I bambini e la gestione della rabbia

Tutti gli individui si arrabbiano perché la rabbia è un’emozione primitiva, osservabile anche nei bambini molto piccoli e nelle specie animali.

La rabbia è un’emozione naturale è necessaria per la sopravvivenza ma va gestita ed espressa in maniera adeguata, imparando a controllarne le reazioni più impulsive ed istintive che caratterizzano ogni persona.

Tra le prime emozioni che i bambini sperimentano troviamo oltre alla gioia ed al dolore, anche la rabbia. È importante ricordare che la rabbia non è un sentimento negativo, occorre solo imparare a gestirla sapendo controllare la frustrazione che tutti sperimentano almeno una volta nella vita.

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La rabbia è un’emozione molto diffusa nei più piccoli e si può manifestare in molti modi. Può essere diretta verso l’altro attraverso comportamenti come picchiare e offendere verbalmente, verso se stessi, attraverso comportamenti autolesionisti (tirarsi i capelli, mordersi le mani, buttarsi a terra e sbattere la testa) o si può manifestare anche come chiusura in se stessi e rifiuto dell’altro. Per questo motivo diventa fondamentale il ruolo dell’adulto che deve insegnare ai bambini come riconoscerla ed esprimerla nella maniera più funzionale.

bambino arrabbiato

È opportuno ricordare che il modo migliore per insegnare ai bambini a gestire le proprie emozioni è quello di mostrare il buon esempio. Può sembrare scontato, ma i bambini assorbono come delle spugne i comportamenti degli adulti, ripetendo i pattern comportamentali che vedono mettere in atto tutti i giorni. Se ci si mostra capaci di gestire le emozioni, controllandole in modo costruttivo, i bambini apprenderanno con successo, a  gestire la rabbia in maniera adeguata. Infatti anche per questo è importante che gli adulti per primi, riescano a gestire le emozioni senza farsi sopraffare dalla rabbia anche quando si è di fronte a comportamenti che infastidiscono. Così facendo si possono educare “emotivamente” i bambini dandogli la possibilità di imparare sin da piccoli a gestire le proprie emozioni.

A volte i bambini pieni di rabbia hanno solo bisogno di essere visti, considerati e contenuti dal punto di vista sia affettivo che fisico e se vengono ignorati la situazione peggiora. Fondamentale in questi casi è dedicargli anche solo 15 minuti, magari al rientro dal lavoro, coccolandoli e sapendoli ascoltare. Essere considerati vuol dire sentirsi importanti, cosa che gli permetterà di essere più tranquilli, rassicurati e rilassati.

Ci possono essere tante spiegazioni perché un bambino manifesti con molta frequenza la sua rabbia, ad esempio potrebbe voler attirare l’attenzione del genitore, non condividere e non accettare un “no”, subire una frustrazione, soffrire la gelosia di un/una fratellino/sorellina in arrivo, essere preso in giro soprattutto in età scolare, aver dovuto adottare uno stile educativo che non lo fa sentire adeguato e amato o stare in solitudine per molte ore al giorno magari con la sola “compagnia” della televisione.

E’ importante fare attenzione allo stile educativo, che dovrebbe essere un buon compromesso tra la flessibilità e la rigidità, in quanto entrambi possono portare all’aggressività perché nel primo caso il bambino che non ha limiti si sente abbandonato a se stesso mentre nel secondo caso si sente non amato. Ai bambini piace sentire che i genitori hanno il controllo delle diverse situazioni, che sanno che cosa è bene per loro e come bisogna comportarsi. Per questo lo stile educativo più amato dai bambini è quello che lega assieme sia la fermezza che la tenerezza, un metodo che sappia essere deciso ma che allo stesso tempo lo faccia sentire compreso e accolto.

Bisognerebbe spiegare ai bambini che arrabbiarsi e provare emozioni fa parte della natura umana e che succede anche agli adulti. La spiegazione che viene data al bambino ovviamente dev’essere adeguata alla sua età. Aiutare i bambini a riconoscere la rabbia e a darle un nome è fondamentale perché possano riconoscerla e imparare così a gestirla.

Per spiegare ai bambini cos’è la rabbia e quando si può provare si può utilizzare la drammatizzazione attraverso l’utilizzo di marionette e poi successivamente parlare e riflettere con il bambino su quello che si è appena realizzato. I bambini, soprattutto sin da piccoli, dovrebbero sentirsi liberi di manifestare le proprie emozioni, quindi per aiutarli a saperle gestire nel miglior modo possibile, bisognerebbe premiare i comportamenti positivi che mettono in atto quando si sentono prevalsi dalla rabbia.

Spesso i bambini che non sono stati aiutati a gestire la rabbia possono trasformare il loro sentimento in un comportamento aggressivo, come picchiare i genitori o altre persone adulte. In questi casi è opportuno che l’adulto mantenga la calma e ripeta al bambino frasi come ad esempio “il babbo non si picchia anche se sei arrabbiato” cercando di impedirglielo. Quando si sarà calmato, in maniera semplice e breve si chiederà al bambino il motivo della rabbia provata. Se i bambini sono abbastanza grandi e l’adulto è molto arrabbiato per rispondere adeguatamente alla situazione è meglio rimandare la conversazione di chiarimento a quando si sarà calmato.

Due libri sulla rabbia sempre molto apprezzato da grandi e piccini è “Che rabbia!” di Mireille D’Allancé edito da Babalibri e “Urlo di mamma” di Jutta Bauer edito da Nord-Sud.

Parlare ai bambini e chiedere il motivo della loro rabbia è fondamentale anche quando litigano tra coetanei per un gioco, quindi è bene spiegare sempre le intenzioni di entrambi.

Queste strategie possono essere d’aiuto ma a volte non risolutive, quindi, se nonostante l’impegno dei genitori non si contiene la rabbia è opportuno chiedere una consulenza specialistica.

 Dott.ssa Erika Silighini

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Erika Silighini

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi e specializzata in Psicoterapia Sistemica Relazionale. Nel mio lavoro ho approfondito la conoscenza dei bambini, la loro spensieratezza, il loro modo di giocare e imparato anche a conoscere i genitori, con il loro dubbi e lo loro certezze.