Come aumentare la produzione di latte per eliminare le aggiunte

Vivere un allattamento esclusivo al seno non è la quotidianità di moltissime mamme, perchè molte, già dai primissimi giorni in ospedale, tornano a casa con una giunta di artificiale col biberon.

I motivi per cui si introduce un latte artificiale sono tantissimi, come il bimbo che ha difficoltà ad attaccarsi, che piange molto e sembra non saziarsi con il solo seno, oppure è sonnolento e perde peso perché si attacca poco o dopo essere tornati a casa con un allattamento esclusivo al seno, si va dal pediatra e questo ci dice che è cresciuto poco e quindi bisogna integrare con altro.

Tutte queste situazioni hanno messo in testa alle donne, ancor prima che il bambino nasca, che loro potrebbero avere “poco” latte, cosa assurda e sbagliatissima.

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Proseguendo, confermo di accettare i termini di utilizzo e il trattamento dei miei dati di Periodo Fertile.

Quindi se per un motivo qualsiasi la produzione di latte non è sufficiente per il proprio bambino e si è passato al misto o all’allattamento artificiale, potete benissimo decidere di ricominciare ad allattare al seno.

Basti pensare alle mamme che adottano, che sono capaci, stimolando il seno, di avviare una produzione di latte.

La prima cosa da fare è contattare un’Ostetrica, controllare con lei che l’attacco sia corretto e che la suzione sia efficace, cercando di capire insieme a lei cosa abbia interferito alla produzione di latte abbondante.

Una volta centrato il problema si corregge e nel frattempo gradualmente si toglie l’aggiunta e si somministra il latte attraverso il DAS e non con un biberon, metodo che permette la stimolazione del seno mentre si somministra latte artificiale.

Come aumentare la produzione di latte

  • Il bambino deve poppare più spesso possibile al seno, e contemporaneamente si può stimolare l’altro seno aiutando così la produzione di prolattina. Un numero di 10 poppate o più nell’arco delle 24 ore devono essere considerate il minimo. Non spaventatevi, è vero magari sarete quasi tutto il tempo con il seno “all’aria” ma è necessario adattarsi ai suoi ritmi per arrivare ad un equilibrio una volta arrivata la giusta quantità di latte.
  • Indossate una fascia e infilateci il bambino dentro solo con il pannolino e voi senza maglietta e reggiseno così da fare almeno per 2 ore consecutive al giorno il pelle pelle. Portare il bambino in questo modo vi aiuta tantissimo anche limitando le colichette e i pianti disperati. Inoltre vi aiuterà a capire come comunicare con lui.
  • Vicinanza giorno e notte quando si riposa. Se seguite strettamente le regole contro la SIDS non abbiate paura. Va bene la condivisione del letto a patto che non si copra il bambino con le vostre lenzuola, non si metta nel mezzo tra i due genitori e non si usi il cuscino. Per coprirlo usate il sacco nanna.
  • Se il bambino non si attacca spontaneamente offritegli il seno anche se non mostra i segnali della fame. Ciucciare per lui infatti non vuol dire solo alimentarsi ma anche aiutarlo ad andare di corpo, rilassarlo, consolarlo.
  • Alternate i seni anche due o tre volte nella stessa poppata.
  • Allungate le poppate massaggiando il bambino quando smette di ciucciare oppure nel mentre mangia aiutarlo massaggiandosi il seno spremendogli il latte nella bocca proprio nel mentre in cui c’è l’atto della suzione. Questo fa si che egli non prenda solo la prima parte del latte che è la più dissetante ma anche la seconda che è la più grassa.
  • Sostituite il latte artificiale con quello che riuscite a tirarvi. Ricordatevi che il latte che tirate in diversi momenti della giornata possono essere mischiati tutti insieme a patto che questi abbiano la stessa temperatura. Se ad esempio avete il latte tirato al mattino in frigorifero
  • Parenti, amici, che vengono a trovarvi non devono occuparsi del bambino al vostro posto ma devono fare i mestieri di casa e cucinare così da lasciarvi riposare insieme al bambino. Fatevi furbe, fatevi coccolare!
  • Circondatevi di persone che vi sostengano nelle vostre scelte e vi incoraggino. Pareri discordanti, giudizi, consigli non richiesti, vi manderanno solo nello sconforto e vi faranno pensare che non siete capaci. Abbiate invece fiducia, sempre, nelle competenze innate che avete come madre!
  • Eventuali aggiunte di latte potete darle con metodi alternativi al biberon (Soft-Cup, tazzina, siringa al dito,DAS.) Non cedete alla facilità del biberon. Le ultime due vi aiutano perchè fanno innamorare sempre di più il bambino del contatto con voi pelle pelle.

 allattamento al seno

La cosa più importante in assoluto è, prima di cominciare il vostro riallattamento, consultare una ostetrica competente in allattamento e che valuti la posizione e l’attacco del vostro bambino al seno. Troppe volte vedo attacchi inadeguati che erano stati giudicati ‘buoni’ perchè osservati in modo frettoloso e solo nei primi giorni in ospedale.

La tempistica della produzione di latte, che arrivi a soddisfare finalmente il vostro bambino, varia da caso a caso, dipende molto dalla tenacia della mamma, dalla disponibilità di tempo che si ha, da quanto tempo il bambino non ciuccia più al seno, e dal sostegno familiare. Potete, oltre ai tanti consigli e indicazioni dati in questo articolo, usare dei prodotti naturali che sostengono la produzione di latte.
Efficace, è la Tintura Madre di Verbena. Ne potete prendere 30 gocce in poca acqua, due volte al giorno. La Verbena, aiuta la produzione della prolattina nei primi 10 giorni. Passati queste due prime settimane potete sostituire la Verbena con la Tintura Madre di Galega. Ne prendete sempre 30 gocce due volte al giorno. E poi c’è il classico infuso al Finocchio. Prendete in erboristeria i semi di Finocchio, ne mettete 15gr per un litro d’acqua, versate l’acqua bollente sui semi e lasciate riposare quindici minuti, poi filtrate, dolcificate con miele e bevetene 3/4 tazze al giorno.

L’infuso al finocchio ci raccontano le nonne che passa nel latte ed evita le coliche gassose del lattante, insomma un preziosissimo aiuto.

Buon ritorno al seno e coraggio.

Vedi anche:

Allattamento al seno i primi giorni in ospedale

 

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