Fecondazione eterologa in Italia: legge, indicazioni, costi e limiti di età

Cos'è la fecondazione eterologa, chi può accedervi, come funziona il percorso, quanto costa e quali sono le percentuali di successo.

La fecondazione eterologa è una tecnica di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in cui almeno uno dei gameti (ovocita o spermatozoo) non appartiene alla coppia ricevente, ma viene donato da una persona esterna.

È il percorso che si intraprende quando uno o entrambi i partner non possono produrre gameti utilizzabili per una gravidanza. È quindi una possibilità per i casi di infertilità, sia maschile che femminile.

Dal 2025 in Italia è, dopo un iter controverso, entrata nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), con regole uniformi su tutto il territorio italiano.

Il quadro normativo

Partiamo proprio dall’aspetto giuridico, utile anche per chiarire diversi aspetti troppo spesso ignorati o oggetto di confusione.

La legge che disciplina la PMA è la legge 40/2004. Inizialmente vietava esplicitamente (articolo 4, comma 3) il ricorso a tecniche di tipo eterologo. Il divieto rimase in vigore per dieci anni, durante i quali molte coppie furono costrette a rivolgersi a centri all’estero.

Il 9 aprile 2014, la Corte Costituzionale (con la storica sentenza n. 162/2014), ha dichiarato illegittimo quel divieto, giudicandolo lesivo della libertà fondamentale della coppia di formare una famiglia con figli, senza che l’assolutezza del divieto fosse giustificata da reali esigenze di tutela del bambino. La sentenza ha quindi aperto la strada alla PMA eterologa nei casi in cui venga diagnosticata una condizione responsabile di sterilità o infertilità assolute e irreversibili.

Chi può ricorrere alla fecondazione eterologa

Non tutti possono richiedere la fecondazione eterologa. L’accesso alla PMA eterologa, infatti, è possibile esclusivamente a coppie eterosessuali maggiorenni, coniugate o conviventi in modo stabile, entrambi viventi e in età potenzialmente fertile. Le coppie omosessuali e le donne single rimangono escluse

 Nelle Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (Decreto del 20 marzo 2004 del Ministero della Salute) si legge:

Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.

L’approccio alla PMA (e quindi alla fecondazione eterologa) si basa su tre principi. Il primo riguarda l’assenza di alternative. Il secondo che ci sia un’evidenza medica a giustificarne il ricorso (quindi non la sola volontà di chi la vorrebbe richiedere). Il terzo, la gradualità: per evitare interventi invasivi si procede prima con quelli meno gravosi sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Per quali motivi

Per accedere alla fecondazione eterologa è necessario che un medico accerti e documenti l’infertilità o la sterilità maschile e/o femminile.

Indicazioni femminili

Per le donne, i principali motivi di ricorso all’ovodonazione (donazione di ovociti) sono:

  • riserva ovarica esaurita o fortemente ridotta, anche in donne giovani (insufficienza ovarica precoce, menopausa precoce)
  • assenza delle ovaie per cause congenite o chirurgiche
  • qualità ovocitaria gravemente compromessa, incluse le cause iatrogene (chemioterapia, radioterapia)
  • patologie genetiche trasmissibili per le quali non sia possibile effettuare la diagnosi genetica preimpianto
  • ripetuti fallimenti di PMA omologa con assenza di embrioni euploidi
  • abortività ripetuta

Indicazioni maschili

Per gli uomini, l’indicazione alla semedonazione (donazione di spermatozoi) riguarda principalmente:

  • azoospermia secretoria non trattabile (assenza di produzione di spermatozoi)
  • fattore maschile severo con ripetuti fallimenti delle tecniche di recupero chirurgico degli spermatozoi
  • patologie genetiche trasmissibili non gestibili con diagnosi preimpianto

Nei casi in cui siano presenti problemi sia nella donna che nell’uomo, è possibile ricorrere alla doppia eterologa, con donazione contemporanea di ovociti e spermatozoi.

Percentuali di successo della fecondazione eterologa

Le Linee guida prevedono che “Alla coppia devono essere prospettati con chiarezza i costi economici dell’intera procedura, le reali percentuali di successo presso quel centro e in generale.

Per quel che riguarda i tassi di successo della PMA eterologa sono significativamente superiori a quelli dell’omologa. Questo perché si utilizzano gameti provenienti da donatori giovani e accuratamente selezionati.

Secondo il Registro Nazionale della PMA (ISS), la PMA eterologa presenta un incremento medio del successo di circa il 30% rispetto all’omologa. Le percentuali di riferimento per ogni ciclo di trattamento sono:

  • IUI eterologa: 10-15% per singolo tentativo
  • FIV/ICSI eterologa con ovodonazione: 37-70% per ciclo (pool di ovociti), a seconda delle condizioni uterine
  • FIV eterologa con donazione di seme e ovociti propri della ricevente: 50-55% per ciclo
  • Tasso cumulativo dopo tre cicli (transfer multipli da un singolo pick-up): fino al 75-80%

Secondo il report nazionale dell’attività di PMA riferito al 2023, circa il 25% dei nati vivi da tecniche di fecondazione assistita in Italia deriva da PMA eterologa (singola o doppia donazione).

Maschera di ricerca dei centri PMA

Costi della fecondazione eterologa

L’inserimento della PMA nei LEA ha cambiato la situazione dei costi, almeno per la fecondazione omologa, che è diventata praticamente gratuita (ticket di circa 38 euro).

Per la fecondazione eterologa il discorso è diverso. Dato il costo dei gameti (in parte importati dall’estero) e la scarsità delle donazioni in Italia, la legge prevede che le coppie contribuiscano ai costi di acquisizione dei gameti, con un importo che varia di regione in regione.

Le tariffe convenzionali indicative, stabilite nel 2014 dalla Conferenza Stato-Regioni, erano:

  • circa 1.500 euro per una IUI eterologa (inclusi 500 euro di farmaci)
  • circa 3.500 euro per FIV eterologa con seme di donatore (inclusi 500 euro di farmaci)
  • circa 4.000 euro per FIV eterologa con ovociti da donatrice (inclusi 500 euro di farmaci)

Con le nuove tariffe, il costo dell’eterologa in regime SSN per il contributo ai gameti è atteso intorno ai 1.500 euro, con alcune variazioni da regione a regione.

Al di fuori del SSN, il costo di un ciclo completo di PMA eterologa di secondo livello si colloca indicativamente tra i 5.000 e gli 8.000 euro, inclusi farmaci e gameti.

A questa cifra si possono aggiungere i costi degli esami diagnostici preliminari e degli eventuali cicli di crioconservazione e transfer successivi.

Il percorso clinico della fecondazione eterologa

Come abbiamo visto non si decide di ricorrere alla fecondazione eterologa, ma vi si arriva all’interno di un percorso fatto di tappe e tentativi considerati meno invasivi e gravosi.

La valutazione iniziale

Il percorso inizia con un colloquio di coppia presso un centro di PMA autorizzato. Entrambi i partner vengono sottoposti a una serie di esami diagnostici per definire il quadro clinico, individuare la causa dell’infertilità e valutare la fattibilità del trattamento. In questa fase il centro raccoglie anche la storia clinica pregressa (eventuali precedenti tentativi di PMA, aborti spontanei, diagnosi oncologiche) per personalizzare il protocollo.

Prima di procedere, le coppie ricevono un’informazione dettagliata sulle modalità del trattamento, sui rischi, sulle probabilità di successo e sulle implicazioni giuridiche, e sottoscrivono il consenso informato.

La selezione del donatore o della donatrice

La selezione avviene attraverso criteri fenotipici e genetici.

Per legge, la donazione è anonima e non è possibile scegliere il donatore o la donatrice sulla base di preferenze estetiche personali. Il centro abbina i gameti del donatore secondo le caratteristiche fenotipiche compatibili con quelle della coppia ricevente, quindi colore della pelle, corporatura, colore di occhi e capelli. In alcuni centri è disponibile anche un matching facciale, sempre nel rispetto dell’anonimato.

È vietata la donazione ad personam. Non è possibile indicare una specifica persona come donatrice, né che il donatore sia un operatore del centro di PMA. I donatori vengono selezionati secondo criteri medici rigorosi stabiliti da direttive europee e si sottopongono a un ampio screening per escludere malattie infettive e anomalie genetiche.

Il trattamento

Le tecniche utilizzate sono le stesse della PMA omologa e si distinguono in base al livello di complessità:

  • PMA eterologa di primo livello — IUI eterologa: inseminazione intrauterina con il seme del donatore.
  • PMA eterologa di secondo livello — FIVET/ICSI eterologa: fecondazione in vitro con donazione di spermatozoi, di ovociti o di entrambi. Il percorso prevede la stimolazione ovarica della donatrice, il prelievo degli ovociti (pick-up), la fecondazione in laboratorio, lo sviluppo embrionale e il trasferimento dell’embrione nell’utero della donna ricevente, previa adeguata preparazione endometriale con terapia ormonale.

Gli ovociti non fecondati possono essere congelati. Gli embrioni in sovrannumero vengono crioconservati per eventuali transfer successivi.

La preparazione endometriale

La donna ricevente non produce ovociti propri, ma deve preparare l’utero all’accoglienza dell’embrione. Viene quindi sottoposta a una terapia ormonale con estrogeni (per stimolare la crescita dell’endometrio) e successivamente progesterone (per sincronizzare la ricettività endometriale con il momento del transfer) con il supporto ormonale che prosegue nelle prime settimane di gravidanza.

Chi può donare

Il DPR n. 131/2019 disciplina i criteri per i donatori. I principali riguardano:

  • l’uomo donatore può avere tra i 18 e i 40 anni; la donna tra i 20 e i 35 anni;
  • la donazione è volontaria, altruistica e anonima (è previsto solo un rimborso spese);
  • un singolo donatore può generare al massimo 10 nascite a livello nazionale;
  • la donatrice non può essere sottoposta a più di 6 cicli di stimolazione ovarica;
  • i donatori non possono essere operatori del centro di PMA né persone con esposizioni professionali ad alto rischio (radiazioni, sostanze chimiche) o che abbiano completato un ciclo di chemioterapia da meno di due anni.

In sintesi

  • La fecondazione eterologa è una tecnica di PMA che utilizza gameti donati da terzi, indicata quando la coppia non può produrre ovociti o spermatozoi utilizzabili. Vietata in Italia dal 2004 al 2014, è diventata legale dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 162/2014
  • Dal 1° gennaio 2025 è inserita nei LEA, con un limite di età uniforme di 46 anni e un massimo di sei cicli a carico del SSN (con contributo della coppia per i gameti).
  • Le percentuali di successo sono tra le più alte della PMA, grazie alla qualità dei gameti donati: da un minimo del 37% fino al 75-80% in forma cumulativa.
  • Il percorso richiede valutazione clinica di coppia, consenso informato e abbinamento anonimo con i donatori selezionati secondo criteri fenotipici e genetici.

Domande frequenti

La fecondazione eterologa è rimborsata dal SSN?

Sì, dal 1° gennaio 2025 è inclusa nei LEA. Le coppie non pagano la parte clinica, ma contribuiscono ai costi di acquisizione dei gameti con un ticket variabile per regione, atteso intorno ai 1.500 euro.

È possibile scegliere il donatore o la donatrice?

No. La donazione è anonima per legge. Il centro esegue un abbinamento fenotipico tra donatore e coppia ricevente, considerando parametri come il colore della pelle, degli occhi, dei capelli e la corporatura. Non è consentita la donazione ad personam.

Il bambino nato da eterologa potrà conoscere il donatore?

La normativa italiana garantisce l’anonimato del donatore. Il nato ha tuttavia diritto ad accedere ai dati clinici del donatore (ma non all’identità) in caso di comprovate esigenze di salute, tramite richiesta a una struttura del SSN. Il dibattito sul diritto alle origini rimane aperto a livello legislativo.

La gravidanza da eterologa presenta rischi aggiuntivi?

La gravidanza da PMA eterologa femminile (ovodonazione) comporta un rischio aggiuntivo di circa il 10% rispetto alla gravidanza omologa, principalmente legato a un maggiore rischio di preeclampsia e rallentamenti della crescita fetale, poiché la placenta presenta un patrimonio genetico diverso da quello materno.

È necessario un monitoraggio più attento durante la gravidanza. Il rischio per l’uomo nella semedonazione è minimo o nullo.

Quanto tempo si aspetta in lista per la PMA eterologa nel pubblico?

I tempi di attesa nelle strutture pubbliche italiane sono variabili e spesso lunghi, anche di alcuni anni, a causa della scarsità di donatori locali e della limitata capacità dei centri pubblici. Molte coppie scelgono il privato anche per ridurre i tempi di attesa.

Fonti

Legge 19 febbraio 2004, n. 40. Norme in materia di procreazione medicalmente assistita. Gazzetta Ufficiale n. 45, 24 febbraio 2004.

Corte Costituzionale, sentenza n. 162/2014. Illegittimità costituzionale del divieto di fecondazione eterologa. Roma, 9 aprile 2014.

Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Documento sulle problematiche relative alla fecondazione eterologa (14/109/CR02/C7SAN). 4 settembre 2014.

DPCM 12 gennaio 2017. Aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza. Gazzetta Ufficiale, Supplemento Ordinario n. 15, 18 marzo 2017.

DPR n. 131/2019. Regolamento di attuazione della direttiva 2012/39/UE relativa agli esami effettuati su tessuti e cellule umani.

Conferenza Stato-Regioni. Decreto tariffe LEA 2025. Approvato il 30 dicembre 2024.

Ministero della Salute, Linee guida contenenti le indicazioni delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, 2024.

Istituto Superiore di Sanità, Registro Nazionale PMA. Relazione al Parlamento 2024 (dati 2022).

Istituto Superiore di Sanità, Registro Nazionale PMA. Report attività PMA 2023 (dati preliminari). Roma: ISS, 2024.

IRCCS Ospedale San Raffaele, Fecondazione eterologa: come funziona e i rischi, 2024.

Fundació Puigvert / Eugin. Tassi di successo PMA omologa e eterologa [Ultimo accesso: giugno 2026]