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I neonati si possono viziare? No, ecco perchè!

Un bambino che può contare sui proprio genitori, che è sicuro del suo legame con loro,  è un bambino più felice e meno bisognoso. Con gli anni diventerà un bambino prima e un adulto poi, con il coraggio di affrontare il mondo in autonomia.
viziare

Vi sarete sicuramente imbattute in qualche famigliare o  conoscente che, parco di consigli non richiesti vi ha detto : “Se continui a prendere in braccio il tuo bambino ogni volta che piange, lo vizierai“. Oppure “Se lo allatti ogni volta che vuole, lo vizi!” O ancora: “Se dorme con voi non ve ne libererete dal letto prima di 10 anni!

Iniziamo con l’applicare la prima regola fondamentale: mai prestare attenzione a coloro che vi dicono che prestate troppa attenzione a vostro figlio. E’un gioco di parole ma efficace. Come madre riceverete continuamente consigli non richiesti, fateveli scivolare addosso.

Non è possibile viziare un neonato e questo è stato dimostrato dalla scienza. Senza se e senza ma.

Nonostante ciò nell’immaginario scorretto di molte persone i bambini vengono paragonati a dei piccoli tiranni con i genitori al loro completo servizio. Una immagine davvero poco dignitosa, per tutti.

Le persone viziate esistono? Certo,  esistono persone che credono che per loro sia tutto dovuto, ma non esistono neonati viziati. 

È vero che i bambini si aspettano molto da noi. Hanno esigenze di crescita intrinseche che richiedono cure particolari e una presenza costante Con solo il 25% del volume del cervello adulto alla nascita a termine, hanno bisogno di un’esperienza “uterina esterna” per creare milioni di sinapsi al secondo. Devono sentirsi bene per crescere bene. Ma questo non significa che sono viziati. Stanno semplicemente crescendo.

Rispondere al pianto del neonato

I neonati piangono perché hanno bisogni fondamentali: essere nutriti, tenuti in braccio, confortati e amati. I loro bisogni  in realtà, sono  gli stessi dei loro desideri a questa età. E’ nostro compito ascoltare il nostro istinto e rispondere a quei bisogni e desideri nel miglior modo possibile.

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I bambini comunicano quando sentono che qualcosa non va. E non solo con il pianto, il pianto anzi  avviene in uno stadio avanzato della loro comunicazione che è iniziata molto  prima con gesti e smorfie. Ed è vivendo il bambino da vicino che si impara a conoscerne i bisogni senza dover necessariamente arrivare al pianto. E il contatto pelle a pelle è l’inizio di quel percorso fondamentale  di conoscenza.

Se tutto questo significa portare il tuo bambino in  fascia  mentre fate il bucato o alzarvi ogni poche ore tutte le notti per allattarlo,  così sia. Tutto ciò non sarà in alcun modo la “rovina” di un neonato.

Quando un genitore o comunque chi si prende cura del neonato risponde al suo pianto, non fa altro che cercare di soddisfare i suoi bisogni , gli  si sta insegnando a sentirsi sicuro.  E quella sicurezza e fiducia si tradurranno in meno pianti e più indipendenza a lungo termine. Questo perché i bambini piccoli che provano una profonda fiducia nei loro genitori, tendono a sviluppare un sicuro senso di sé che li aiuta a calmarsi in seguito. Per costruire un corpo e un cervello resilienti, dobbiamo fornire loro il supporto necessario.

Più rimanete rilassati, più facile sarà consolare vostro figlio. Anche i bambini molto piccoli sono sensibili alla tensione che li circonda e reagiscono piangendo. Ascoltare un neonato che piange può essere frustrante, ma lasciare che la vostra frustrazione si trasformi in rabbia o panico non farà che intensificare le urla del bambino. Se iniziate a sentire di non essere in grado di gestire la situazione, fatevi aiutare da un altro membro della famiglia o da un amico. Non solo questo vi darà il sollievo necessario, ma a volte un nuovo viso può calmare il bambino quando tutti i vostri tentativi si sono esauriti. Non importa quanto siate frustrati è importantissimo non scuotere il bambino. Scuotere forte un bambino può causare  gravissime complicazioni al neonato .

Mai  prendere sul personale il pianto del neonato. Non piange perché siete un cattivo genitore o perché non gli piacete. Tutti i bambini piangono, spesso senza una causa apparente. I neonati piangono abitualmente da una a quattro ore al giorno. Fa parte dell’adattamento a questa strana nuova vita fuori dall’utero.

Nessuna mamma  e nessun papà può consolare suo figlio ogni volta che piange, quindi non aspettatevi  di fare miracoli. Adottate un approccio realistico alla situazione, organizzatevi con  un po ‘di aiuto, riposatevi il più possibile  e godetevi  tutti quei momenti meravigliosi con vostro  figlio.

I neonati non vi stanno prendendo in giro

Quante volte vi sarà capitato che vi dicano; “è furbo, guarda lo prendi in braccio  e smette  di piangere, allora non aveva nessun problema“.

Per quanto i neonati siano bellissime e amorevoli, non sono ancora abbastanza intelligenti per formulare un  ensiero elaborato del tipo:  “piango così mi prende in braccio“. I bisogni e i desideri dei neonati sono molto più semplici e basilari.

Quindi  se  rispondete ai pianti che chiedono cibo, o coccole o bisogno di aiuto per addormentarsi, non lo state viziando ma  rafforzando l’idea che siete lì con lui e che può contare su di voi. Il vostro comportamento aiuterà il bambino a sviluppare un sano legame con voi genitori.

Ovviamente ci saranno momenti in cui non potrete rispondere (perchè state cucinando o vi state facendo una doccia,…)   non dovete essere perfetti ma  rispondere ai bisogni del vostro  bambino nel miglior modo possibile, per fargli capire che è amato.

Tutto questo costa sicuramente fatica ma i risultati sono impagabili: un bambino che può contare sui proprio genitori, che è sicuro del suo legame con loro,  è un bambino più felice e meno bisognoso. Con gli anni diventerà un bambino prima e un adulto poi, con il coraggio di affrontare il mondo in autonomia.

Il rischio di viziare compare a quale età?

Una volta che il bambino avrà circa sei mesi, i suoi desideri  diventeranno più sofisticati e potrebbero  non coincidere con i bisogni. Ad esempio, un bambino più grande potrebbe voler tirarvi capelli o un orecchino o potrebbe desiderare il telecomando della TV con tutti i pulsanti interessanti da schiacciare, o semplicemente per poterlo lanciare dove vuole. .

In casi come questo, è bene stabilire dei limiti e insegnare che esistono delle regole precise: in questo modo, il bambino sarà in grado di comprendere il concetto che la mamma non sempre gloi  dà quello che lui vuole, ma lo  ama comunque.

Per ora, però, mentre il bambino è ancora molto  piccolo, ricordate che non potete viziare un neonato, ma potete insegnargli a fidarsi di voi e del mondo.

Riferimenti utili:

Harstad, Elizabeth MD; Albers-Prock, Lisa MD, MPH Caring for Your Baby and Young Child: Birth to Age 5, Fifth Edition, Journal of Developmental & Behavioral Pediatrics: February-March 2011 – Volume 32 – Issue 2 – p 102 doi: 10.1097/DBP.0b013e3182040ec8

Shonkoff, J.P. & Phillips, D.A. (2000). From neurons to neighborhoods: The science of early childhood development. National Research Council, Committee on Integrating the Science of Early Childhood Development. Washington, D.C.: National Academy Press.

Shonkoff, J.P., Garner, A.S. The Committee on Psychosocial Childhood, Adoption, and Dependent Care, and Section on Developmental and Behavioral Pediatrics, Dobbins, M.I., Earls, M.F., McGuinn, L., … & Wood, D.L. (2012). The lifelong effects of early childhood adversity and toxic stress. Pediatrics, 129, e232

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