Il ruolo della flora batterica vaginale nella fertilità

L’importanza della flora batterica vaginale e la comprensione del complesso equilibrio che permette la protezione dalle infezionl, è oggetto da tempo di studi e ricerche. Recentemente però i ricercatori hanno iniziato a rivolgere la loro attenzione sul ruolo che il microbiota vaginale riveste nella fertilità della donna.

Nelle donne sottoposte a trattamento di fecondazione in vitro, i tassi di gravidanza sono molto più bassi quando le donne hanno uno squilibrio della loro flora vatterica vaginale.

È possibile correggere questo problema e aumentare il tasso di gravidanza di queste donne? Per scoprirlo, cinque cliniche di fertilità danesi, in collaborazione con Statens Serum Institute e Osel Inc.hanno iniziato un nuovo studio randomizzato. Lo scopo è capire se si possa utilizzare un probiotico specifico  per ripristinare un microbiota vaginale ottimale, e quindi aumentare la possibilità che una donna alle prese con l’infertilità possa rimanere incinta.

Alti livelli di due specifici batteri vaginali (Atopobium vaginae e Gardnerella vaginalis) rappresentano marcatori diagnostici di un anormale microbiota vaginale che potrebbe causare un impianto compromesso e un conseguente scarso esito riproduttivo.

Le premesse dello studio si  basano in gran parte su ricerche precedenti, pubblicate nel 2016 sulla rivista Human Reproduction, che ha rilevato che solo il 9% delle donne danesi sottoposte a fecondazione in vitro (FIVET)   con anormale microbiota vaginale, è rimasta incinta contro il 44% di quelle con un equilibrio della flora batterica vaginale migliore.

Circa il 20% di tutte le donne in trattamento di fertilità hanno un anormale microbiota vaginale che può anche risiedere nel tratto riproduttivo superiore, vale a dire l’utero e gli tube. Sfortunatamente, molte di queste donne non hanno sintomi, quindi questo problema non viene riconosciuto.

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Il nuovo studio in corso

Lo studio si concenterrà su 333 donne, con microbiota anomalo, sottoposte a trattamento per l’infertilità.

Le 333 donne, saranno randomizzate in tre gruppi: un gruppo non riceverà alcun trattamento, il secondo riceverà solo antibiotici e il terzo riceverà antibiotici più un probiotico vaginale che contiene il batterio Lactobacillus crispatus. Il prodotto probiotico, chiamato Lactin-V,  è già stato  testato in altri studi clinici contro la vaginosi batterica e le infezioni ricorrenti del tratto urinario.

Il principio attivo di Lactin-V è il Lactobacillus crispatus CTV-5, un ceppo presente in natura isolato dalla vagina di una donna in buona salute. Il ceppo viene coltivato per fermentazione, essiccato mediante liofilizzazione e macinato in polvere. La polvere contenente i batteri vivi viene somministrata tramite dispositivi appositi per via vaginale.

Lo studio si prefigge di monitorare i tassi di gravidanza nei tre gruppi e le differenze al fine di capire l’efficacia del probiotico.

Qual è la flora batterica (microbiota) ottimale e qual è il suo ruolo?

Il ruolo protettivo del microbiota vaginale di una donna è diventato sempre più evidente negli anni , in quanto i ricercatori sono riusciti a collegare gli  squilibri della flora batterica con una serie di condizioni mediche che vanno  dalla vaginosi batterica alle infezioni del tratto urinario, alle malattie a trasmissione sessuale come l’HIV.

I batteri che producono acido lattico, e in particolare diverse specie di Lactobacillus, sono catalogati tra i “batteri buoni” quelli cioè che danno un aiuto protettivo, probabilmente attraverso diversi meccanismi, tra cui la competizione ecologica con batteri potenzialmente dannosi e l’abbassamento del pH vaginale grazie alla produzione di acido lattico.

I ricercatori stanno cercando di capire  qual è l’equilibrio ottimale e come ripristinarlo.

È stata condotta un’analisi filogenetica del microbiota vaginale di 396 donne nordamericane che erano in età riproduttiva e rappresentavano diversi gruppi etnici / razziali (bianchi, neri, ispanici e asiatici). Sono state  trovate 4  specie batteriche dominanti: Lactobacillus iners, L. crispatus, L. gasseri e L. jensenii. L a loro proporzione relativa però variava tra i gruppi etnici/razziali studiati.

Nonostante le differenze, si è visto che la presenza di Lactobacillus è un fattore positivo e che il Lactobacillus crispatus è  particolarmente importante per una buona flora batterica. Il Lactobacillus crispatus, in base ai dati a disposizioen dei ricercatori,  risulta probabilmente il migliore per una flora vaginale ottimale, perchè è associato al rischio più basso della maggior partte delle infezioni.

Ripristinare l’equilibrio

Anche se un ambiente microbiota vaginale ottimale può essere ripristinato, ad esempio introducendo L. crispatus attraverso Lactin-V, questo non significa che si possa ottenere una colonizzazione a lungo termine.

Una serie di situazioni, comprese le mestruazioni o l’attività sessuale, possono potenzialmente alterare il microbiota di una donna.

Uno dei prossimi obiettivi sarà proprio capire come mantenere una flora vaginale ottimale a lungo per ridurre il rischio di recivide delle infezioni. E capire poi se questa flora ottimale possa avere benefici non solo contro le infezioni ma anche per la fertilità della donna.

Lo studio danese iniziato da poco, e che si concluderà entro un paio di anni, potrà dare delle risposte e noi vi terremo aggiornate.

Riferimenti:

  • Haahr T, Jensen JS, Thomsen L, Duus L, Rygaard K, Humaidan P. Abnormal vaginal microbiota may be associated with poor reproductive outcomes: a prospective study in IVF patients.  2016 Apr;31(4):795-803. doi: 10.1093/humrep/dew026. Epub 2016 Feb 23.
  • Jacques Ravel,Pawel Gajer,Zaid Abdo,G. Maria Schneider,  Sara S. K. Koenig, Stacey L. McCulle, Shara Karlebach,Reshma Gorle,Jennifer Russell,Carol O. Tacket,Rebecca M. Brotman,Catherine C. Davis,Kevin Ault,Ligia Peralta,Larry J. Forney, Vaginal microbiome of reproductive-age women. 2011 Mar 15; 108(Suppl 1): 4680–4687 Published online 2010 Jun 3. doi:  10.1073/pnas.1002611107
  • Riferimento dello  studio in corso: http://oselinc.com/home/clinical-pipeline/
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Elena

Biologa ad indirizzo fisiopatologico, laureata con lode all’Università di Padova, nel 2007 dopo il primo “mi spiace non c’è più battito”, con mio marito diamo vita a Periodofertile.it, un punto di informazione e di incontro per donne e mamme.
Attualmente sto seguendo un Master di II livello presso l'Università di Padova in Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e Scienze della Riproduzione Umana.

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