Il latte vaccino: quando e perchè?

La raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è di allattare con latte materno, almeno fino a 6 mesi e se ciò non è possibile, ricorrere al latte di crescita (o latte formulato), tuttavia, se possibile, il latte materno va integrato, non eliminato nel momento dello svezzamento perché fornisce quantità elevate di acidi grassi a catena molto lunga e di importanti fattori non nutritivi (immunologici, trofici, enzimatici). Contribuisce inoltre a mantenere ottimale l’apporto proteico evitandone un eccesso, riduce l’incidenza di tumore al seno nella madre ed è economico! Detto questo il problema può essere quello di capire che latte utilizzare se è necessario per svariati motivi, passare dal latte materno ad altro tipo di latte prima di una certa epoca di crescita.

Perchè si ritarda l’introduzione del latte vaccino?

L’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità)  consiglia di introdurre il latte vaccino nella dieta del bambino dopo i 12 mesi di vita, questo perché il latte vaccino può interferire negativamente con l’assorbimento del ferro ed essere responsabile di micro emorragie a livello della mucosa intestinale che favoriscono il depauperamento delle riserve del minerale in un organismo non ancora completamente maturo.  Al contrario, prodotti anche su base lattea ma sottoposti a processi fermentativi con conseguente abbassamento del pH (ad esempio lo yogurt) possono avere un effetto positivo sull’assorbimento del ferro.

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latte vaccino

Perchè il latte vaccino è sconsigliato prima dei 12 mesi.

Uno dei principali aspetti che porta a sconsigliare il latte vaccino prima dei 12 mesi è la sua carenza in Ferro motivo per cui il latte di formula viene arricchito di questo minerale in modo tale da soddisfare i fabbisogni giornalieri.

Una mancanza di Ferro molto spesso può portare ad un rischio di anemia.

Al contrario, il latte vaccino risulta avere un contenuto di sali minerali e proteine tale da poter causare un sovraccarico dei reni che nel neonato non sono ancora ben sviluppati per poter smaltire questi eccessi.

Il contenuto di proteine nel latte vaccino risulta quasi triplo rispetto a quello materno.

Se si pensa che in 100 ml di latte vaccino si hanno circa 3,4 grammi di proteine e che le raccomandazioni di assunzione proteica per un neonato sono poco più di 1 grammo per chilo corporeo al giorno (1,21g/kg x die), si può vedere come facilmente queste indicazioni possano essere superate.

Il latte vaccino risulta inoltre carente di vitamine che, al contrario vengono addizionate al latte di crescita.

Questo riguarda soprattutto la vitamina D, utile per il fissaggio del calcio nelle ossa, la vitamina C che favorisce -tra le altre cose- l’assimilazione del Ferro e la vitamina A utile alla vista e alla crescita.

Per tutte queste considerazioni i pediatri consigliano di aspettare per l’introduzione del latte vaccino almeno l’anno di vita: oltre questo periodo ci si auspica che la dieta possa essere più varia e permette così di coprire e bilanciare le carenze nutrizionali che il latte comporterebbe come unica fonte nutritiva.

Martina Cirelli per Madegus

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Fonti

La nutrizione del bambino sano, Faldella, Giorgi, Miniello, Salvioli, Il Pensiero Scientifico Editore

LARN Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti e energia per la popolazione italiana

OMS Organizzazione Mondiale della Sanità

INRAN linee guida

Federazione Italiana Medici Pediatrici

 

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