partner non infetti.

Il preservativo riduce il rischio di trasmissione solo se usato nel modo corretto e per tutto il rapporto (compreso il sesso orale).

Fonti principali

Domande e risposte

È possibile avere la clamidia senza rapporti sessuali?

La clamidia può essere trasmessa anche senza avere rapporti sessuali con penetrazione.
Ad esempio, il contagio può avvenire attraverso il contatto tra i genitali dei due partner o con il sesso orale (in quest’ultimo caso l’infezione sarà limitata alla gola).
Inoltre, si può avere un contagio indiretto attraverso la condivisione di giocattoli erotici (quando non lavati accuratamente o coperti da un nuovo preservativo a ogni scambio).

La clamidia NON può invece essere trasmessa tramite baci, abbracci, il contatto con asciugamani, tavoletta del wc, la condivisione di posate o bagni in mare e in piscina.