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IUI: Inseminazione intrauterina, in che cosa consiste, quando è prevista e i tassi di successo

L' inseminazione intrauterina (IUI) consiste nell'inserimento in utero di un campione di liquido seminale dopo opportuna preparazione, attraverso un catetere specifico.
inseminazione intrauterina

L’IUI, inseminazione intrauterina è una tecnica di procreazione medicalmente assistita poco invasiva,  fa parte di quelle tecniche definite di I livello .

Lo scopo della IUI è quello di aumentare il numero di spermatozoi con alta percentuale di forme normali a livello del sito di fertilizzazione.

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Permette infatti di deporre il liquido seminale, opportunamente preparato, più vicino agli ovociti riducendo così la distanza tra i gameti e bypassando l’ acidità vaginale e l’eventuale ostilità del muco cervicale.

Le  linee guida contenenti le indicazioni  delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita del 2015,  chiedono di utilizzare in prima istanza le opzioni terapeutiche più semplici, meno invasive e meno onerose, tenendo in debito conto l’età della donna e la causa, quando nota, dell’infertilità e della sterilità di coppia.

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Quali sono le tecniche di primo livello?

  • IUI su ciclo naturale: inseminazione intracervicale/sopracervicale in ciclo naturale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
  • IUI su ovulazione indotta : induzione dell’ovulazione multipla associata ad inseminazione sopracervicale eseguita utilizzando tecniche di preparazione del liquido seminale;
  • eventuale crioconservazione dei gameti maschili.

L’IUI in pratica consiste nell’inserimento in utero di un campione di liquido seminale dopo opportuna preparazione, attraverso un catetere specifico.

Questa tecnica deve essere effettuata nel momento corretto del ciclo mestruale sotto monitoraggio ecografico e/o ormonale. Per verificare la gravidanza viene richiesto un dosaggio nel sangue delle beta HCG.

Quando si ricorre all’IUI?

Per ricorrere a questa metodica sono necessari alcuni presupposti che devono essere attentamente valutati:

  • età della donna e il riscontro di un’adeguata riserva ovarica,
  • presenza di almeno una tuba pervia e funzionante
  • assenza di patologie uterine intracavitarie
  • numero adeguato di spermatozoi mobili e morfologicamente normali recuperati dopo capacitazione.

La capacitazione del liquido seminale è un trattamento eseguito allo scopo di selezionare gli spermatozoi “migliori” separandoli dagli spermatozoi morti, da detriti e da altre cellule non nemaspermiche, rendendoli così capaci di fecondare.

Una volta soddisfatti questi presupposti si può ricorrere alla inseminazione intrauterina  in caso di:

  • sterilità inspiegata;
  • infertilità maschile di grado lieve – moderato;
  • endometriosi I-II stadio e casi selezionati di III-IV stadio della classificazione American Fertility Society (AFS) in particolare dopo intervento chirurgico;
  • ripetuti insuccessi di induzione della gravidanza con stimolazione dell’ovulazione e rapporti mirati;
  • patologie sessuali e coitali che non hanno trovato giovamento dall’inseminazione intracervicale semplice;
  • fattore cervicale.
  • Prevenzione del rischio di trasmissione di malattie infettive in coppie sierodiscordanti (HIV)

Attenzione, in caso di induzione della crescita follicolare multipla è obbligatorio un monitoraggio ecografico e/o ormonale al fine di ridurre il rischio di gravidanze multiple e di sindrome dell’iperstimolazione ovarica severa.

Il vantaggio dell’IUI è che è una tecnica non invasiva  con un buon rapporto costo-beneficio e può essere praticata anche da un centro di sterilità di secondo  o terzo livello.

D’altro canto non ha lo stesso tasso di successo della fecondazione in vitro, non da informazioni sulla qualità degli ovociti e degli embrioni, e deve esserci almeno una tuba funzionante e una qualità di sperma accettabile.

Quali sono i parametri della fertilità maschile che permettono di ricorrere alla IUI?

Nelle linee guida per ricorrere  alla IUI   si precisa che l’infertilità maschile deve essere lieve  o moderata.

Quali sono i riferimenti che ci possono indicare se con quel liquido seminale,  sia possibile ricorrere alla IUI?

Nella pratica,  il numero   minimo   indispensabile   di spermatozoi mobili  dopo    preparazione è di 0,8 -5 milioni e  come  percentuale  di  forme  fisiologiche  quella  del  4 % secondo  i  criteri  dell’OMS.

Come  viene effettuata una IUI?

L’inseminazione intra uterina può essere effettuata  su un ciclo spontaneo o a seguito di una stimolazione ovarica.

inseminazione intrauterina

I passaggi sono i seguenti:

  • ciclo spontaneo o con induzione farmacologica dell’ovulazione
  • monitoraggio ecografico e/o ormonale della crescita follicolare;
  • preparazione del campione seminale osservando le seguenti indicazioni: il contenitore per la raccolta deve riportare i dati identificativi del soggetto interessato; deve essere registrato su una scheda apposita:
    • nome, cognome, data di nascita della partner femminile;
    • nome, cognome, data di nascita del partner maschile;
    • il periodo di astinenza osservato; il momento e il luogo della raccolta (con particolare riguardo per quei campioni che non vengono raccolti direttamente nel centro);
    • il tempo intercorso fra la raccolta e la preparazione del campione;
    • debbono essere, inoltre, registrati: i parametri del liquido seminale, il metodo di preparazione del campione includendo in dettaglio ogni eventuale variazione dal prodotto standard di laboratorio, i parametri spermatici post-preparazione;
    • eventuale valutazione del liquido seminale da donare (sperm sharing) ai fini di procreazione assistita di tipo eterologo;
  • introduzione degli spermatozoi nella cavità uterina.

La stimolazione ovarica (induzione dell’ovulazione) viene effettuata somministrando clomifene, oppure una combinazione di clomifene e gonoadotropine,  oppure solo gonadotropine, o ancora inibitori dell’aromatasi (letrozolo), o gonadotropine e metformina o clomifene e metformina. La terapia va decisa dall’equipe medica in base alla anamnesi completa della coppia.

In caso di stimolazione di solito  si somministra una singola dose di hCG 36 ore prima dell’ovulazione in modo da ottimizzare la maturazione del follicolo e lo scoppio.

L’IUI necessita di un monitoraggio ecografico transvaginale accurato per assicurare la corretta somministrazione di hCG e verificare il numero di follicoli ottenuti tramite stimolazione. Di solito devono essere uno (o al massimo due) in crescita di dimensioni superiori o uguali a 17mm.

In caso di eccessiva risposta ovarica alla stimolazione e quindi con eccessiva produzione di follicoli, si procede a un rinvio dell’IUI per scongiurare gravidanze multiple.

Tassi di successo

Il successo di questa tecnica  dipende da diversi fattori, e non solo dall’età della donna  e dalla qualità del liquido seminale:

  • Causa di infertilità
  • Età dei partner
  • Durata dell’infertilità
  • Ciclo di trattamento
  • Parametri del seme

La percentuale di successo quindi varia dal 2.7% al  20.5%.  

In Italia  base ai  dati più  recenti  contenuti del 13° Report ATTIVITÀ DEL REGISTRO NAZIONALE ITALIANO DELLA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA   per la IUI si ha una una percentuale  10.7% di gravidanza su cicli iniziati.

In generale il tasso di gravidanza per ciclo è circa 12% (Kalil et al,2001)

Il tasso cumulativo di gravidanza  dipende molto dalla problematica che ha portato la coppia a ricorrere a questa tecnica di primo livello: :

  • 12,3% per infertilità inspiegata
  • 16,4% per ostilità del muco cervicale
  • 10% per cause immunologiche
  • 21% per infertilità maschile lieve
  • 13,3% per insufficienza eiaculatoria

Le possibilità di gravidanza sono più basse dopo il terzo ciclo di IUI,  indipendentemente dal metodo di induzione dell’ovulazione

Il   71% delle gravidanze IUI si verificano nei primi 2 cicli

L’ 85% delle gravidanze IUI si verificano nei primi 4 cicli

La IUI non non è indicata in caso di

  • Atresia cervicale
  • Cervicite
  • Endometrite
  • Tube chiuse
  • Amenorrea
  • Oligospermia severa (n° spermatozoi < 1 milione/ml)

Cosa succede dopo la IUI?

Una volta fatta l’inseminazione è possibile riprendere le  normali  attività quotidiane.

Potrebbero  verificarsi:

  • discomfort addominale, lievi algie crampiformi.
  • Spotting, lieve sanguinamento

Da  evitare i rapporti se si ha dolore  pelvico per ovaie aumentate di volume.

Quando fare le beta HCG?

Dopo 2 settimane dall’inseminazione.

Se l’ovulazione è stata indotta con gonasi  il test di gravidanza potrebbe risultare positivo  anche dopo 12 giorni  dalla somministrazione.

Complicazioni

Questa tecnica non prevede particolari complicazioni.

Le principali, oltre alle contrazioni uterine e ovviamente all’impatto psicologico  di dover avvalersi di un aiuto esterno  per riuscire a concepire, sono le complicanze della stimolazione, rappresentate dalla gravidanza multipla e dalla sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS).

Il rischio di gravidanza multipla sussiste se la  donna ha meno di 30 anni, 6 follicoli maturi,  estradiolo  > 1000 pg/ml (3671 pmol/L)

Il rischio di OHSS si ha  soprattutto con le gonadotropine, è  rara con la stimolazione con clomifen.

I centri in genere prevedono un tasso di gravidanze gemellari del 10-15 % e di gravidanze trigemine minore dell’1%. Gravidanze gemellari più frequenti sono in genere dovute a inappropriati monitoraggi ecografici.

E’ fondamentale quindi che i centri curino attentamente la corretta somministrazione dei farmaci e i controlli ecografici.

L’IUI potrebbe anche causare gravidanze extrauterine e pertanto molti medici propongono controlli ecografici precisi, a 6- 7 settimane di gestazione in pazienti con test di gravidanza positivo.

Riferimenti 

Van Voorhis et al., 2001, Effect of the total motile sperm count on the efficacy and cost-effectiveness of intrauterine insemination and in vitro fertilization, MALE FACTOR| VOLUME 75, ISSUE 4, P661-668, APRIL 01, 2001, https://doi.org/10.1016/S0015-0282(00)01783-0

Mohammed Rohi Khalil, Per Emil Rasmussen, Karin Erb, Steen Broch Laursen, Sven Rex & Lars Grabow Westergaard (2001) Homologous intrauterine insemination. An evaluation of prognostic factors based on a review of 2473 cycles, Acta Obstetricia et Gynecologica Scandinavica, 80:1, 74, DOI: 10.1080/791201839

DeWURST et all. Trattato di ginecologia e ostetricia

Insights into Infertility Management by K. Jayakrishnan

LINEE GUIDA CONTENENTI LE INDICAZIONI DELLE PROCEDURE E DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA Art. 7 – Legge n. 40/2004 LINEE GUIDA 2015

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Elena Crestanello

Biologa ad indirizzo fisiopatologico, laureata con lode all’Università di Padova, nel 2007 dopo il primo “mi spiace non c’è più battito”, con mio marito diamo vita a Periodofertile.it, un punto di informazione e di incontro per donne e mamme.
Nel 2019 ho conseguito il Master di II livello presso l'Università di Padova in Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e Scienze della Riproduzione Umana.