Come si determina la riserva ovarica di una donna

Comprendere la riserva ovarica della donna è utile per capire le sue chance di concepimento per vie naturali e la risposta ai protocolli di stimolazione nei trattamenti di fecondazione assistita. 

La riserva ovarica indica in generale la capacità dell’ovaio di produrre ovociti in grado di essere fecondati e dare origine a una gravidanza dall’esito positivo (bimbo in braccio).  Con l’avanzare dell’età materna il numero di ovociti che possono essere reclutati con successo per una possibile gravidanza diminuisce.

La riserva ovarica di una donna, in un determinato periodo della sua vita, è rappresentata pertanto dal conteggio dei follicoli rimasti e disponibili per essere reclutati durante i cicli mestruali. Sappiamo che le donne nascono con un bagaglio predefinito di follicoli promordiali (circa 1-2 milioni ) mentre al primo menarca non superano i 300-400 mila.

Il numero dei follicoli cala progressivamente (anche se la donna assume una contraccezione ormonale) e sempre più velocemente con il passare dell’età.

Come si può determinare con maggioro accuratezza possibile questo numero di follicoli rimasti?

Gli esami per determinare la riserva ovarica della donna

Gli esami per la determinazione della riserva ovarica non vanno mai letti singolarmente. Si tratta di esami che devono essere sempre effettuati prima di iniziare  un trattamento di fecondazione assistita. Sono raccomandati  quando la gravidanza non arriva dopo un anno di tentaivi mirati, o dopo 6 mesi se la donna ha una età superiore a i 36 anni.

Gli esami principali per la determinazione della riserva ovarica della donna comprendono il dosaggio dell’FSH (ormone follicolo stimolante), dell’  AMH (ormone antimulleriano)  e il conteggio  dei follicoli antrali. 

Mentre il dosaggio dell’ormone antimulleriano può essere effettuato in qualsiasi momento del ciclo mestruale, quello dell’FSH e la conta dei follicoli antrali (AFC) va fatta tra il 2° e il 5° giorno del ciclo mestruale (in condizione cioè definite basali) .

I valori dell’FSH sono definiti buoni se inferiori a 9, ottimali se inferiori a 6 mIU / ml.

Quando il valore supera ripetutamente i 10-15 mIU/ml è un indice di una riduzione della riserva ovarica.

I valori dell’AMH si riducono parallelamente alla riduzione dei follicoli ovarici con il passare degli anni della donna. Risultano solitamente bassi al di sotto di 0,4-1,2 ng / ml.

Il valore dell’AMH è importante nei trattamenti di fecondazione assistita perché è in grado di predire meglio rispetto all’FSH e altri marcatori,  la risposta ovarica della donna ai protocolli di stimolazione ovarica.

La sua capacità predittiva è simile a quella del conteggio dei follicoli antrali ma ha il vantaggio di poter  predire il rischi di iperstimolo.  Per tale motivo i valori di AMH sono fondamentali nella personalizzazione di un protocollo di fecondazione  assistita.

C’è un rischio di iperstimolo ad esempio se il valore è superiore a 3,36 ng/ml e  il conteggio dei follicoli antrali superiore a 16.

L’estradiolo ha qualche significato nella riserva ovarica?

Secondo alcuni studi la presenza di valori elevati di estradiolo in condizioni basali (nei primissimi giorni del ciclo mestruale) potrebbe indicare una riduzione della riserva ovarica ancora prima che aumentino i valori dell’FSH.

Secondo uno studio che ha preso in considerazione 231 pazienti in trattamento di fecondazione assistita,  se i valori di estradiolo sono superiori  a 60 pg/ml  c’è un maggior rischio di cancellazione del protocollo di stimolazione per mancata risposta, e un maggior rischio di un basso recupero di ovociti, rispetto alle donne con valori basali di estradiolo più bassi.

Il conteggio dei follicoli antrali per la determinazione della riserva ovarica

Il conteggio dei follicoli antrali viene effettuato attraverso una ecografia transvaginale (2D o 3D) , in genere nei primissimi giorni delle mestruazioni (anche se un buon ecografista riesce a fare le valutazioni in periodi diversi del ciclo mestruale) .

Durante il conteggio dei follicoli antrali si va a valutare il volume dell ovaie e il numero dei follicoli antrali di dimensioni 2-10 mm (o meglio ancora  2-6 mm).

Il numero dei follicoli antrali rilevati dall’ecografia rappresenta il pool dei follicoli che verranno reclutati in quel particolare ciclo mestruale e sui cui agiranno le gonadotropine per portarli a maturazione.

Una buona riserva ovarica solitamente è presente se la somma del volume delle due ovaie è superiore a 6cm³ , e se la somma del numero dei follicoli antrali e uguale o superiore a 7.

Il conteggio dei follicoli antrali e la valutazione dei valori ormonali di FSH e AMH permette di ipotizzare quale sarà la risposta della donna alle stimolazioni in un percorso di fecondazione assistita. In base a questi parametri infatti si decide il protocollo di stimolazione.

A tutti questi parametri va ad aggiungersi anche l’età della donna che influisce sulla qualità ovocitaria.

Una serie di dati infatti indicano che dopo i 38-40 anni della donna si ha una evidente riduzione della qualità dei suoi ovociti  che sembra indipendente dalla riserva ovarica e legata ad esempio a danni ossidativi.

Pertanto la determinazione della fertilità della donna necessita di una valutazione molto ampia e accurata da parte degli esperti in medicina della riproduzione.

Le ricerche in questo ambito sono in continua evoluzione.

Riferimenti:

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Studio della riserva ovarica. Filippo Ubaldi, Massimo Salvatori

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