Mutazioni MTHFR: che cosa sono? Che ruolo hanno nella gravidanza?

Mthfr è una sigla che sta ad indicare l’enzima metilen-tetraidrofolato reduttasi, coinvolto nella catena di reazioni che, partendo dai folati assunti con la dieta, portano alla metilazione dell’omocisteina, convertendola in metionina, utilizzando come cofattore la vitamina B12.

Esistono diversi tipi di mutazione a carico del gene che codifica per questo enzima, in base alla posizione sul gene su cui avviene la mutazione e se la mutazione avviene in omozigosi o in eterozigosi.

Le mutazioni al gene MTHFR

Per quanto riguarda la posizione le mutazioni più frequenti sono

  • C677T
  • A1298C

Nel primo caso nella posizione 677 sul gene che codifica per l’enzima mthfr una C (citosina, base azotata) è stata sostituita con una T (timina, altra base azotata);

Nel secondo caso nella posizione 1298 la sostituzione di basi azotate ha riguardato una A (adenina) sostituita con una C (citosina).

Mutazioni in eterozigosi o omozigosi: quale differenza?

I geni sono fatti di alleli e ogni allele è presente in due copie, di cui una ereditata dalla madre e una dal padre.

La mutazione può stare su uno solo dei due alleli, e in tal caso si parla di ETEROZIGOSI oppure può stare su entrambi, e si parla di OMOZIGOSI.

La mutazione è RECESSIVA, ovvero si esprime quando sono presenti entrambi gli alleli mutati e cioè  nella condizione di omozigosi. Chi ha una mutazione in eterozigosi è considerato un portatore sano, la funzionalità dell’enzima è mantenuta, anche se in “versione ridotta” (come si vede nella prima delle due figure).

mutazioni MTHFR

Cosa accade quando c’è una mutazione MTHFR?

Come dicevamo inizialmente, l’enzima mthfr è inserito in una serie di reazioni biochimiche che convertono i folati assunti con la dieta in  5 metil-tetraidrofolato (5-MTHF), che a sua volta cede il gruppo metile all’omocisteina, producendo metionina, un amminoacido.

Se questa via biochimica non funziona correttamente, si ha un rallentamento di questa conversione, con accumulo di omocisteina ed aumento del rischio cardiovascolare, trombofilia, nonché della probabilità di aborto spontaneo nelle donne.

Per tale motivo alle donne che hanno aborti frequenti o mutazioni MTHFR, viene prescritto un controllo dei valori dell’omocisteina nel sangue.

Quale terapia in caso di Mutazioni MTHFR?

folati per contrastare mutazioni MTHFR

La terapia generalmente consiste dell’aumento di apporto di folati con la dieta ed una integrazione con metilfolato.

Talvolta si ricorre ad una integrazione di acido folico, ma questo comporta diversi problemi:

  •  l’acido folico è di sintesi e non pienamente biodisponibile. Quello che assumiamo con l’alimentazione sono i folati, presenti in diverse forme chimiche e con biodisponibilità variabile, ma, tutto sommato, sufficiente in condizioni fisiopatologiche normali.
  • con l’assunzione di acido folico è necessaria una prima reazione chimica per convertirlo in acido diidfrofolico, catalizzata dall’enzima diidrofolato reduttasi. Tale reazione è molto lenta rispetto al resto della catena di reazioni, per cui l’acido folico tende ad accumularsi, rischiando di interagire con altri processi biochimici.
  • se l’mthfr è mutato e la conversione in 5-MTHF fortemente ridotta, l’integrazione efficace prevede la forma già metilata di folati, ovvero il metilfolato.

Per sapere se è presente una mutazione mthfr bisogna fare un’analisi genetica, attraverso un prelievo di sangue oppure con un prelievo di saliva.

In caso di mutazione, l’ideale è di rivolgersi a un nutrizionista per un’alimentazione adatta e, se serve, la giusta integrazione.

Dott.ssa Giovanna Corona

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Giovanna Corona

Dottore di ricerca in Patologia Generale e master in Prevenzione Sanitaria Ambientale. Titolare di SINAS – Studio Integrato di Nutrizione, Ambiente e Salute, dove svolge la sua attività integrando tra loro i tre mattoni della prevenzione: nutrizione, fattori ambientali e gli effetti sulla salute umana.