Terapia ormonale sostitutiva in menopausa

La menopausa è un evento fisiologico nella donna, caratterizzato dalla cessazione del ciclo mestruale, che segna la conclusione del periodo fertile. Dopo una graduale riduzione della riserva di follicoli, le ovaie iniziano a produrre estrogeni e progesterone in quantità minore fino a completo esaurimento.

In questo periodo di passaggio (perimenopausa) che può durare anche qualche anno, il ciclo mestruale diventa irregolare presentandosi sempre più di rado.

Quando il ciclo è cessato da più di 12 mesi il medico può fare eseguire dei dosaggi ormonali per confermare l’avvenuta menopausa.

L’età media di questa tappa importante per ogni donna è di circa 50 anni, si parla invece di menopausa precoce se avviene prima dei 40 anni. La menopausa può essere anche chirurgica, cioè successiva ad un intervento di asportazione delle ovaie, o secondaria a terapie radianti o chemioterapiche per un tumore.

Effetti collaterali della menopausa

La menopausa è un evento che può portare, in circa l’80% delle donne, disturbi non trascurabili quali ad esempio:

  • alterazioni del tono dell’umore,
  • vampate di calore con rossore al volto,
  • sudorazione e cardiopalmo,
  • sonno disturbato,
  • riduzione del desiderio sessuale e secchezza vaginale con relativa difficoltà nell’avere rapporti con il partner.

Tali sintomi durano in media 2-3 anni ma in un 10% possono prolungarsi per
oltre 10 anni. La “disfunzione sessuale” invece, se non affrontata e trattata, si prolunga per tutta la vita.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è la marcata decalcificazione delle ossa nei 5 anni successivi alla menopausa che porta spesso all’osteoporosi, cioè una importante fragilità ossea.

Pensate a tutte quelle anziane signore con la schiena curva o tutte le fratture di femore per cadute banali dopo i 70 anni: è tutto causato da una osteoporosi non curata.

terapia ormonale sostitutiva

Che cos’ è la terapia ormonale sostitutiva?

È una terapia a base di estrogeni (che possono essere dati per via orale, intravaginale o transdermica) associati a progesterone (che può essere dato per via orale, transdermica o tramite un dispositivo intrauterino) .

Il progesterone è necessario solo nelle donne che hanno ancora l’utero per evitare una ipertrofia dell’endometrio, e può essere dato in concomitanza con l’estrogeno continuativamente o ciclicamente a seconda delle necessità della paziente.

Un esempio: a una donna con una menopausa precoce a 28 anni verrà consigliata una terapia ormonale sostitutiva ciclica che possa permettere la comparsa del ciclo mestruale, per rendere la sua “routine” più simile a quella delle coetanee.

In una donna di 55 anni, che magari è anemica perché ha sempre avuto cicli molto abbondanti, si può dare una terapia continuativa per evitarle il fastidio della mestruazione. E’ inoltre molto utilizzato il Tibolone (ad es.Livial) che è una preparazione sintetica con azione estrogenica, progestinica e androgenica.

Quali sono i benefici di questa terapia e per quanto tempo deve essere fatta?

I benefici di questa terapia sono tanti e spesso sottovalutati. Perché sia più efficace e sicura, va iniziata subito al momento della diagnosi di menopausa e va continuata in media per 5 anni.

Dopo i 5 anni perde di efficacia e i rischi (vedi sotto) iniziano a superare i benefici.

Le donne con menopausa precoce fanno eccezione perché la devono continuare almeno fino ai 50 anni di età ed è fortemente consigliata.

La terapia ormonale sostitutiva è la più efficace in assoluto sui sintomi vasomotori come le vampate (molto più di fitoestrogeni o prodotti naturali), stabilizza l’umore, migliora il riposo notturno, ripristina la normale lubrificazione vaginale, riaccende il desiderio sessuale, riduce la perdita d’osso e quindi riduce il rischio di frattura per osteoporosi, previene il diabete.

In pratica aiuta ad attutire il trauma di passaggio dalla giovinezza all’età più matura.

menopausa

Controindicazioni ed effetti collaterali della terapia ormonale sopstitutiva

I principali rischi della terapia ormonale sostitutiva sono:

  • malattia tromboembolica,
  • ischemia cerebrale,
  • malattia cardiovascolare,
  • tumore al seno,
  • malattie della cistifellea.

Per cui è molto importante evitare questa terapia in donne che:

  • abbiano avuto eventi tromboembolici o abbiano una predisposizione a tali eventi,
  • abbiano avuto ischemie cerebrali,
  • abbiano una patologia cardiovascolare nota (infarto cardiaco, ipertensione grave),
  • abbiano avuto o abbiano familiarità per tumore al seno,
  • abbiano problemi alla cistifellea non ancora risolti,
  • abbiano malattie gravi al fegato.

Quuali sono i benefici visto che sussistono questi rischi?

Il rischio di queste malattie, escludendo a priori dalla terapia chi ce le ha già, prendendo la terapia ormonale sostitutiva nel modo corretto e cioè subito dopo la menopausa e non dopo 10 anni, e scegliendo la via di somministrazione più sicura con il dosaggio più basso possibile (il cerotto ad esempio è ottimo perché gli ormoni entrano direttamente in circolo senza bisogno di essere prima metabolizzati da fegato), diventa piccolissimo.

Gli studi dimostrano che gli eventi più gravi si manifestano in  donne che hanno abusato di questa terapia ben oltre l’età raccomandata e cioè oltre i 60 anni.

Un dato oggettivo però ci tengo a riportarlo e cioè che secondo un importante studio (Women’s Health Initiative Study del 2002) il rischio di tumore al seno dopo 5 anni di terapia sostitutiva con estrogeni e progesterone è aumentato complessivamente dello 0,1%. Per cui è giusto che ogni donna decida autonomamente se valga la pena correre questo rischio o meno.

In chi è consigliata la terapia ormonale sostitutiva?

È consigliata in tutte le donne sane che hanno dei disturbi dovuti alla menopausa tali per cui la loro vita lavorativa, affettiva e sessuale vengono messe a dura prova.

Chi non può o non se la sente di fare questa terapia ha delle alternative? 

Ovviamente sì. È importante focalizzare quale problema causato della menopausa è più rilevante e seguire una cura mirata.

Ad esempio: una donna che dopo la menopausa ha subito una grave osteoporosi, può essere trattata con un farmaco antiriassoribitivo dell’osso come un bisfosfonato; una donna che ha una importante secchezza vaginale può utilizzare un estrogeno a livello locale o lubrificanti; chi ha tante vampate può provare un prodotto naturale che possa per lo meno ridurle in durata e quantità.

Dott.ssa Isabella Negro

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Isabella Negro

Laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Padova e mi sono specializzata in Endocrinologia e Malattie del Ricambio presso l’Endocrinologia di Padova.

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