Picco di LH e test di ovulazione: come capire che si sta per ovulare 

Cos'è il picco di LH e quanto dura? Come individuarlo con i test di ovulazione e quando avere rapporti per aumentare le probabilità di rimanere incinta?

Quando si cerca una gravidanza, quello che conta non è solo stare bene ed essere convinti di quello che si sta facendo all’interno della coppia, ma anche avere rapporti nei giorni fertili del ciclo mestruale (ossia in prossimità dell’ovulazione).

Molte donne però non sanno quando ovulano o non riescono a riconoscere i sintomi dell’ovulazione oppure hanno un ciclo molto irregolare, il che rende tutto ancora più complicato.

Per facilitare le cose, è possibile utilizzare i cosiddetti test di ovulazione, che funzionano rilevando l’aumento di ormone luteinizzante nelle urine, ossia il cosiddetto picco di LH.

Attenzione però: se le mestruazioni sono molto irregolari (ad esempio saltano dei mesi) è importante parlarne con il ginecologo, perché questa caratteristica può essere dovuta a squilibri ormonali che potrebbero rendere più complicata la ricerca della gravidanza.

Esistono infatti condizioni come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) che comportano cicli irregolari con aumenti dell’ormone LH in assenza di ovulazione che rendono inutile l’uso dei test.

In questo articolo parleremo delle normali variazioni di LH durante un ciclo mestruale (ossia il periodo che intercorre tra l’inizio di una mestruazione e il giorno che precede la successiva). Pertanto quello che spiegheremo di seguito non è applicabile a chi ha problemi di PCOS.

Picco di LH e ovulazione

L’ovulazione è una complessa sinfonia di eventi che portano al rilascio di una cellula uovo matura dall’ovaio. Questo momento è preceduto da aumento della produzione di LH, in cui i livelli di questo ormone nel sangue cominciano a salire, raggiungono un picco massimo e poi scendono nell’arco di poche ore.

Grafico Picco LH e Ovulazione

In condizioni normali, la produzione di ormone LH è molto bassa durante il ciclo mestruale. Tuttavia, una volta che il follicolo dominante (che rilascerà l’ovulo maturo) raggiunge una certa dimensione, la secrezione di LH sale a livelli molto alti ed è proprio questo aumento a innescare l’ovulazione.

Picco di LH: dopo quanto avviene l’ovulazione?

Tra il momento in cui l’ormone LH inizia ad aumentare nel sangue e il rilascio dell’ovocita passano circa 35-44 ore, mentre una volta raggiunto il picco di LH a livello serico l’ovulazione avviene dopo circa 10-12 ore.

Tuttavia, il il picco di LH nelle urine può essere osservato 3-6 ore dopo l’aumento dei livelli di LH nel sangue.

Questo dettaglio è importante perché i test di ovulazione vengono fatti sulle urine e rilevano quindi l’esito di ciò che è accaduto 3-6 ore prima nel nostro corpo.

Picco di LH nelle urine e progesterone

Dopo che l’ovocita è stato rilasciato, il follicolo vuoto viene convertito in una struttura nota come corpo luteo, che inizia a produrre progesterone, l’ormone necessario per supportare la gravidanza.

Se l’ovocita non viene fecondato da uno spermatozoo, il corpo luteo si raggrinzisce, arrestando la secrezione di progesterone e innescando l’inizio di un nuovo ciclo mestruale.

Per individuare esattamente il momento dell’ovulazione si può abbinare ai test sulle urine la misura della temperatura basale, che registrerà un aumento per via del progesterone in circolo, dal giorno successivo all’ovulazione.

Ricordiamo che i test ovulatori in commercio sono altamente sensibili e rilevano concentrazioni a partire da 20 mIU / ml di LH, mentre la concentrazione naturale di LH nelle urine durante il picco varia da 20 a 100 mIU / ml.

Quando si verifica il picco di LH?

Nelle donne con cicli mestruali regolari di circa 28 giorni, il picco di LH di solito si verifica tra il 12 pm e il 16 pm (dove per pm intendiamo post mestruazione). Il giorno 1 del ciclo mestruale è il giorno in cui inizia il vero flusso.

Il giorno del picco di LH può variare da ciclo a ciclo in tutte le donne, quindi all’inizio di ogni ciclo mestruale non è MAI possibile prevedere con assoluta certezza quando si ovulerà.

Per questo è importante non affidarsi solo ai calcoli, ma imparare a osservare i sintomi (o monitorare la temperatura basale e/o usare i test di ovulazione).

Nelle donne con cicli più brevi o più lunghi, il picco di LH può verificarsi prima del giorno 12 pm o dopo il giorno 16 pm. Questo perché, in genere, quella che varia è la prima fase del ciclo (dall’inizio della mestruazione all’ovulazione), mentre la seconda fase (dall’ovulazione al ciclo mestruale successivo) ha una durata di circa 14 giorni nella maggior parte delle donne.

Come individuare il picco di LH con i test di ovulazione?

Esistono numerose tipologie di test ovulatori, kit e monitor da utilizzare in casa per rilevare la presenza dell’ormone LH nelle urine. 

Sono disponibili anche dei test che individuano due ormoni, estrogeni e LH, come Persona o Clearblue Viola a doppio indicatore ormonale. Attenzione però: questi ultimi due non vanno letti come i normali test di ovulazione.

Quando si verifica il picco di LH, si vedrà un cambiamento di colore sulla striscia reattiva o sul monitor.

I test che leggono l’ormone LH risultano positivi quando le due linee (linea di controllo e linea del dell’ormone) sono intense e uguali. I test Persona o i Clearblue viola a doppio indicatore ormonale si leggono solitamente attraverso il monitor in dotazione.

Quando eseguire i test di ovulazione per rilevare meglio il picco di LH?

I test ovulatori devono essere eseguiti ogni giorno a partire da un momento preciso che dipende dalla lunghezza tipica dei propri cicli mestruale.

Molti dei kit consigliano di eseguire il test con il primo campione di urina del mattino. Tuttavia, uno studio su 155 cicli di 35 donne ha dimostrato che l’inizio dell’aumento di LH si verifica principalmente tra mezzanotte e la mattina presto (37% tra 00:00 e 04:00, 48% tra 04:00 e 08:00).

Di conseguenza, poiché l’aumento di LH inizia tipicamente nelle prime ore del mattino, il nostro consiglio è quello di testare la seconda urina del mattino, per ridurre il rischio di perdere il picco di LH.

Per un migliore successo nel rilevare l’aumento di LH, è importante eseguire il test di ovulazione all’incirca alla stessa ora ogni giorno e ridurre l’assunzione di liquidi nelle 2-4 ore precedenti. Infatti, bere molto prima del test può diluire la concentrazione di LH nelle urine e rendere difficile la rilevazione dell’ormone.

E se il test di ovulazione non rileva il picco?

Il picco di LH potrebbe non essere visto in ogni ciclo.

Se hai difficoltà a individuare il picco con i test di ovulazione oppure hai cicli molto irregolari o lunghi, puoi chiedere al ginecologo di eseguire alcuni esami del sangue (gli esami ormonali si eseguono tra la seconda e quarta giornata delle mestruazioni). Questi esami possono essere interpretati correttamente dal ginecologo o da un endocrinologo specialista in infertilità.

L’ovulazione può essere monitorata anche attraverso un’ecografia transvaginale eseguita a intervalli di tempo prestabiliti. Ciò consente al medico di osservare le ovaie e vedere come crescono i follicoli. Si tratta dei cosiddetti monitoraggi follicolari ecografici per seguire l’ovulazione.

Picco di LH: quando avere rapporti?

Una volta che l’ovocita viene rilasciato dall’ovaio, è fertile per sole 12-24 ore e poi degenera. Mentre gli spermatozoi possono sopravvivere nel tratto riproduttivo della donna fino a 3-5 giorni.

Per questo, si consiglia di avere rapporti dal giorno stesso in cui si rileva il picco di LH (ossia quando compaiono due linee marcate sul test) e preferibilmente a giorni alterni. Ancora meglio sarebbe avere rapporti anche il giorno prima del picco, quando la seconda linea inizia a intensificarsi.

Il picco di LH mi dà la sicurezza di ovulare?

No, il picco di LH potrebbe non significare sempre una vera ovulazione.

In uno studio su 43 donne, in cui l’LH urinario è stato registrato e analizzato quotidianamente, è stato riscontrato che i picchi di LH non sono di un solo tipo e sono estremamente variabili.

L’insorgenza del picco di LH urinario è stata classificata in due tipi:

  • a insorgenza rapida (entro un giorno, 42,9%)
  • a insorgenza graduale (in 2-6 giorni, 57,1%).

Inoltre, due donne (4,3%) hanno mostrato un picco di LH senza ovulazione.

Nelle donne infertili, è stato rilevato un picco prematuro di LH che non ha innescato l’ovulazione nel 46,8% dei cicli.

Inoltre, è stata segnalata una situazione definita come “sindrome del follicolo luteinizzato non rotto” (LUF) che si ha nel 10,7% dei cicli mestruali in donne normalmente fertili. Chi presenta questa condizione ha un normale picco di LH, corpo luteo funzionante e mestruazioni, ma non rilascia alcun ovocita.

Sebbene si parli di sindrome, è importante sottolineare che la LUF può essere anche solo occasionale e non ripetersi per tutti i cicli.

Picco di LH: quanto dura?

Come abbiamo già accennato, il picco di LH può avere una durata variabile, da 1 a 6 giorni.

Studi molti dettagliati hanno confermato la diversità dei picchi di LH in termini di configurazione, ampiezza e durata. Questa diversità dovrebbe essere presa in considerazione perché probabilmente gioverebbe al trattamento delle cause ormonali di infertilità.

In particolare, si è visto che due caratteristiche del picco di LH erano associate al processo di ovulazione:

  • picchi multipli di LH erano associati a follicoli preovulatori più piccoli;
  • picchi di LH prolungati per più di 3 giorni dopo l’ovulazione erano stati associati a luteinizzazione ritardata.

I picchi multipli potrebbero essere un sintomo di insufficienza follicolare, mentre un picco prolungato di LH potrebbe essere un segno di insufficienza luteale. Queste ipotesi dovrebbero sicuramente motivare ulteriori ricerche.


Fonti principali