La delusione dell’ennesimo test di gravidanza negativo

Cosa dà a una donna e alla coppia la forza di continuare  a provare a cercare una  gravidanza anche quando non arriva dopo mesi e mesi di tentativi? O dopo uno o più cicli di fecondazione assistita non andati a buon fine?

Sicuramente la  speranza e quel desiderio  di riempire un vuoto nel cuore pronto ad essere colmato dall’amore per un figlio.

Lavoro da ormai 13 anni con le donne che cercano un bambino, il mio ruolo è quello di aiutarle a comprendere i cicli mestrual ma non solo. Perchè quando mese dopo mese rispondi ai dubbi e alle domande ti chi ti scrive inevitabilmente si instaura un legame e il mio compito diventa anche quello di un’amica virtuale che offre la spalla  su cui piangere e che cerca di tenere alto il morale quando ogni mese arriva inesorabile il negativo, nonostante tutto…

La condivisione delle gioie e la negazione del dolore

Nell’epoca estremamente social in cui viviamo, si è portati a mettere in vetrina le cose belle della propria vita. Il fidanzamento, il matrimonio, i viaggi, i vestiti nuovi, la partecipazione a un concerto ma anche cosa più personali come un test di gravidanza positivo o l’esibizione del pancione che cresce. Dietro a un test di gravidanza positivo si nascondono spesso una serie di test negativi, magari della stessa persona e  decine e decine di negativi di chi appartiene alla sua cerchia di amicizie. Test negativi di cui nessuno mai parla.

Nessuno pubblica la disperazione  di un test negativo se non nei gruppi  e forum specifici dove sanno di poter essere capite. Ma al di fuori di quell’ambiente, in un certo senso protetto, la donna convive con un fardello enorme costretta a sorridere nonostante una  tristezza immensa nel cuore.

Si sforza di sorridere anche  quando qualcuno le rivolge la domanda:

“E tu quando pensi di avere  un figlio?”

Come scrive Adele Lapertosa, nel suo “Il bambino possibile”

[…] sappiate che è assolutamente normale se la vostra prima reazione è quella della perdita di fiducia, non solo in voi stessi  e nel vostro corpo  che non “risponde come dovrebbe”, ma anche quella fiducia primaria e infantile  che fa confidare nell’esistenza di un ordine naturale e universale, a cui tutti apparteniamo. Siamo nati per procreare  e riprodurci, come tutti gli altri esseri viventi, e invece il nostro corpo delude. Ci si sente “meno donne” o “uomini”. Come se tutto il vostro valore fosse ormai riposto in questa incapacità, nell’aver pochi ovuli o spermatozoi danneggiati. Un corpo infertile è un corpo che incrina l’identità di genere, soprattutto femminile,

Cosa nasconde un test negativo

Un test negativo nasconde un mondo di delusioni. Ci si sente in colpa, ci si sente sbagliate. Si ha paura di non avere rapporti nel momento giusto o nel modo giusto, perdendo quindi anche il piacere del rapporto stesso.  Si incolpa il partner  se una sera è troppo stanco proprio durante il periodo fertile.

Non riuscite ad essere felici  se la vostra coppia di amici vi mette a conoscenza della loro gravidanza, e soffrite ancora di più se la dolce attesa  per loro è arrivata inaspettata o senza tanta fatica. Avete una lama  che affonda in una ferita sanguinante ma non lo volete dare a vedere.

Invece sarebbe importante manifestare i propri sentimenti, condividere le proprie sofferenze con il partner, parlarne con gli amici più cari o i famigliari. La diagnosi di un problema di fertilità è paragonabile al dolore di un lutto, perché è una perdita (quella della capacità riproduttiva)  da elaborare.

Questa elaborazione chiede tempo ma è ovvio che una delusione mese dopo mese o dopo ogni ciclo di fecondazione assistita non andato a buon fine, non permette di avere il tempo materiale per superare una frustrazione  che aumenta via via  inesorabilmente.

Il risultato è che la gravidanza diventa una ossessione, potete faticare a concentravi nel lavoro  nelle attività quotidiane perchè quello di riuscire a diventare madre o padre ormai è un vostro pensiero fisso .

Ogni mese rinasce la speranza durante l’ovulazione o con il transfer di un embrione,  per cadere poi nella disperazione all’arrivo delle “malefiche”.

Si arriva al punto di cominciare a fare i test di gravidanza una settimana prima dall’arrivo delle “rosse”, si smonta il test per vedere se magari in controluce la seconda linea si vede. Si pubblica la foto del test appena fatto nei forum o nel gruppo chiuso, per mantenere il riserbo nei confronti di chi ci conosce, sperando che qualcuno veda un positivo che non c’è.

sofferenza test gravidanza negativo

Si ripete il test il giorno dopo, si controlla dopo un minuto, cinque, dieci sperando che la linea compaia. Magari si va a ripescarlo dalla spazzatura ore dopo, perché non si sa mai..

E questo succedeva mesi fa e continua a ripetersi, inesorabilmente. Si spera che la bella notizia arrivi con la primavera poi con le vacanze estive, magari per il compleanno o per Natale o con l’inizio del nuovo anno. Sognate ad occhi aperti il momento in cui vedrete colorarsi quelle due linee, quando lo direte  al futuro papà, alla famiglia… e questo fa star male ancora di più quando l’attesa viene disillusa.

Provate a non pensarci, perché dicono che il pensiero fisso non aiuta, e vi sforzate  a sorridere, mentre  dentro il cuore piange.

E invece noi vi consigliamo di piangere, di sfogarvi,  di urlare, di buttare fuori il vostro dolore. Non vi diremo che andrà tutto bene,  speriamo di sì,  ma non possiamo saperlo. Vi ricordiamo  però che non siete sole, che la strada potrà essere lunga ma che la fiamma della speranza deve sempre rimanere accesa.

Chi  vive accanto a una coppia con problemi di fertilità non deve assolutamente minimizzare il problema. Sbagliatissimo affrontare la questione con il “non pensarci” o “vedrai che arriva” o uno sbrigativo “andrà tutto bene”. Perché non potrebbe andare tutto bene. E perchè pensarci o non pensarci può non fare alcuna differenza. Niente consigli non richiesti ma empatia.

Quando la situazione diventa insostenibile ricordiate che è fondamentale chiedere aiuto a un professionista che vi aiuti ad affrontare il problema nel miglior modo possibile

Un abbraccio.

Riferimenti e approfondimenti:

Adele Lapertosa: Il bambino Possibile. Guida alla fecondazione assistita. Il pensiero Scientifico Editore.

Marina Nicholas. 3 passi verso la felicità. Antonio Vallardi editore

Eleonora Mazzoni. Le difettose.  Einaudi Editore

Kyra Phillips & Jamie Grifo. The Whole Fertility Plan. Ed Harlequin.

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Elena

Biologa ad indirizzo fisiopatologico, laureata con lode all’Università di Padova, nel 2007 dopo il primo “mi spiace non c’è più battito”, con mio marito diamo vita a Periodofertile.it, un punto di informazione e di incontro per donne e mamme.
Attualmente sto seguendo un Master di II livello presso l'Università di Padova in Tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita e Scienze della Riproduzione Umana.