L’Assegno unico e universale 2026 è il principale sostegno economico destinato alle famiglie con figli a carico. Spetta per i figli dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni e, in caso di disabilità, senza limiti di età.
L’importo dell’Assegno unico varia in base all’ISEE, all’età e al numero dei figli e alla presenza di eventuali condizioni che danno diritto alle maggiorazioni. Nel 2026 sono inoltre cambiate le modalità di calcolo dell’ISEE utilizzato per alcune prestazioni familiari. In questa guida trovi tutte le informazioni aggiornate sull’Assegno unico 2026, dai requisiti agli importi, fino alle modalità per presentare la domanda all’INPS.
Indice
- Come funziona l’assegno unico 2026
- A chi spetta l’assegno unico 2026
- Quali sono i requisiti per richiedere l’Assegno unico
- Chi può presentare la domanda?
- Entro quando bisogna presentare la domanda?
- L’Assegno unico è compatibile con il Bonus asilo nido?
- L’Assegno unico è compatibile con l’Assegno di Maternità dei Comuni?
- L’Assegno unico è compatibile con l’Assegno di Inclusione (ADI)?
- L’Assegno unico spetta anche se il figlio maggiorenne che non vive con i genitori?
- Cosa fare se l’assegno unico non è stato pagato, è arrivato in ritardo o è più basso del previsto?
- Fonti
Come funziona l’assegno unico 2026
L’Assegno unico e universale (AUU) è un sostegno economico riconosciuto alle famiglie per ogni figlio a carico. Viene pagato direttamente dall’INPS al genitore che ne fa richiesta.
L’importo viene erogato mensilmente e non è uguale per tutti: è calcolato principalmente sulla base dell’ISEE, tenendo conto anche dell’età e del numero dei figli e di eventuali condizioni che danno diritto alle maggiorazioni.
Una cosa importante da sapere per il 2026 è che non è necessario presentare una nuova domanda ogni anno. Le domande già accolte vengono infatti rinnovate automaticamente negli anni successivi. È però necessario comunicare eventuali variazioni della situazione familiare e aggiornare l’ISEE per ricevere l’importo spettante in base alla propria situazione economica.
A chi spetta l’assegno unico 2026
L’Assegno unico può essere richiesto per:
- ogni figlio minorenne a carico;
- i nuovi nati, a partire dal settimo mese di gravidanza;
- ciascun figlio maggiorenne fino al compimento dei 21 anni, se si trova in una delle condizioni previste dalla legge;
- ogni figlio con disabilità a carico, senza limiti di età.
Assegno unico dal settimo mese di gravidanza
Una delle caratteristiche più importanti dell’Assegno unico per chi sta aspettando un bambino è che il beneficio può spettare già dal settimo mese di gravidanza. Non è quindi necessario aspettare la nascita per presentare la domanda.
Dopo la nascita, la situazione dovrà essere aggiornata indicando i dati del nuovo figlio.
Assegno unico per figli maggiorenni
L’Assegno unico può continuare a essere riconosciuto fino al compimento dei 21 anni, ma il figlio maggiorenne deve trovarsi in una delle condizioni previste.
In particolare, deve:
- frequentare un corso di formazione scolastica o professionale oppure un corso di laurea;
- svolgere un tirocinio o un’attività lavorativa e avere un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
- essere registrato come disoccupato e in cerca di lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
- svolgere il servizio civile universale.
Per i figli con disabilità, invece, l’Assegno unico può essere riconosciuto senza limiti di età.
Assegno unico per genitori separati o divorziati
L’Assegno unico spetta anche ai genitori separati, divorziati o non conviventi, purché siano presenti i requisiti previsti per ricevere la prestazione.
- In caso di affidamento condiviso (salvo accordi diversi), l’Assegno unico viene normalmente corrisposto al 50% a ciascun genitore. I genitori possono però concordare che l’intero importo venga pagato a uno solo di loro, secondo le modalità previste dall’INPS.
- In caso di affidamento esclusivo, l’assegno può essere corrisposto interamente al genitore affidatario.
È importante ricordare che l’Assegno unico è una prestazione pubblica distinta dall’assegno di mantenimento eventualmente stabilito dal giudice o concordato tra i genitori: ricevere l’Assegno unico non modifica automaticamente l’obbligo di mantenimento del figlio.
La ripartizione dell’assegno può essere modificata attraverso la domanda già presentata, accedendo ai servizi online dell’INPS con le proprie credenziali.
Quali sono i requisiti per richiedere l’Assegno unico
Per ottenere l’Assegno unico è necessario possedere i requisiti previsti dalla normativa in materia di cittadinanza, residenza e soggiorno.
In particolare, il richiedente deve:
- essere cittadino italiano o dell’Unione europea, oppure rientrare nelle categorie di cittadini di Paesi extra UE previste dalla normativa;
- essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
- avere la residenza e il domicilio in Italia;
- essere o essere stato residente in Italia per almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato della durata di almeno 6 mesi.
Come fare domanda per l’Assegno unico
Chi deve presentare una nuova domanda può farlo in qualsiasi momento dell’anno.
La richiesta può essere presentata:
- direttamente sul sito dell’INPS, accedendo al servizio dedicato con SPID almeno di livello 2, Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
- attraverso un patronato;
- tramite il Contact Center INPS al numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164 164 (da rete mobile, con la tariffa applicata dal gestore telefonico).
Chi ha già una domanda accolta, invece, non deve presentare una nuova richiesta ogni anno: la domanda viene rinnovata automaticamente.
È comunque importante comunicare all’INPS eventuali cambiamenti che possono modificare il diritto o l’importo dell’assegno.
Chi può presentare la domanda?
La domanda per l’Assegno unico può essere presentata da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, anche se non convive con il figlio.
La richiesta può inoltre essere presentata dal tutore del figlio.
Quando il figlio diventa maggiorenne e possiede i requisiti per continuare a ricevere l’Assegno unico fino ai 21 anni, può anche presentare direttamente la domanda e chiedere che l’importo venga corrisposto direttamente a lui.
Entro quando bisogna presentare la domanda?
La domanda può essere presentata durante tutto l’anno.
Per le nuove domande presentate entro il 30 giugno, l’Assegno unico viene riconosciuto anche per le mensilità arretrate spettanti a partire da marzo.
Per le domande presentate dopo il 30 giugno, il beneficio decorre invece dal mese successivo a quello di presentazione della domanda.
Assegno unico 2026: quanto spetta?
L’importo dell’Assegno unico viene determinato principalmente sulla base dell’ISEE, oltre che in funzione del numero e dell’età dei figli e della presenza di eventuali condizioni che danno diritto alle maggiorazioni.
Nel 2026 gli importi sono stati rivalutati dell’1,4%.
Per ciascun figlio minorenne, l’importo base dell’Assegno unico va da un massimo di 203,80 euro al mese a un minimo di 58,30 euro al mese.
Importo dell’Assegno unico in base all’ISEE 2026
| ISEE 2026 | Importo base mensile per ciascun figlio minorenne |
|---|---|
| Fino a 17.468,51 € | fino a 203,80 € |
| Tra 17.468,52 € e 46.582,70 € | importo variabile |
| Da 46.582,71 € in poi | 58,30 € |
| Senza ISEE | 58,30 € |
La riduzione dell’importo tra la soglia minima e quella massima avviene progressivamente, attraverso le numerose fasce ISEE previste dall’INPS.
L’importo medio effettivamente percepito dalle famiglie può essere superiore all’importo base, perché vengono considerate anche le eventuali maggiorazioni. A maggio 2026 l’INPS ha rilevato un importo medio di circa 175 euro per figlio, comprensivo delle maggiorazioni.
E se non si presenta l’ISEE?
L’Assegno unico può essere richiesto anche senza ISEE.
In questo caso viene riconosciuto l’importo minimo previsto dalla normativa, cioè 58,30 euro al mese per ciascun figlio minorenne nel 2026. Lo stesso importo minimo si applica in presenza di un ISEE pari o superiore alla soglia massima prevista.
ISEE 2026 e Assegno unico: cosa cambia
Dal 1° gennaio 2026 è stato introdotto l’ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione, utilizzato anche per il calcolo dell’Assegno unico.
Per l’AUU, il nuovo ISEE viene utilizzato a partire dalla mensilità di marzo 2026. Per gennaio e febbraio 2026 è stato invece utilizzato l’ISEE in corso di validità al 31 dicembre 2025.
Per ricevere l’importo dell’Assegno unico determinato sulla propria situazione economica è quindi importante avere un ISEE 2026 valido.
Se non è presente una DSU correttamente attestata, l’INPS può erogare inizialmente l’importo minimo. La presentazione della DSU entro il 30 giugno consente di ottenere il ricalcolo degli importi spettanti e gli eventuali arretrati a partire da marzo.
Assegno unico 2026: le maggiorazioni
All’importo base possono aggiungersi diverse maggiorazioni. Sono previste, tra gli altri casi, maggiorazioni per:
- ciascun figlio successivo al secondo;
- figli con disabilità;
- madri di età inferiore a 21 anni;
- nuclei familiari in cui entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro;
- figli di età inferiore a un anno;
- nuclei con almeno tre figli e ISEE entro la soglia prevista, per i figli da uno a tre anni;
- nuclei con almeno quattro figli a carico.
Maggiorazione del 50% per i bambini sotto un anno
Per ciascun figlio di età inferiore a un anno, nel 2026 l’importo dell’Assegno unico calcolato in base all’ISEE viene incrementato del 50% fino al compimento del primo anno di vita.
Maggiorazione del 50% per le famiglie con almeno tre figli
Per i nuclei familiari con almeno tre figli e ISEE, calcolato secondo le regole previste per l’AUU, non superiore a 46.582,71 euro, l’importo dell’Assegno unico è aumentato del 50% per ciascun figlio nella fascia di età da uno a tre anni.
Maggiorazione per le famiglie con almeno quattro figli
Alle famiglie con almeno quattro figli a carico spetta una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese per nucleo familiare.
Maggiorazioni per figli con disabilità
Per i figli con disabilità sono previste specifiche maggiorazioni, che variano in relazione alla condizione di disabilità.
Nel 2026, per i figli con disabilità fino a 21 anni, le maggiorazioni mensili arrivano fino a:
- 122,30 euro per i figli non autosufficienti;
- 110,60 euro per i figli con disabilità grave;
- 99,10 euro per i figli con disabilità media.
Per i figli con disabilità l’assegno può inoltre essere riconosciuto senza limiti di età.
Quando viene pagato l’Assegno unico?
L’Assegno unico viene erogato ogni mese dall’INPS, secondo il calendario previsto per le diverse mensilità.
Per chi presenta una nuova domanda, la decorrenza e le eventuali mensilità arretrate dipendono dalla data di presentazione della richiesta.
Le date di pagamento possono variare in base alla situazione della domanda e alle modalità previste dall’INPS. È possibile verificare lo stato della domanda e dei pagamenti attraverso i servizi online dell’INPS.
Domande frequenti sull’Assegno unico 2026
L’Assegno unico va richiesto ogni anno?
No. Le domande già accolte vengono rinnovate automaticamente e non è necessario presentarne una nuova ogni anno.
È però importante mantenere aggiornato l’ISEE e comunicare all’INPS eventuali variazioni della situazione familiare.
L’Assegno unico spetta anche senza ISEE?
Sì. L’Assegno unico può essere richiesto anche senza ISEE. In questo caso viene riconosciuto l’importo minimo previsto per l’anno di riferimento.
L’Assegno unico spetta durante la gravidanza?
Sì. Per i nuovi nati, l’Assegno unico può spettare a partire dal settimo mese di gravidanza.
Quanto spetta di Assegno unico con un ISEE di 20.000 euro?
Non esiste un importo unico per tutti i nuclei con ISEE di 20.000 euro. L’importo dipende dalla fascia ISEE di appartenenza e può essere modificato dalla presenza di maggiorazioni legate, per esempio, al numero e all’età dei figli.
Quanto spetta di Assegno unico senza ISEE?
Nel 2026, in assenza di ISEE, per ciascun figlio minorenne spetta l’importo minimo di 58,30 euro al mese, salvo le eventuali maggiorazioni previste.
L’Assegno unico fa reddito?
No. L’Assegno unico non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini IRPEF e non incide sulle detrazioni fiscali per altre tipologie di reddito.
L’Assegno unico è compatibile con il Bonus mamme?
Sì. L’Assegno unico e universale è compatibile con il Bonus mamme, quindi una madre che possiede i requisiti per entrambe le misure può beneficiare di entrambi i sostegni. L’INPS conferma espressamente questa compatibilità.
L’Assegno unico è compatibile con il Bonus asilo nido?
Sì. Il Bonus asilo nido è una misura distinta dall’Assegno unico e può essere richiesto se si possiedono i requisiti previsti.
L’Assegno unico è compatibile con l’Assegno di Maternità dei Comuni?
Sì. L’Assegno unico e universale può essere percepito insieme alle misure in denaro a favore dei figli erogate da Regioni, Province autonome ed enti locali. L’INPS conferma infatti che l’AUU è compatibile con queste prestazioni.
Tra queste rientra anche l’assegno di maternità concesso dai Comuni, una prestazione destinata alle madri che possiedono i requisiti previsti dalla normativa e che viene erogata dall’INPS dopo la concessione da parte del Comune.
Le due prestazioni hanno quindi finalità e requisiti differenti e possono spettare contemporaneamente, se la famiglia possiede i requisiti previsti per entrambe.
L’Assegno unico è compatibile con l’Assegno di Inclusione (ADI)?
Sì. Le due misure possono essere percepite contemporaneamente, nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa.
Cosa succede quando un figlio compie 18 anni?
L’Assegno unico può continuare a essere riconosciuto fino al compimento dei 21 anni, purché il figlio si trovi in una delle condizioni previste dalla legge.
Il figlio stesso può presentare la domanda e richiedere che l’assegno venga corrisposto direttamente a lui.
L’Assegno unico spetta anche se il figlio maggiorenne che non vive con i genitori?
Sì. La convivenza con i genitori non è di per sé un requisito per ricevere l’Assegno unico.
Il figlio maggiorenne può continuare a beneficiare della prestazione fino al compimento dei 21 anni se possiede una delle condizioni previste dalla normativa. Per stabilire l’importo spettante in base all’ISEE occorre però considerare le specifiche regole previste per il nucleo familiare e per il figlio maggiorenne.
Cosa fare se l’assegno unico non è stato pagato, è arrivato in ritardo o è più basso del previsto?
Se l’Assegno unico non è arrivato, è arrivato in ritardo oppure l’importo è più basso rispetto ai mesi precedenti, è importante verificare innanzitutto lo stato della domanda e i dati presenti nella propria posizione INPS.
Tra i controlli da fare ci sono:
- verificare che la domanda risulti accolta;
- controllare che l’ISEE sia valido e correttamente attestato;
- verificare che i dati relativi ai figli e alla situazione familiare siano aggiornati;
- controllare l’IBAN indicato per il pagamento e che sia correttamente associato al beneficiario;
- verificare se sono presenti conguagli, ricalcoli o comunicazioni da parte dell’INPS.
Lo stato della domanda e i pagamenti possono essere controllati attraverso i servizi online dell’INPS, accedendo alla propria posizione personale.
Un importo diverso da quello dei mesi precedenti non significa necessariamente che ci sia un errore: può dipendere, per esempio, da un aggiornamento dell’ISEE, dal venir meno di una maggiorazione o da un ricalcolo dell’importo.
In sintesi
- L’Assegno unico 2026 è uno dei principali strumenti di sostegno economico alle famiglie con figli.
- Può spettare dal settimo mese di gravidanza e proseguire fino ai 21 anni, mentre per i figli con disabilità non è previsto un limite di età.
- Nel 2026 l’importo base per ciascun figlio minorenne va da 58,30 a 203,80 euro al mese, in funzione dell’ISEE, ma può aumentare grazie alle numerose maggiorazioni previste dalla normativa.
- Chi ha già una domanda accolta non deve ripresentarla ogni anno. Per ricevere l’importo spettante in base alla propria situazione economica è però importante avere un ISEE aggiornato.
Per informazioni e per presentare la domanda è possibile utilizzare il servizio dedicato sul sito dell’INPS.
Fonti
- INPS, Assegno unico e universale per i figli a carico, 2026, Inps.it