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Allattamento e stitichezza del neonato e della mamma

Quando possiamo dire che un neonato è stitico e ha quindi bisogno di un aiuto esterno per andare di corpo? La stitichezza può insorgere più facilmente quando si utilizza latte artificiale e all’inizio dello svezzamento.

L’allattamento del tuo bambino, che sia al seno o al biberon o misto, porta sempre tanti dubbi e preoccupazioni perché non si sa mai se sta mangiando abbastanza e ad ogni scarica si gioisce perché vuol dire che qualcosa ha introdotto evidentemente e l’ha digerito. Ma avrà digerito bene o male?

Nei primissimi giorni in ospedale sei stata abituata al fatto che il tuo bambino bagnava e sporcava solitamente uno a due pannolini al giorno. Le feci erano scure e sono chiamate meconio.

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Una volta tornata a casa noterai invece che le sue feci da scure passano ad essere gialle o marrone chiaro (a volte anche verdi) e il numero di scariche aumenta passando da uno a due al giorno fino a cinque scariche.

E se le scariche non sono nemmeno due al giorno? Allora bisogna, prima di pensare che sia stitico, capire se lo è realmente.

Scariche del neonato fino a 6 settimane

Se le sue scariche sono assenti o rimane giorni senza fare feci, nelle sue prime sei settimane di vita, allora bisogna aumentare il numero delle poppate o offrire il latte artificiale a richiesta piuttosto che ad orario.

La mamma che lo allatta al seno ha un grande aiuto, il colostro, che aumenta la motilità intestinale del neonato, ed ha potere lassativo.

allattamento

Neonato dopo le 6 settimane di vita

Un neonato può essere sano, anche se fa una scarica sola al giorno o addirittura in una settimana.

Un bambino è stitico quando fa feci formate, dure e accade frequentemente se è allattato artificialmente.

L’atto di evacuare per un neonato è difficile in quanto si devono rilassare gli sfinteri, usare il torchio addominale e questa capacità matura soltanto in modo completo verso i tre anni circa.

Infatti non è raro vedere un neonato che si sforza durante l’evacuazione per poi fare delle feci morbidissime.

Evita quindi di usare clisteri o stimolazione con termometro o il gambo del prezzemolo. Dai tempo al vostro bambino e fidati delle competenze che piano piano sta acquisendo.

Se un neonato segue invece un allattamento misto è possibile per lui avere maggiori difficoltà nell’evacuazione in quanto nel latte materno c’è una presenza maggiore di lattulosio che regolarizza l’intestino.

Nel momento in cui si svezza il neonato possono sorgere dei problemi nell’andare di corpo.

Quello che mangia la mamma che allatta può influire sulla stitichezza del neonato?

La dieta di una madre che allatta può causare – o alleviare – la stitichezza di un bambino? La risposta breve probabilmente è No.

Gas e fibre non vengono trasmessi dalla mamma al bambino.  Inoltre, il latte materno è prodotto da ciò che è nel sangue, non dal tratto digestivo.

Secondo La Leche League International, non è cosa o quanto mangia o beve la mamma a stimolare la produzione di latte, ma  la capacità del bambino di succhiare nel modo giusto. Per avere più evacuazioni giornaliere e  un ottimale aumento di peso del bambino,  è importante che sia corretto l’attacco e la modalità di suzione, che l’allattamento si a frequente e a richiesta e che si favorisca  l’apporto di secondo latte nel bambino.

I termini foremilk (primo latte) e hindmilk (secondo latte) sono usati in riferimento alle differenze nel latte umano durante una singola poppata. Il primo latte, preso all’inizio del pasto, è più abbondante, tuttavia ha una percentuale più bassa di grassi e calorie. Quando il lattante continua a poppare al primo seno la percentuale di grassi nel latte cresce, finché il bambino riceve il secondo latte, più ricco di calorie; è considerato ideale l’apporto combinato di entrambi i tipi di latte.

I massaggi sono ottimi

Immagina disegnato sul ventre del tuo bambino un orologio.

Ora appoggia le 3 dita centrali della mano destra ad ore 7 e descrivi un cerchio in senso orario fino ad ore 5.

Appena prima di staccare la mano appoggio le 3 dita centrali della sinistra a ore 11, sollevo la mano destra e sposto la sinistra in linea retta verso ore 1.

Appena prima di staccare la mano sinistra appoggio di nuovo la destra e ripeto questa sequenza per alcune volte. Ecco un chiaro video:

Oppure potete sollevare le gambe del bimbo verso la pancia, con le ginocchia piegate a fare la bicicletta. Di solito, se fatti con costanza e ad ogni cambio pannolino, dopo ogni massaggio c’è una puzzetta, una pipì o una scarica di feci.

E quando sono le madri ad essere stitiche?

In allattamento si ha un calo del progesterone e l’utero insieme all’intestino e altri organi stanno tornando alla loro posizione originaria.

Tutto ciò spesso influisce negativamente la motilità contrattile rendendo l’evacuazione difficile.

Il problema si può presentare anche se è stata effettuata una episiotomia o c’è stata una lacerazione o se sono uscite le emorroidi.

Infine, se prendete, ad esempio paracetamolo o antidolorifici, il farmaco può avere questo effetto collaterale e portare stitichezza.

La prima cosa da fare è aiutarsi anche qui con l’alimentazione, evitando alimenti astringenti, bere acqua tiepida al mattino e introdurre tisane, centrifugati, spremute in modo da ammorbidire le feci e favorirne l’espulsione.

Anche l’attività fisica, magari fatta portando fuori a spasso il tuo bambino, aiuta la motilità intestinale.

Ultimo consiglio: provate con la malva. Può essere assunta come tisana.

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Ostetrica Sara Notarantonio

Mi sono laureata presso la facoltà di Ostetricia dell’ospedale dell’Aquila con la tesi “L’ecografia in gravidanza” con il voto di 110 e lode.
Mi occupo di gravidanza, nascita, puerperio, allattamento e puericultura promuovendo la consapevolezza, la scelta informata, Il Maternage, la tutela del benessere materno – infantile e il diritto alla nascita indisturbata.