Genitori di gemelli: come rispettare l’individualità di ogni bambino

La gravidanza è una nuova avventura per tutte le mamme e i papà ma quando si scopre che i feti sono due, può esserci un piccolo shock iniziale che con il tempo si trasformerà in una doppia felicità.

Portare in grembo due gemelli è una situazione privilegiata perchè non è un fatto comune, ancora meno quando i gemelli sono tre o più.

A livello economico comprare tutto doppio o triplo non è così semplice e lo è ancor meno dover affrontare la vita pratica di ogni giorno, come ad esempio allattare al seno oppure no e le scelte educative.

Le dinamiche familiari sono un po’ più complesse, rispetto alle famiglie con bambini singoli, in quanto il legame simbiotico che si instaura tra la madre e il bambino, fondamentale per la costruzione del sé, diventa più complicato perchè un altro bambino rimane in attesa di ricevere le stesse attenzioni in quel momento.

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Anche il contatto oculare, fondamentale per la fiducia di base, che la mamma stabilisce con il proprio figlio, diventa più difficile in quanto il tempo a disposizione viene diviso e frammentato. La gestione più difficoltosa sia pratica che emotiva per la crescita dei gemelli ha però tanti risvolti  positivi rispetto alla crescita di un figlio singolo.

Ad esempio, il padre di gemelli è molto più coinvolto ed indispensabile  per la gestione dei piccoli e vengono molto coinvolti anche i nonni, gli zii e gli amici. Questa naturalezza delle madre di gemelli,ad affidare i figli ad altri ,  fa si che questi bambini sviluppino maggior autonomia fin da subito riducendo il rischio per i genitori di diventare iperprotettivi.

Rispettare l’individualità di ogni bambino

È molto importante riconoscere l’individualità di ogni bambino sin dalla gravidanza, cercando di evitare il fascino dei gemelli vestiti in maniera uguale, con i giochi identici e tutto perfettamente identico, anche se l’istinto e la comodità di prendere tutto uguale potrebbe risultare più pratico.

Fondamentale è non chiamare i bambini “i gemelli” ma ognuno con il proprio nome, almeno davanti a loro, perchè sono comunque due bambini con due personalità diverse, con due nomi diversi e con sogni diversi. Potranno anche condividere le stesse passioni e gli stessi interessi ma solo perchè saranno stati loro a scegliere, ma rimarranno comunque due persone distinte anche se con un legame speciale.

È molto importante passare ogni tanto del tempo con un solo bambino, facendo giochi e attività diverse in contesti lontani dal fratello e dell’altro genitore per poter dedicare solo a lui tutte le attenzioni possibili. Questo permette al bambino di stabilire un rapporto personale con il genitore e di vivere esperienze diverse a modo suo, sviluppando le proprie inclinazioni evitando così eventuali complessi di inferiorità.

I gemelli sviluppano un’identità personale e anche se spesso vivono le stesse esperienze, le possono percepire in maniera differente. È anche vero che per molte situazioni possono anche sviluppare un’identità di coppia o gemellare e questa loro complementarietà ne può maggiormente favorire la coesione.

Crescendo solitamente i gemelli rafforzano il loro rapporto e a volte per loro diventa più difficoltoso legarsi sentimentalmente in quanto c’è la paura di sottrarre amore e tempo al rapporto fraterno fino alla paura dello sciogliersi di questo profondo legame fraterno.

Per questo è anche fondamentale salvaguardare l’individualità di ogni bambino, cercare di considerarli sempre due soggetti distinti anche se paragonarli viene spontaneo.

Stessa classe oppure no?

Solitamente aver la possibilità di separare i bambini durante la scuola dell’infanzia può aiutarli a capire i primi interessi, a personalizzarsi per poi evitare che si instauri un rapporto simbiotico e di dipendenza durante l’adolescenza.

Separarli vuol dire aver la possibilità di frequentare una scuola dell’infanzia e poi una primaria in due sezioni distinte, ovviamente non dovendoli portare in due posti diversi e magari lontani. La separazione non dev’essere un trauma per i bambini quindi bisognerebbe valutare attentamente se sono pronti e se non lo dovessero essere non sarà un problema, perchè saranno loro con il tempo che sapranno trovare la propria strada, i propri amici e coltivare i propri interessi.

Dott.ssa Erika Silighini

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Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.